martedì 19 febbraio 2008

Vivere (e far la spesa) in modo eco-compatibile (come faccio io???) - N°2

Eccoci alla seconda puntata del mio racconto...
La scorsa volta abbiamo parlato di lavoro, esagerando per aver toccanto troppi argomenti, ma ci tornerò sopra approfondendone alcuni.
Oggi invece racconterò delle attenzioni che cerco di avere nel fare la spesa, perché è da qui che si può cominciare a ridurre i rifiuti, che è meglio di riciclarli.

Fare la spesa per me è un impegno, innanzitutto perché comporta una rapida ricognizione della dispensa, del frigorifero... mi armo di uno di quei blocchetti self-made e comincio a scrivere una lista ragionata.

Seconda importantissima azione: armarsi di sacchetti (o come le chiamano qui "sportine") secondo quantità e tipo di acquisto. Va benissimo riutilizzare i sacchetti di plastica già accumulati in precedenza, accuratamente piegati a triangolo, ma è molto meglio avere dei sacchetti in tela o in juta riutilizzabili e lavabili all'infinito, nonché delle comode "borsine" per gli alimenti surgelati che sono indistruttibili. Tutto questo per evitare che poi tornati a casa siamo invasi di sacchetti (quasi sempre rotti) che vanno a finire nella spazzatura.


Il terzo passo è la scelta del supermercato. In una città come Roma avevo più possibilità, ma qui in Romagna fortunatamente ci sono piccoli negozi e grandi ipermercati vicini ai centri abitati. Nei piccoli supermercati ci si arriva a piedi o in bicicletta come fanno molti e si può scegliere più pacatamente i prodotti, magari trovando vere specialità locali sul banco della gastronomia. Nei centri commerciali c'è di sicuro più scelta e varietà di prezzi, però spesso la roba è scadente e poiché per antonomasia sono i posti più caotici e frequentati (specie nei weekend) va a farsi friggere il tentativo di valutare bene quello che si sta acquistando, che per me è fondamentale.
C'è anche da aggiungere che alcuni supermercati hanno un occhio di riguardo in più per il biologico e l'ecologico offrendo delle specifiche linee di prodotti e allora se si può si punta a quelli.
Messo il piede nel regno del consumo, cerco di non farmi trascinare da uno dei miei peggiori difetti quello di farmi abbagliare (forse per deformazione professionale) da prodotti ben confezionati e accattivanti nella grafica.
Anzi tutto ciò che cattura la mia attenzione è oggetto di indagine scrupolosa:

• Innanzitutto la data di scadenza per i prodotti freschi, che significa avere in mente di consumare subito i prodotti con la data più vicina o evitare di ritrovarmi poi a cestinare subito qualcosa di avariato.

La provenienza. Meglio se i prodotti sono locali perché il loro trasporto inquina meno e al massimo se proprio devono essere importati preferisco quelli del commercio equo e solidale.

Il tipo di allevamento. Per le uova per esempio meglio il biologico o "all'aperto", da evitare assolutamente quello in gabbie e se possibile anche quello "a terra". Attenzione perché l'indicazione è spesso scritta in maniera microscopica.

Il tipo di coltivazione. Meglio biologica, no ogm, e se possibile con marchio IGP (indicazione geografica protetta) che dà indicazione sulla provenienza del prodotto.

La povertà della confezione, ossia meno involucri possibili, meno scatole cinesi, meno rifiuti!

La riciclabilità della confezione e la chiarezza delle informazioni grafiche e non (meglio se il materiale è carta, vetro o alluminio e se è plastica preferire quelle biodegradabili al 100%).

L'ecologicità o biodegradabilità (meglio se al 100%) dei detergenti e prodotti sia per l'igiene personale che per la casa, includendo l'usa e getta (carta assorbente, fazzoletti, tovaglioli).

• Infine l'occhio al prezzo. Vero è che il biologico costa ancora molto, ma in alcuni casi la discrepanza tra i prezzi non è eccessiva e l'acquisto ne vale sia come qualità che come sapore.

Ecco che me ne torno a casa con la mia bella spesa ragionata. Alla faccia di tutti quelli che un po' isterici escono dai supermercati coi carrelli pieni zeppi di schifezze e roba inutile.
Avrò sicuramente "perso" del tempo in più ma guadagnato in salute e perché no risparmiato un po'.
Il tutto anche con l'obiettivo in mente di ridurre i rifiuti, come ormai è consuetudine di molte semplici persone sulla faccia di questa terra (se avete un po' di dimistichezza con l'inglese vi consiglio Mrs Average del blog The Rubbish Diet che fa lo "Shopping with waste in mind"!).

6 commenti:

irish people ha detto...

In effetti si perderà un po' di tempo nella scelta, ma alla fine ne potremo guadagnare nel poter riciclare, nel poter risparmiare... anche se non sempre si riesce nella "difficile impresa", soprattutto per quanto riguarda gli imballi e le confezioni che ancora sono molto carenti nelle indicazioni di riciclabilità o dove eventualmente poterli gettare una volta utilizzati... speriamo siano le difficoltà di un nuovo inizio!!!

Danda ha detto...

Tu mi capisci perfettamente e quello che dici è vero, infatti non sempre le buone intenzioni danno i loro frutti. A volte è difficile anche per me capire cosa è bene comprare e cosa no, o magari mi accorgo di dare più peso ad una di quelle "caratteristiche" che ho elencato piuttosto che ad un'altra e me ne accorgo solo a casa quando vuoto le "borsine". Purtroppo pretendere la perfezione è troppo ma basta l'impegno!
Prossimamente proverò a fare un po' di chiarezza con le simbologie presenti sul packaging dei prodotti, che a molti sono ancora oscure, quindi come dice qualcuno... stay tuned!

milvia ha detto...

Brava! Anche così, come fai tu, forse si può realizzare un altro mondo possibile...Anche se è vero che ci sono molte difficoltà, e che non sempre, poi, si riesce a essere coerenti.
Ciao, tornerò a trovarti. Sono arrivata qui partendo da Cristella.
Ho abitato per trentaquattro anni a Igea Marina, quindi vicinissima a dopo ora abiti tu. Ora, da due anni, sono tornata nella mia città natale, a Bologna. Certo anche tu...Da Roma a Viserbella...Io, Roma, l'adoro.
Ciao!
Milvia

Danda ha detto...

Ciao Milvia e benvenuta in Dandaworld!
Sono felice di conoscerti, e se conosci Cristella, vuol dire che siamo accomunate dalle stesse sensazioni... che bello! Ho visitato il tuo blog e l'ho trovato pieno di spunti interessanti per contornare la vita di parole sensate e piacevoli!
Eh già, la mia vita ultimamente è molto movimentata ed effettivamente da Roma a Viserbella è stato un trasloco difficile. Ma credo di averne guadagnato!
Qui si respira un'altra aria in tutti i sensi! Non solo l'Emilia-Romagna è ricca di posti splendidi, ma d'inverno in riviera tutto scorre con un ritmo molto più pacato. La gente è deliziosa (come te e Cristella), è molto più aperta, più civile, più rispettosa dell'ambiente e anche meno "stressata" degli abitanti della capitale.
Roma è una bellissima città ma sta cadendo piano piano in un vortice di invivibilità assoluta. Anche questo mi ha portato a voler comunicare il mio disagio e allo stesso tempo la volontà di migliorare qualcosa. Spero nel mio piccolo di riuscirci!
Grazie per l'incoraggiamento!
Danda

milvia ha detto...

Ciao, Danda. E' vero: la Romagna ha posti bellissimi, soprattutto forse nell'entroterra, anche nell'immediato entroterra. Ti auguro che la buona impressione che tu ora hai del luogo e della gente rimanga inalterato nel tempo. In estate è, come puoi immaginare, molto diverso. Sai, per quanto riguarda Igea Marina, dove ho vissuto per 34 anni, ho imparato a pensare che soffrisse di una sorta di schizofrenia causata dall'assoluto divario fra le due stagioni: vuoto assoluto d'inverno (vuoto di attività culturali, di incontri fra la gente, e vuoti anche i bar, dove fino a vent'anni fa giovani e anziani si trovavano insieme intorno a un tavolino a giocare a carte, ed era comunque un modo di comunicare) e caos completo durante l'estate, dove dipendenti e proprietari di strutture turistiche macinano ore e ore e ore di lavoro che risucchiano il pensiero. Però forse la situazione sta cambiando, non so. Ma non sempre è stato facile, vivere lì.
Ciao, Danda, un materno abbraccio.
E grazie per le visite al mio blog. mi fanno piacere.
Milvia

Danda ha detto...

Milvia, grazie per l'abbraccio materno! Mi sento quasi in famiglia!
Capisco il trauma che possa essere il passaggio dalla tranquillità invernale al caos estivo...
Spesso sono stata qui anche in estate, prima di venire ad abitarci. Però forse qualcosa sta cambiando nelle abitudini vacanziere dei "forestieri" e nelle persone del posto sento che c'è più voglia di vivere la propria terra, le proprie tradizioni.
Spero di poter far da testimone anche a questo cambiamento, riportando qui le mie sensazioni positive.
A presto, allora e ancora grazie!

Danda