giovedì 29 maggio 2008

“Salviamo il Creato” – rassegna cinematografica sull’ambiente a Rimini

Da pochi giorni ero venuta a conoscenza di questa iniziativa promossa dall’ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) da Eticredito – Banca Etica Adriatica SpA: una rassegna cinematografica di tre giorni dedicata all’ambiente, ahimé già cominciata il 15 di questo mese e in conclusione oggi, presso il Cinema Teatro Tiberio di Rimini, presso la Parrocchia di San Giuliano Martire, Via San Giuliano, 16, Rimini. Ingresso gratuito.

Sono stati già proiettati i due film: “Into The Wild” e “Una Scomoda Verità”.

Questa sera sarà proiettato il film documentario di cui hanno tanto parlato “Biutiful Cauntri” di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero. Qualcosa che ci fa ulteriormente riflettere sulla questione rifiuti, non solo riguardo la Campania. Da vedere con coraggio.

Stasera spero di esserci, anche perché un film così è difficile vederlo proiettato altrove. Anche perché si parlerà del tema rifiuti a Rimini, con Daniela Tonini, consulente ambientale, ed Hera SpA. Giusto per togliersi qualche curiosità o dubbio.

A seguire riporterò un mio commento. Buona visione!

2 commenti:

irish people ha detto...

come anticipato, ieri sera siamo andati a vedere Biùtiful Cauntri... senza parole... 75 minuti per capire il disastro di una terra, la Campania, che si sta lasciando morire lentamente senza trovare una via d'uscita... un documentario a volte molto crudele, ma con tanti spunti utili a capire meglio il come ed il perchè si è arrivati a tutto questo, una durissima accusa ad un sistema imprenditoriale, politico colluso con ambienti malavitosi... da vedere assolutamente!!! utile per farsi meglio un'idea di chi ci governa, ci ha governato e ci governerà...

Danda ha detto...

Devo ammettere che il film è stato agghiacciante. Anzi è più corretto dire documentario.
Infatti, l’amaro in bocca ti rimane perché sai che è una situazione vera, recente, che scotta ancora!
Le scene fanno veramente male, e la colonna sonora non aiuta, perché rende più drammatica e pesante la visione delle immagini. Niente da eccepire sul coraggio degli autori, sugli esempi scelti da mostrare così come nuda e cruda realtà. Quello che si percepisce è un sistema che si è incagliato, un groviglio da cui non se ne esce: istituzioni assenti, camorra fortemente presente, incompetenza degli operatori, impotenza della povera gente, imprenditoria sempre più menefreghista nei confronti delle regole e del rispetto umano.
Una situazione che alla fine del film ci sembra tanto lontana e incomprensibile.
Ma non è così. Alla fine nel film si parla di una Chernobyl italiana. Un disastro ecologico che piano piano, nell’assoluto silenzio, sta facendo morire tanta gente, tanti animali, tante specie viventi.
Attenzione, perché è un pericolo potenziale che abbiamo in tutta Italia.

Dal dibattito seguito, un intervento ha posto l’interrogativo sulla totale mancanza da parte dello Stato di invio forze armate.
Personalmente, questa cosa mi ha fatto amaramente sorridere. Ti accorgi che la gente è questo che si aspetta: che i problemi vengano risolti dall’alto. Arriva l’esercito e si risolve tutto.
E intanto noi continuiamo a fregarcene e continuiamo a sfruttare la Terra come se fosse una risorsa infinita, devastandola, forzandola, senza accorgerci che essa è il nostro vero sostentamento e per questo è preziosa.
In “Biutiful Cauntri” si parla più di quello che le industrie, le istituzioni e la camorra hanno fatto, ma quello che non emerge è quello che ha fatto la popolazione, quello che sta facendo.
La sensazione dal di fuori è quella, purtroppo di essere “sani e salvi” perché lontani dalla Campania, ma è assolutamente una reazione sbagliata.
Se la situazione in altri posti è migliore è perché, come si è detto, il sistema istituzione-imprenditori-cittadini ha funzionato meglio, ma ciò non significa che dobbiamo cullarci.
La cittadinanza ha un ruolo fondamentale nelle scelte, nelle decisioni, e soprattutto nell’agire in modo più sostenibile possibile. L’onestà, la trasparenza è necessaria da tutti i fronti.
Nel particolare si è dibattuto, in pochi, fino a tarda serata, di importanza delle scelte della popolazione nella gestione dei rifiuti, delle future modalità di sviluppo della raccolta differenziata nel riminese (che si propone in pochi anni l’obiettivo di arrivare oltre il 60%), della futura, ahinoi, costruzione di due “termovalorizzatori” e dell’esistenza o meno di un’effettiva necessità di questi.

Rimane sempre un amaro in bocca, anche dopo aver constatato l’assoluta volontà delle locali istituzioni di essere aperte e trasparenti e coinvolgere il pubblico. Come un sentore di futura diossina nell’aria... Per questo, assolutamente, dobbiamo impegnarci noi stessi per primi a non creare i rifiuti, a differenziarli bene. Solo così possiamo garantire una futura qualità della vita accettabile per noi e i nostri figli!