martedì 5 agosto 2008

Gelato fatto in casa / Homemade ice cream

Torniamo a parlare di delizie fatte in casa. Il gelato.
In estate è veramente una goduria per i nostri arsi palati! Vi raccontiamo come lo abbiamo fatto con la nuova gelatiera.
Here we are back again talking about home made delicacies. Ice cream. Let’s tell you how we made it with the new ice cream maker.

Pochi ingredienti, pochi e semplici accorgimenti per ottenere un gelato veramente buono, anche meglio di alcuni che si acquistano nelle vaschette al supermercato.
Per il gelato più semplice, quello al fiordilatte sono sufficienti, secondo le dosi indicate dalla macchina, 1 litro di latte, un etto e mezzo di zucchero, 200 ml di panna e un pizzico di vanillina.
Certo, per evitare ulteriori rifiuti sarebbe bene fare attenzione a procurarsi questi ingredienti facendo attenzione che abbiano involucri riciclabili o smaltibili come compost.
Anche qui, la principale materia prima è stata reperita presso “la latteria” dalla quale ci riforniamo ormai quasi giornalmente.
Si prepara il mix e lo si versa nella vaschetta, precedentemente fatta raffreddare per diverse ore nel freezer. Poi si avvia il motore della gelatiera e in circa 40 minuti si ottiene il gelato, che sarà ancora più compatto dopo averlo riposto nuovamente per un po’ nel freezer (noi abbiamo, come vedete dalla foto, utilizzato una vecchia vaschetta di gelato industriale acquistata prima di comprare la gelatiera).

A few ingredients and simple cares in order to obtain a truly good ice cream, even better than some purchased in the plastic vessels at the supermarket.
In order to make the easier ice cram (vanilla taste) are sufficient, following doses specified by the appliance, 1 l of milk, one and half hg of sugar, 200 ml of cream and a hint of vanillin.
Of course, to avoid further waste would be good to be careful procuring these ingredients, taking care that they have recyclable or compostable packaging.
As we did with yoghurt we took the main ingredient (milk) from the fresh milk self-distributor here that is our daily furnisher.
You must prepare the mix and pay in the tank, previously made cool for several hours in the freezer. Then you can start the engine of ice cream and in about 40 minutes you get the ice cream, which will be even more compact after having placed it again in the freezer for a while – as you can see in the picture, we used an old bowl of industrial ice cream purchased before buying the ice cream maker –.


Il gusto del gelato può essere personalizzato come si vuole, seguendo il ricettario che abbiamo trovato nella scatola dell’elettrodomestico, o secondo la propria inventiva. La prima volta che lo abbiamo fatto, da bravi amanti dell’Irlanda, alla miscela del fiordilatte abbiamo aggiunto della crema di whiskey, ed il risultato è stato al di sopra di ogni aspettativa. Abbiamo provato anche quello al cioccolato ed è formidabile!
You can customized flavour at will, following the recipes you can find in the box of the appliance, or following your inventiveness. The first time we made it, as good lovers of Ireland, we added some whiskey cream, and the result has been above every expectation.

Sicuramente fare in casa il gelato è un modo più naturale di alimentarsi, se non altro con la consapevolezza di sapere con cosa viene fatto ciò che si mangia, per sentirsi meglio anche quando ci sediamo a tavola, uno dei pochi piaceri rimasti!!!
Surely making ice cream at home is a more natural way of consuming food, being aware of what are the real ingredients of our food, in order to feel better also when we are seated at table, one of the last remained pleasures!!!

Danda aggiunge a questo:
In addition Danda says:

“È triste vedere in giro, spesso per terra o fuori dai cestini colmi, carte dei gelati, coppette e cucchiaini di plastica! Oltretutto se si è abituati a farne provvista al supermercato, ti ritrovi a collezionare numerosi vassoi di plastica. Questi sono anche riciclabili e riutilizzabili, ma quando sono troppi, sono un vero spreco (non dimentichiamoci che per fabbricarli ci vuole energia e petrolio)!
Inoltre ho letto di recente un articolo proprio sul gelato, scritto da Enrico Zagnoli, un dottore agronomo esperto in produzione industriale di alimenti (su “Valore Alimentare” n°23), e ho fatto l’amara (eh eh) scoperta che il gelato industriale è fatto da una miscela che contiene aria in quantità pari quasi al peso degli altri ingredienti, oltre al fatto che ci sono coloranti, conservanti, stabilizzatori, grassi vegetali e altre cose poco rassicuranti. Avete mai letto gli ingredienti di un gelato confezionato? Beh, fatelo. E vi dico che nemmeno i gelati artigianali sono sempre genuini, dal momento che molti gelatai acquistano le miscele già preconfezionate che oltretutto viaggiano per chilometri su tir con impatto ambientale mostruoso!
Quindi siamo assolutamente fieri del nostro gelato in casa, anche se ogni tanto anche a noi un cono in giro per le passeggiate ci scappa!”
‘It’s sad to look around and see often on the ground or outside the filled bins, ice creams wrap, plastic cups and spoons! Moreover if you are used to buy large amounts of ice cream at the supermarket, you find yourself to collect numerous plastic trays. These are recyclable and reusable too, but when they are too many, there are a real waste – don’t forget that they consume manufacture energy and oil –!
I also recently read an article about ice creams, written by Enrico Zagnoli, an agronomist who is expert in food industry (on ‘Valore Alimentare’ #23), and I bitterly (LOL) discovered that the commercial ice cream is made from a mix that contains air in quantity almost equal to the weight of the other ingredients, apart from the fact that there are dyes, preservatives, stabilisers, vegetable fats and other less reassuring things. Have you ever read the ingredients of packaged ice cream? Well do it. And I say that even craft ice cream is not always genuine, since many ice cream artisans buy mixtures that are already pre-which, moreover travelled for miles on trucks with a monstrous environmental impact!
So we are absolutely proud of our ice cream, although occasionally we take a cone when we walk for a while!’

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