venerdì 22 agosto 2008

Appunti di viaggio / My journey diary – 07 Aug 08

Giovedì mercato! È la parola d’ordine delle canosine! Si rinuncia anche al mare per andare a fare un giro in piazza, anche col ‘solleone’!
Beh a me ultimamente capita raramente di fare capolino al mercato di Canosa, un po’ perché non torno in patria più così spesso, e poi perché solitamente capito in qualche festività o durante i weekend. Quindi non potevo sottrarmi a questo rituale ed ho rinunciato anche al mare, prefiggendomi di fare acquisti intelligenti se mai avessi trovato qualcosa che facesse al caso mio.
In realtà nel girare tra i banchetti sono rimasta molto delusa, realizzando che i capi di vestiario fossero tutti uguali, come fatti con un clichè, tutti importati e dai materiali scadenti e poco naturali. Mi sono quindi limitata ad acquistare pochi capi intimi, scoprendo dopo che il cotone aveva una percentuale molto bassa a quella immaginata, una gonna in lino, un paio di pigiami e poi olive, quelle buone in salamoia, e origano profumatissimo. Niente di più, nauseata com’ero di odori di plastica un po’ ovunque.
Ma nel tornare indietro mi viene in mente di fare un salto ad una piccola “oasi” del paese: il negozio del mercato equo e solidale, in via Oberdan. Sapevo dell’esistenza ma non ero ancora riuscita ad andarci. Entro dalla porta aperta, sbagliata, e trovo il gestore del negozio concentrato nelle sue cose. Saluto e chiedo scusa per aver sbagliato l’entrata, e poi chiedo di poter dare un’occhiata in giro. Scopro con mia grande meraviglia che il negozio è un vero negozio bio!!!
C’è di tutto: dagli alimentari biologici ed equo e solidali ai prodotti naturali fino ad arrivare ai detersivi ecologici e persino alla spina! È una vera manna dal cielo per un paese così poco attento all’ambiente! Scopro che i prezzi sono anche più bassi di quelli che trovo solitamente a Rimini, su prodotti identici, stesse quantità, stesse marche!

Peccato non essere arrivata qui con un mezzo privato, avrei fatto incetta di ogni cosa! Ma al momento faccio provvista di 4 confezioni di sacchi per la raccolta dell’umido organico. Sono stupita di vederli là e chiedo al gestore cosa ci facciano in un paese dove questa frazione non si è mai raccolta. Mi risponde che era stato un errore d’ordinazione. Mi sembrava strano! Scatta in me la curiosità e chiedo come mai la raccolta differenziata a Canosa stenti a decollare. Vengo a sapere che di recente c’è stato un piccolo impulso grazie a qualche nuova entrata economica nella gestione rifiuti. Mi chiedo se un giorno questi sacchetti in MaterBi® saranno venduti. Per ora mi reputo l’unica acquirente. Saluto il gestore, visto che sono entrate due persone in negozio, e gli auguro che ci in futuro ci sia maggiore clientela, anche se teme di chiudere l’esercizio a breve.
Spero proprio di no, sarebbe una gran perdita per i canosini. Vado via speranzosa e nel ripercorrere la strada per casa vedo un manifesto che campeggia sulla vetrina di una cartoleria. Si tratta del riciclo delle cartucce usate delle stampanti, evviva!
Bene, oggi Canosa ha guadagnato due punti in più, anzi tre, visto che mentre scrivo sento dei gran tonfi: passa il camion della società addetta alla raccolta dei rifiuti, sta caricando cartoni e casse di legno lasciate fuori dai negozi, spero da avviare a riciclo. Evviva, bis!


It’s Thursday, market day! It is the watchword of ladies of Canosa! People waive the sea to go for a walk in the square, also with the sunshine!
Well to me rarely happens to head to the market of Canosa, because I don’t go back home so more often, and secondly because usually it happens somehow on holidays or during weekends. So I can’t renounce to this ‘ritual’ and I have also to waive the sea, aiming to go shopping in a smart way if I’ll ever found something that do in my case.
Indeed, turning around banquets I am very disappointed, realizing that clothing are all equal, as made with a clichés, all imported and made of poor and unnatural materials. I therefore limite to buy few underwear cloths, then discovering that they aren’t made all of cotton, a linen skirt, a pair of pyjamas and then olives, those good in brine, and fragrant oregano. Nothing more, because I escape from plastic smells everywhere.
But in the way home I plan to make a leap to a small oasis of the town: the fair trade shop, in Oberdan street. I knew the existence of it but I couldn’t still managed to go there. Within the door open, the wrong one, I go in and find the manager of the shop concentrated in its affairs. After greeting I apologize for having crossed the wrong entrance, and then I ask to take a look around. I discover to my great surprise that the shop is a true bio shop!
There are countless kinds of organic and fair food and natural products, up to ecological detergents and even on tap! It is a real goodness from heaven for a country so little careful to the environment! I discover that prices are even lower than that usually I found in Rimini, on identical products,
same quantity, same brands!
Too bad not come here with a private vehicle, I would have shopped everything! But then I provide with 4 packs of sacks for the collection staff. I am surprised to see them there and ask the manager what they do in a town where this waste fraction was never collected. He replies that was a mistaken order. It seemed strange! My curiosity takes me to ask why recycling in Canosa isn’t so easy. I come to know that recently there has been a small boost thanks to some new economic entry for activity in waste management. I wonder if one day these MaterBi® bags will be sold. For now I think I’m the only buyer. I greet the manager, two people are entering in the store, and I hope that in
future there will be greater customer base, although they fear to close the exercise shortly.
I hope not, it would be a great loss for the inhabitants of Canosa. I go away with hope and walking the road to home I see a poster that stands on the window of a stationery shop. This is the recycling of used printers cartridges, Hooray!
Well, today Canosa has gained two points more, even three, because while I write, I hear rumours like thunders: a truck of the local waste company is passing and loading cartons and wooden boxes left outside the shops, I hope they’ll be brought to recycling. Hooray, a!

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