mercoledì 17 febbraio 2010

Guardando “blu” attraverso un paio di occhialetti 3D / Seeing “blue” through a pair of 3D lens…


Adoro il genere fantasy, adoro il cinema realizzato con alta tecnologia, adoro le storie che sanno smuoverti nel profondo dell’animo. E tutto ciò mi ha spinto ad andare a vedere… Avatar.
Non mi piace la calca nei cinema quando un film è sulla bocca di tutti, non mi piacciono le sparatorie, non mi piacciono le americanate. E tutto ciò mi ha fatto andare a vedere Avatar con un atteggiamento abbastanza prevenuto.
I love the fantasy genre, I love high tech movies, I love the stories that move you in the deep of your soul. And all these things made me go to watch… Avatar.
I don’t like the crowd in cinemas when a movie is too much famous, I don’t like the gunfire movies, I don’t like the “American” kind of film. And all these things made me go to watch Avatar with a very prejudiced mood.


Dopo aver letto innumerevoli critiche e commenti favorevoli al film, ero impaziente di vederlo.
Ci siamo recati ben due volte nell’unico multisala della città, prima di trovare uno spettacolo con posti che non fossero solo in prima fila.
Prima di fare il terzo ed ultimo tentativo, ho cercato su internet il trailer per assicurarmi che ne valesse effettivamente la pena… ma non ne sono rimasta entusiasta. Se non avessi letto nulla sul film, probabilmente non avrei comunque compiuto lo sforzo di recarmi per la terza volta in un centro commerciale ed aspettare ben cinque ore prima di poter sedermi in poltrona con gli occhialetti 3D.
After having read many favourable reviews and comments about the movie, I couldn’t wait to see it. We went no less than two times in the only multiplex of the city before finding a show with seats not in the first line.
Before doing the last attempt, I found on the internet the movie trailer to ensure myself that it was really worth to go… but I wasn’t so enthusiastic. If I previously didn't read anything about the movie, probably I wouldn’t have done the effort to go for the third time in a shopping centre and wait for no less than 5 hours before being in a seat with a pair of 3D glasses.


Ma… ne è valsa la pena.
But… it was worth.

Non voglio aggiungere commenti inutili a tutto ciò che si è detto sul film.
Posso dirvi che è impressionante per il livello di grafica digitale, la cui visione, però, si sarebbe goduta meglio con uno schermo appropriato e degli occhiali più comodi.
L’ambientazione costruita e le riprese sono a dir poco meravigliose. Visuali spettacolari e da brividi su un mondo che, se pur poco simile al nostro, ne è fortemente ispirato.
Se gli animali hanno un aspetto giurassico, la flora fantastica è costruita in una reale simmetria con le regole della nostra natura. Per non parlare dei paesaggi mozzafiato, che si potrebbero immaginare come un’evoluzione diversa di un pianeta come il nostro, dove la strana conformazione del suolo è data da differenti leggi fisiche.
I don’t want to add redundant comments to all what was said on the movie.
I just want to say that it is impressive from a digital graphic point of view – I was a bit disappointed by the view that was disturbed by an inappropriate screen and uncomfortable 3D glasses –.
The built scenery and shots are more than marvellous. Spectacular and exciting views on a world that, even a bit similar to ours, is strongly inspired to it.
If animals have a Jurassic look, the fantastic flora is built in a real symmetry with rules of our nature. To add, the breathtaking landscapes – that you can imagine as a different evolution of our planet – have a strange geology, given by different physical laws.


La storia di Avatar, pur non avendo una trama molto originale, ha gli ingredienti giusti per un fantasy che non sia troppo astruso e lontano dalla realtà. Anzi, appare subito evidente che è la proiezione nel futuro, e su un altro possibile pianeta, di quello che è accaduto e su quello che ogni giorno continua ad accadere nella nostra Terra, tenuto lontano dai nostri occhi.
Even not having a very original plot, the story of Avatar has the right ingredients for a fantasy that isn’t too metaphysical and far from reality. On the contrary, it is clear that it has been conceived as the projection in the future, and in another planet, of what is happened – or still happens everyday in our Earth – far from our eyes.

Come, infatti, potete immaginare, ciò che mi ha spinto maggiormente a voler vedere il film è stato il tanto conclamato messaggio ecologico che è alla base della storia: la difesa del pianeta e dei suoi esseri viventi. Un plauso va a coloro che ci hanno mostrato questa realtà in una maniera che mai nessuno aveva fatto prima.
Tutti hanno avuto, e avranno modo di vedere Avatar. Ho visto in fila ragazzini, genitori con bambini, amiche in giro per shopping, e persino persone abbastanza avanti con l’età.
Il messaggio, sarà arrivato nelle menti di ciascuno di loro?
In fact, as you imagine, what convinced me to go to watch the movie was the loud green message that is at the base of the story: the defence of the planet and its living beings. A praise goes to all the creators that showed this reality in a way never done before.
All had– and will also have – the chance to watch
Avatar. I’ve seen queues of teens, kids with parents, girls in shopping mood and also old people.
Did the message arrive in everyone’s head?


Io, ahimé, nutro ancora qualche dubbio.
Il tutto, a mio parere, è stato troppo infarcito di scene di guerriglia, armi da fuoco, e improbabili situazioni da film americano (non è un caso che il regista sia lo stesso di Terminator), dove il cattivo resiste fino all’ultimo respiro per cercare di raggiungere il suo scopo.
Temo che il messaggio ecologico si perda nella solita e immancabile lotta tra il bene e il male.
I have some doubt alas!
In my own opinion, everything was too much stuffed with guerrilla, weapons and improbable situations typical of American movies (is it not a case if the director is the same of Terminator), where the wicked resists until the last breath, to achieve his aim.
I fear that the green message is lost in the usual fight between good and evil.


Le risatine nell’audience mi hanno fatto pensare a questo. Si ride nel vedere gli indigeni vestiti con poco, si ride nell’assistere alle scene dei loro rituali, si ride alla strana e improvvisa metamorfosi di un animale.
E penso alla nostra storia, quando il piede umano è sbarcato su sponde nuove e terreni sconosciuti. Penso agli Indios, penso alle tribù africane, penso alla foresta amazzonica, alle riserve dei pellerossa. Penso alla pochezza di cui siamo fatti.
Siamo sempre gli stessi. Siamo miseri. Il diverso ci fa ridere come se la nostra realtà fosse la migliore e la più sensata.
Di fronte al nuovo pensiamo a “prendere dei campioni”, mantenendoci distanti, analizzando freddamente per poi trovarci a invidiare e bramare ogni ricchezza scoperta, snaturandola.
I nostri sensi sono addormentati, i nostri occhi distratti. Non apprezziamo e non vogliamo conoscere l’energia e la vita che il nostro pianeta ci dà sotto numerose forme.
Some laughs in the audience made me thinking that. People laugh at seeing natives dressed with few clothes, or seeing their rituals or laugh at the strange and sudden metamorphosis of an animal.
So I think to our history, when the human foot is got off new shores and unknown lands. I think to the African tribes, to the Amazonian Forest, to the Indian reservations. I think how poor we are.
We are always the same. We are wretched. The “different one” makes us laugh as if our reality is the best and the more sane.
Facing the new we think that it’s better to “take samples”, staying at distance, coldly analysing and ending to envy and hanker every richness we find, distorting it.
Our senses are asleep, our eyes are closed. We don’t appreciate and misunderstand energy and life that our planet gives us under different shapes.


Uscendo dalla sala in molti abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Io per il caldo e la stanchezza fisica dell’attesa e delle ore da seduti, alcune persone per il lieto fine arrivato dopo numerosi colpi di scena. Credo, però, che la maggior parte abbiano sospirato con un certo senso di liberazione, pensando “è solo un film”.
Going out from the cinema, many felt relief. Me for the heat and the tiredness to wait and be sat , many for the happy end that came before many dramatic surprises. But the most, I believe, were relief saying “it’s only a movie”.

Invece, guardiamoci attorno. Stiamo devastando la nostra Terra. Abbattiamo ogni centimetro di verde che ci troviamo davanti per costruire, per sfruttarne il terreno. Non istauriamo un feeling con gli esseri viventi che si trovano nei nostri ambienti. Dobbiamo toccare ed estirpare tutto quello che di particolare incontriamo sul nostro cammino. E quando siamo di fronte ad una cultura diversa ci comportiamo in maniera ridicola e irriverente.
But let’s see all around us. We are destroying our Earth. We are chopping down every green centimetre we see toward us, to build, to exploit the soil. We don’t set up a feeling with the living beings we find in our habitats. We have to touch and uproot every particular thing we find. And when we are in front of a different culture we behave in a ridiculous and irreverent way.

Insomma, Avatar è un film da vedere. Anche più di una volta, per cogliere ogni dettaglio delle sfaccettature umane che ci sono messe di fronte come in uno specchio… e per rifletterci su.
Ognuno di noi può riscoprire un suo “avatar”, non un altro aspetto della nostra stessa persona che si comporti in maniera differente e distaccata. Il nostro “avatar” può essere il lato più profondo del nostro essere, il più istintivo e sensibile, che ha ancora radici nell’ambiente in cui viviamo.
Con la speranza che questo “avatar” prevalga infine sugli aspetti più sgradevoli che purtroppo hanno determinato il nostro essere “umani”.
To sum up Avatar is a movie that is worth to be seen. And many times too, to catch every detail of the human facets that here are put in front of us as in a mirror… and also to think about it.
Each of us can discover his “avatar”, not another aspect of our person that behaves in a different and separate way. Our “avatar” can be the deepest part of our being, the most sensible and instinctive, the part that has still roots in the environment in which we live.
With the hope that this “avatar” could prevail on the bad aspects of our way to be “human”.

10 commenti:

Marco *Consumo Meno* ha detto...

Ecco.. e io non trovo nessuno che vuole venire a vederlo.. andrò da solo... come piace a me!

Helena ha detto...

..dopo giorni e giorni di bombardamenti di pubblicità, articoli, interviste e amici che adorano il film, l'unica che mi ha convinto a vederlo sei tu!! anche se aspetterò di poterlo vedere in dvd, perchè non mi esalta la storia del 3D (per il costo!) e soprattutto vorrei vederlo finita l'avatarmania, per poterlo apprezzare come ho potuto farlo nella tua descrizione e sperando che passata la moda rimanga cmq in ogni persona che l'ha visto un piccolo avatar consapevole di ciò che succede invece nel mondo reale..

Lo ha detto...

ecco ...vedi a me non basta che una cosa sia tecnicamente perfetta e meravigliosa per superare la calca e il resto...una storia che è accettabile...no il genio dell'uomo non è solo la sua grandiosità tecnica...lo so lo so che può farlo...ma rimango a bocca aperta se parla all'anima...e così il galletto non trova nessuno che lo accompagna...povero....

Danda ha detto...

Helena, Marco e Lo,
grazie per i commenti! Ne approfitto per aggiungere qualcos'altro.
Il genere purtroppo non piace a tutti. Anzi, più sono pubblicizzati i film, più la gente con un minimo di consapevolezza critica si rifiuta di vederli.
Ve l'ho detto, sono stata combattuta anch'io fin dal primo momento e se avessi visto solo il trailer a quest'ora non ne avrei nemmeno parlato sul blog.
Ma, oggi come oggi, ritengo che sia fondamentale arrivare al cuore delle persone, anche le meno sensibili, con ogni mezzo, portando loro un messaggio ecologico.
L'uso di alta tecnologia in questo caso passa in secondo piano. Ti strabilia, è vero, ma devo dire che il batticuore, durante tutto il film, era tutt'altro che legato alla sua spettacolarità.
Mentre con "Wall-e" ho dovuto realmente trattenere le lacrime, la visione di Avatar mi ha pervaso di un senso soffocante di colpa, di una strana inquietudine mai provata prima durante un film. Ho dovuto più volte distogliere lo sguardo dallo schermo e non per le scene, o per il 3D, ma per rendermi conto anch'io che ero solo in un cinema.
Possono essere anche sensazioni poco gradevoli, ma di sicuro hanno il potere di scuotere l'inconscio. Una visione che coinvolge molto di più il corpo a livello sensoriale, fa lavorare maggiormente il cervello, che risponde con insolite reazioni.
Se questo è utile a scuotere la coscienza umana sul danno che stiamo creando alla nostra Terra, allora viva la tecnologia!

Comunque, infine, Marco, se proprio non hai nessuno con cui vederlo, puoi sempre fare come Helena e aspettare il DVD. Effettivamente la visione al cinema ha i suoi costi esagerati e quello era un altro dei motivi per cui quasi ci rinunciavo.
Ma tu, Lo, sono sicura che quando avrai modo di vederlo, anche per sbaglio, magari a casa, quando sorprenderai Marco a vedersi il DVD in segreto, ne resterai sorpresa! ;)

lunarossa ha detto...

Ciao Danda, amo andare al cinema ma non mi piace perdere tempo e vedere film che non mi deludono. Dalle varie recensioni che ho letto, Avatar non m'ispira affatto. Pero' leggendo il tuo punto di vista, sembra piuttosto interessante. Nonostante tutto, per il cinema deve rilassare e distrarre e non angosciare...Ci pensero', ancora qualche giorno prima che sparisca dalle nostre sale. Buon weekend. Ciao. A.

Danda ha detto...

Ciao Antonella, che bello ritrovarti qui e grazie per il tuo punto di vista.
Ma temo che dovrei spiegarmi ancora meglio: ho parlato di emozioni molto forti, quasi soffocanti ma non angoscianti... Avatar non è un film triste, doloroso. Le emozioni sono forti da doverti sconvolgere, sì, ma da farti uscire con una rinnovata consapevolezza che possiamo fare qualcosa per migliorare il nostro rapporto con la natura.
Infatti, le scene di guerra e di morte sono in realtà compensate da bellissime scene dove l'amore, la bellezza, la forza della natura sono notevolmente più impressionanti.
Per questo ritengo che il trailer non sia abbastanza convincente... di tutto questo non c'è un frame!
Tuttavia io non voglio far pubblicità al film. Ho ritenuto utile fare una recensione, poiché c'è un messaggio che val la pena recepire, anche in una maniera diversa dai soliti documentari sull'ambiente. Questa mi è sembrata una buona opportunità.
Grazie e buon weekend anche a te! ;)

Carmine Volpe ha detto...

bella recensione su avatar, il mondo è il nostro è dobbiamo trattarlo meglio anzi dovremmo

Danda ha detto...

Grazie Carmine!
Sono contenta che tu abbia apprezzato le mie parole... e anche il messaggio del film! ;)

valverde ha detto...

"E penso alla nostra storia, quando il piede umano è sbarcato su sponde nuove e terreni sconosciuti. Penso agli Indios, penso alle tribù africane, penso alla foresta amazzonica, alle riserve dei pellerossa. Penso alla pochezza di cui siamo fatti.
Siamo sempre gli stessi. Siamo miseri. Il diverso ci fa ridere come se la nostra realtà fosse la migliore e la più sensata"
ecco carissima Danda queste sono le tue parole che mi hanno colpito e che condivido al mille per mille... un grande abbraccio, ciao
valverde

Danda ha detto...

Ciao Val, mi fa molto piacere che ti ritrovi nelle mie parole! E grazie per avermi citata nel tuo blog! Un abbraccio e a presto! :)