venerdì 24 luglio 2015

Sfiziosa cover tablet fai da te riciclando / Funny DIY upcycled tablet cover.

Finalmente, il tempo giusto da dedicare alle mie passioni! Fra tante, come sapete, quella che tiene la mia mente sempre attiva è l’“upcycling”, una sorta di riciclo avanzato, dove tutto quello che è scarto viene recuperato e rielaborato creativamente.
Finally, it’s the right time to dedicate to my hobbies! As you know, among many, the one that keeps my mind on is always “upcycling”, a kind of advanced recycling, where all the scraps are recovered and creatively reworked. Se mi capita di avere sotto mano qualcosa che è da buttar via, perché non riciclabile, ed ha colori, forme, spessori, materiali particolari, allora penso subito ad un nuovo utilizzo sotto una nuova forma. Se l’idea non salta subito fuori dal cilindro, o non ho abbastanza tempo per realizzarla, a questi materiali riservo un piccolo cantuccio nel mio armadio, in attesa di riciclo creativo.
It could happen to have at hand something to throw away, because not recyclable. If it has special colours, shapes, thicknesses or materials, then I immediately think to a new use for it, in a new form. If the idea does not immediately jump out of the hat, or I have not enough time to realize it, I reserve to these materials a small corner in my closet, waiting for creative recycling.

Per tanti anni ho conservato le mie agende di lavoro, fino a che ho deciso di eliminarle: ormai era un archivio non più utile. Ho cercato di riciclare tutta la carta possibile, compreso il cartone delle copertine. Ma, per la complessità del materiale, non ho potuto riciclare un paio copertine, che ho, così, conservato. Fra queste una bella copertina rossa morbida da un’agenda del 2009, composta da cartone, un rivestimento in carta plastificata e un’imbottitura in poliuretano che normalmente è termosaldata alle altre parti, che così non sono separabili. Cosa farne?
For many years I kept my working agendas, until I decided to eliminate them: it was now a no longer useful archive. I tried to recycle all the paper as possible, including the cardboard covers. But, because of the complexity of the materials, I couldn’t recycle a few covers, so I store them away. Among them a nice soft red cover dated 2009, consisting of cardboard, a plastic-coated paper, padded with polyurethane that is normally welded to the other parts, so that they are not separable. What to do? 

Da tempo volevo una cover per tablet più estiva di quella che avevo acquistato tempo fa a Matrioska... e mi ero messa in testa di realizzarla con materiale di recupero. La copertina rossa si è rivelata adatta allo scopo perché delle stesse dimensioni del mio tablet da 7”. Inoltre, mi è ritornata utile una vecchia t-shirt in cotone elasticizzato bianco a fiori rossi che avevo conservato, essendo un regalo della mia mamma e ormai inutilizzata perché rovinata in alcuni punti. Oltre al tessuto gli elastici rossi che bordavano la t-shirt sono risultati perfetti per il lavoro che vi vado qui a spiegare con un tutorial fotografico.
I have long wanted a new cover for my tablet, one more in tune with summer than the one I bought a long ago at Matrioska... and I wanted to realize it with recycled materials. The red cover was proved suitable for the purpose because of the same size of my 7” tablet. Moreover, an old white and red flowered stretch cotton t-shirt came soon back useful. I kept it stored because it was as a gift from my mom and now unused because damaged in some parts. In addition, the red elastic tissues that adorned the edges of the t-shirts were perfect for the job that I’m going here to explain with a photo tutorial.

Ecco l’occorrente / Here’s what you need:
  • copertina cartonata imbottita di un’agenda da riciclare / padded cardboard cover agenda to recycle;
  • T-shirt da riciclare in tessuto elasticizzato / stretch fabric T-shirts to recycle;
  • elastici da riciclo / elastic tissues to recycle;
  • cartoncino un po’ spesso sempre recuperato / recovered thick board;
  • colla vinilica e un pennello per stenderla / glue and a brush to spread it;
  • nastro adesivo, cucitrice, ago e filo / adhesive tape, stapler, needle and thread;
  • eventuale nastro biadesivo forte (tipo quello per moquette) / any strong double-sided tape (like the one for carpets);
  • 2 nastri e 2 bottoni di dimensioni diverse / 2 ribbons and 2 buttons of different sizes.


1) Ho cominciato col rivestire esternamente la copertina col tessuto della t-shirt, tagliato di misura più grande di un centimetro lungo tutto il bordo della copertina e l’ho incollato bene, stendendolo per evitare grinze.
I started by coating the outside of the front cover with the fabric of the shirt, cut to size larger than one centimeter along all the edges of the cover and bonded well, spreading it to avoid wrinkles. 


2) Ho ripiegato e incollato internamente il tessuto avanzato sui bordi. Ho lasciato asciugare.
I folded and glued inside the advanced fabric edges. I let it dry. 


3) Ho tagliato un cartoncino di dimensioni leggermente più piccole della copertina chiusa, quanto basta a coprire i lembi della stoffa ripiegati precedentemente. Ho tagliato gli elastici rossi della t-shirt, sistemandoli ai quattro angoli del cartoncino e fissandoli con nastro adesivo removibile. Poi li ho ripiegati sull’altra facciata del cartoncino e li ho pinzati bene alle estremità con la cucitrice (non devono risultare lenti). Ho raddoppiato, poi gli elastici sui quattro angoli, allo stesso modo.
I cut the cardboard slightly smaller size of the cover closed, enough to cover the edges of the fabric folded previously. I cut the t-shirt’s red elastics, placing them in the four corners of the board and secure with removable tape. Then I folded on the other side of the board and I stapled them well to end (they do not have to be slow). I doubled, then the elastic bands on the four corners, in the same way. 



5) Ho rivestito il cartoncino incollandovi sempre della stoffa, sia per creare un po’ di spessore che per rifinire meglio l’interno della cover. Anche per questa ho ripiegato i lembi sotto al cartoncino. Stesso lavoro, rivestito di stoffa ma senza elastici, va fatto sul lato opposto, con un altro cartoncino un po’ più largo che vada a coprire l’altro lato interno della copertina e l’interno del dorso.
Per quest’ultimo lato, sul pezzo di stoffa avevo precedentemente cucito a mano una tasca che mi è utile per contenere un pannetto per la pulizia dello schermo (è un’opzione!).
I coated the board always by glueing on the fabric, both to create a bit of thickness and to finish better the inside of the cover. Also for this I folded the flaps under the board. Same work, covered by fabric but without elastics, should be done on the opposite side, with another board a bit wider, able to cover the other inner side of the cover and the inside of the back.
For this side, on the cloth piece I had previously hand-sewed pocket that is useful to me to contain an antistatic cleaning screen cloth (as option!). 



6) Dopo che i due cartoncini rivestiti si sono asciugati, li ho incollati nell’interno della copertina, facendo in modo che quello più lungo avesse un lembo di stoffa sporgente coperto dall’altro cartoncino.
Questa è un’operazione a cui va prestata attenzione. Infatti, il cartoncino interno con gli elastici, che andranno a reggere il tablet, deve essere incollato perfettamente. Come rinforzo si può usare, combinato con la colla, anche del nastro biadesivo largo per moquette.
After the two coated boards had dried, I glued them inside the inner, making sure that the longer one had a strip of fabric that had to be covered with the other board.
You should pay attention to this action. In fact, the board inside with the rubber bands, which will hold the tablet, must be pasted perfectly. As reinforcement a double-sided tape for carpet can be used, combined with glue.






7) Dopo aver aspettato che si asciugasse il tutto, ho cucito al centro del dorso della copertina un nastro grande. Ad un’estremità ho creato con gli stessi tipi di elastici, un’asola, mentre all’altra ho attaccato il bottone grande. Poi, a questo nastro ho cucito sul retro della copertina un nastro più stretto ma più lungo, dotando le estremità di asola e bottone, come nel primo.
La lunghezza di questi due nastri deve assicurare una chiusura perfetta della cover in senso orizzontale e verticale, in modo che se accidentalmente il tablet uscisse dagli elastici, non uscirà comunque dalla sua cover protettiva.
After waiting for everything dried, I sewed in the middle of the back cover a big ribbon. At one end of it I created with the same type of elastics a buttonhole, while on the other I attacked the big button. Then, on the back cover, on this ribbon I sewed another one which was narrower but longer, equipping the ends of it a buttonhole and button, as in the first.
The length of these two tapes, should ensure a perfect closing of the cover horizontally and vertically, so that if the tablet accidentally come out from the elastic bands, however it will not come out from its protective cover.





Ho già testato la cover durante questa prima settimana e sono molto soddisfatta, perché con il caldo che sta facendo in questi giorni la tenuta della colla è perfetta. Forse in futuro dovrò sostituire i due nastri con due fettucce elastiche, perché il nastro che ho scelto è un tipo che a lungo andare si allenta un po’.
Però, volete mettere? Ho ottenuto una bella cover a costo zero e con materiale quasi interamente riciclato!!! ;)
I tested the cover during this first week and are very satisfied, because, despite the heat of these days, the tightness of the glue is perfect. Maybe in the future I will have to replace the two ribbons with two elastic straps, because the ribbons I have chosen can loose tightness in long terms.
However, isn’t a good idea? I got a nice cover at no cost and with almost entirely recycled materials!!! ;)


domenica 12 luglio 2015

Il senso di un blog e piccole belle novità / The sense of a blog and small and lovely news


Ce la farò a pubblicare questo post? È da un po’ che mi faccio questa domanda, specialmente perché è un po’ che voglio scrivere ma non riesco, causa full immersion in un periodo intenso di lavoro alternato a momenti di shut down totale, quando non ho proprio voglia nemmeno di accendere il computer...
Da quando per lavoro ho iniziato ad occuparmi più di web che di carta stampata, la mia vita ha iniziato a subire una rivoluzione graduale, in cui l’ambito lavorativo spesso investe anche piccoli spazi di tempo libero ed io sono sempre più online che offline. Da questo blog non si direbbe!
Will I manage to publish this post? So long I asked this question to myself, especially because I wanted to write but I couldn’t. It was due to full immersion in an intense period of work, alternated with moments of total shut down, when I really do not even want to turn on the computer...
Since I started working for the web instead of printed paper, my life has suffered a gradual revolution, in which my job often occupy my free time too and I am more and more online than offline. You wouldn’t say it!

Resta il fatto che il blog è sempre fondamentale per me. Le motivazioni per cui l’ho aperto e tenuto finora in vita sono fortissime. Oggi lo sono ancora di più, da quando sono immersa in un nuovo mondo tutto digitale di cui non mi dispiace affatto farne parte. E non è vero che tutto ciò che è digitale è virtuale. Il digitale connette sempre più persone, moltiplica le esperienze, libera la coscienza, ti obbliga a dire la verità. Questo è quello che penso, tutto il contrario di quello che molti altri pensano.
But the blog is always important for me. The reasons why I opened it and held so far in life are still very strong. Even more today, when I am immersed in a new world of digital which I’m glad to be part of. It is not true that everything digital is virtual. Digital technology connects more people, multiplies the experiences, free consciousness, forces you to tell the truth. This is what I think, just the opposite of what many others think.

La voglia di essere sempre più dentro questo mondo mi ha portato a vivere due intensi giorni al WebMarketing Festival 2015 qui a Rimini lo scorso giugno. Certo, l’ho fatto per lavoro ma mi ha reso sempre più consapevole che essere blogger è una fortuna e un’opportunità che non va sprecata: posso comunicare al mondo il mio messaggio nel modo più efficace. Ed i messaggi di questo post eccoli qui di seguito.
The desire to be more and more in this world brought me to live two intense days at the WebMarketing Festival 2015 here in Rimini, last June. Sure, I did it for work but made me increasingly aware that being a blogger is luck and an opportunity that must not be wasted: I can communicate as effectively my message to the world. And the messages of this post are below.

Grazie sempre a questo blog, circa due mesi fa ho intrapreso l’avventura Famiglie a Rifiuti Zero. Con due settimane a Rifiuti Zero alle spalle, questa sfida mi è sembrata a mia portata ma si è rivelata più impegnativa! Dura un anno e non ci si può permettere di lasciarsi andare. Bisogna pesare ogni quantitativo di rifiuto riciclabile e non. Davvero utile per capire dove si fa bene e dove va corretto il tiro.
In due mesi io e il mio compagno abbiamo prodotto poco meno di un chilo di rifiuto indifferenziato (non riciclabile) e questo ci rende orgogliosi!
Ma c’è ancora tanto da fare: accumuliamo davvero tantissima carta che, anche se destinata al riciclo, è un vero spreco di risorse; anche per la plastica i cui consumi vanno certamente ridotti. Finché non pesi non ti rendi conto.
Ora che l’estate è iniziata, poi, la nostra raccolta differenziata aumenterà di volume per la presenza di ospiti, per lo più familiari che vengono a godersi un po’ di mare da noi ma non hanno le stesse nostre abitudini “green”. Vedremo se riusciremo a contenere i rifiuti in ogni caso...
Thanks always to this blog, about two months ago I embarked on the Zero Waste Families adventure. With two Zero Waste weeks behind, this challenge seemed reachable but proved to be more challenging! It lasts a year and we can not afford to let it go. You have to weigh any quantity of recyclable waste or not. It is really helpful to understand where you are good to and where to correct your habits.
In two months my partner and me have produced a little less than a pound of not recyclable waste and this makes us proud!
But there is still much to do: we really accumulate a lot of paper that, although intended for recycling, is a waste of resources; the same for plastics whose consumption should certainly be reduced. You do not realize until you weight waste.
Now that summer has begun, then, our collection will increase in volume due to the presence of guests – mostly from our families – who come to enjoy the sea here but do not have the same green habits. We’ll see if we are able to produce less waste in any case...


C’è poi una grossissima novità: il via alla raccolta dell’organico nella zona a mare di Rimini Nord!
Dall’inizio di luglio finalmente il Comune di Rimini in accordo con Hera ha avviato la raccolta domiciliare dei rifiuti organici nella nostra zona, da tempo esclusa per problemi di piano territoriale.
Se già eravamo soliti raccogliere l’umido, sia con la compostiera che conferendolo agli appositi bidoni stradali in una zona adiacente alla nostra, ora, per noi è tutto più semplice.
La raccolta dell’organico in alcuni giorni soppianta quella del rifiuto non riciclabile e ci fa sperare che sia un incentivo per gli abitanti a produrre meno rifiuti!
Non sono, però, molto ottimista su un cambio di abitudini per le persone anziane (ne ho un esempio in famiglia) e su gran parte dei turisti che spesso non rispettano le regole locali ma trovo che sia ugualmente una bella svolta per i cittadini nord-riminesi!
Then there is a very big news: new collection of organic waste in the seaside area of NorthRimini!
Since the beginning of July the Municipality of Rimini in agreement with Hera launched the doorstep collection of organic waste in our area, which has long ruled out for planning problems.
Alreadywe used to collect this kind of waste, both in the compost bin and by delivering it to the nearer appropriate road bins, but now it is much simpler for us.
The organic waste collection supplants the non-recyclable waste one for some days and gives us hope that it is an incentive for people to produce less waste!
However, I’m not very optimistic about a change of habits for older people – I have an example in my family – and for most of the tourists who often do not respect the local rules but I find that it is equally a good turning point for the citizens of the North of Rimini!


Sempre per la zona a Nord di Rimini c’è la novità dell’apertura di un nuovo negozio bio, che si ispira nel nome all’orizzonte del mare, che è natura e va preservato! Ho avuto modo di conoscere per lavoro la titolare, Monica, una persona in gamba che tiene tantissimo alla sostenibilità ambientale e odia gli sprechi di qualsiasi tipo, tanto da riservare una vetrina del negozio a bacheca per lo scambio di oggetti inutilizzati. Come posso io non apprezzare una cosa simile, dal momento che sono una “digital barter” da quasi un anno?
E per questo ci tenevo a che lo sapeste. Magari siete qui a Rimini in vacanza e questa novità potrebbe piacervi!
Also for the Northern area of Rimini there is a new opening: a new eco-organic product shop, with a name inspired to the horizon of the sea, always a part of nature to be preserved! I got to know the business owner, Monica, a smart person caring a lot of environmental sustainability. She hates any type of waste, so as to reserve a shop window as showcase to exchange unused objects. I appreciate this a lot, since I’m a "digital barter" for almost a year!
And this is the reason I wanted to you to know about this shop. Perhaps you are here in Rimini on vacation and might like this news!

Poi, tornando alla parentesi sul digitale, dico che il web è stato creato a immagine e somiglianza della vita che a volte ti riserva delle inaspettate sorprese e ti connette al mondo senza il bisogno di wireless o ethernet...
Per puro caso, infatti, ho rivisto la carissima Lo del blog Galline 2nd Life e ho conosciuto la sua compagna di corsi e una nuova (per me) foodblogger, Alice Chiara, che fa magie con la pasta madre e con altri ingredienti in chiave vegan. Erano riunite a fare un corso di cucina vegana in un veganhotel-ristorante non lontano da casa, scoperto grazie a loro e su cui devo, certo, approfondire meglio!
Then, returning to the digital, I can say that the internet is created in the image and likeness of life that sometimes keeps unexpected surprises in store for you and connects you to the world without the need for wireless or ethernet...
By chance, in fact, I saw the dear Lo of Galline 2nd Life blog and I met her class partner and a new (to me) foodblogger, Alice Chiara, who does magic with sourdough and with other vegan ingredients. I met them as they were attending a vegan cooking class in a vegan hotel-restaurant not far from home. I found out it thanks to them and now I have to try it of course!

Un posto incantevole, il Lago Bleu a Cervinia (Valle d'Aosta)


Le connessioni inaspettate della vita, ancora più recentemente, hanno ricongiunto una parte della mia famiglia in un breve soggiorno che io e il mio compagno abbiamo trascorso piacevolmente nella Valle d’Aosta centrale. Pochi giorni in cui mi sono commossa riabbracciando i miei, ricordando il caro fratello di papà – a cui dovevo questo viaggio – e in cui mi sono riconciliata con la natura. Scenari splendidi in cui – come ho già comunicato ai miei follower su Twitter – non puoi non pensare di essere estranea al mondo naturale.
È in questi posti che capisci che questo mio blog ha un senso!
Even more recently, the unexpected connections of life have rejoined a part of my family for a short stay I and my partner spent pleasantly in the Valle d'Aosta center. In just a few days I was moved holding my cousins and aunt, remembering the dear brother of dad – for whom I had to do this trip – and I reconciled with nature. Beautiful sceneries in which – as I have already informed my followers on Twitter – you would not think of being foreign to the natural world.
It is in these places that I have the perception that my blog has a sense!


sabato 9 maggio 2015

Famiglie a Rifiuti Zero d’Italia, unitevi!!! / Italian Zero Waste families, let's join together!!!

Lo scorso weekend è stato un po’ speciale perché sono stata di nuovo nella mia amata Puglia!
Ho avuto modo di rivedere la mia mamma, la mia sorellina e qualche cara amica. E ho approfittato per fare qualche giro nella mia città natale, Canosa, e nei dintorni, spingendomi fino a Bisceglie, dove ho potuto vedere per la prima volta in così tanti anni, la cattedrale romanica e il magnifico Dolmen "della Chianca"!
Last weekend was a bit special because I was back in my beloved Puglia!
I got to see my mom, my sister and a few close friends. And I took the opportunity to do a few laps in my hometown, Canosa, and around, bringing myself to Bisceglie, where
for the first time in so many years I could see the Romanesque cathedral and the magnificent Dolmen called "della Chianca"!

Le meraviglie di Bisceglie: Cattedrale di S. Pietro e Dolmen "della Chianca"


Ogni volta tornare nella mia terra è un’emozione. Qualche volta, però, rovinata dalla vista di rifiuti abbandonati per le strade di città e di campagna…
Un vero peccato, perché la Puglia è una terra bellissima e in questo periodo si colora inverosimilmente del giallo oro delle margherite e del viola delle malve selvatiche e del rosso dei papaveri! La bellezza dei monumenti, le distese di ulivi, l’azzurro del mare… ma… conterranei miei, perché continuate a riversare i rifiuti in ogni angolo di questo lembo di terra così bello???
Whenever I return to my homeland I feel a strong emotion. Sometimes, however, it is spoiled by the sight of waste abandoned by the roads of town and country...
A pity, because Puglia is a beautiful land, and at this time is coloured by the golden yellow daisies and the purple hollyhocks and the wild red poppies! The beauty of the monuments, the olive trees, the blue of the sea... but... my fellows, why do you continue to dump waste in every corner of this strip of so beautiful
land???

I cittadini sono avvertiti! Non gettare i rifiuti per strada!!!


Allora non posso che proseguire questo mio accorato appello con raccontarvi di un’iniziativa che è anche, volendo, una proposta.
So I can continue this heartfelt plea to tell you about an initiative that is also, if desired, a proposal.

Proprio dal 1° maggio 2015 – non stavo nella pelle dal dirvelo – grazie, alla carissima amica blogger Chiara del blog “Il bilancio del bidone”, sono stata coinvolta nel progetto “Famiglie a Rifiuti Zero” organizzato da un gruppo di persone fra il GAS e la sede di Legambiente Lamone di Faenza.
Si tratta di una sorta di “gioco” che ha l’obiettivo di diventare una vera e propria routine quotidiana e in questi giorni gli iscritti al suo gruppo su Facebook si stanno allargando a macchia d’olio, arrivando in tutte le zone d’Italia!
Nella locandina qui sotto i dettagli.
Just from the 1st of May 2015 – I couldn't wait to tell you – thanks, to the dear friend blogger Chiara's of the "Il bilancio del bidone" blog, I was involved in the project "Zero Waste Families" organized by a group of people between the Ethical Purchasing Group and the headquarters of Legambiente Lamone at Faenza.
It is a sort of challenge which has the goal of becoming a real daily routine and these days the members of its group on Facebook are spreading like wildfire, reaching all the areas of Italy!
The
details in the image below.

Locandina "di reclutamento" Famiglie Rifiuti Zero


Avere uno stile di vita sostenibile, avere coscienza dei propri rifiuti e consumi è una cosa ormai da cui non si può più prescindere, per i danni che abbiamo causato al nostro pianeta, ma è anche qualcosa di entusiasmante e costruttivo, che ti fa scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo, persone nuove, proprie virtù nascoste, come il saper riparare, autoprodurre, risparmiare, ecc.!
Have a sustainable way of life, be aware of our own waste and consumption is now a thing from which we cannot be longer apart, for the damage we have caused to our planet, but it's also something exciting and constructive, which makes you discover each day something new, new people, your hidden virtues, such as knowing how to repair, self-produce, save, etc.!

Allora perché no? Prima di partire per la Puglia avevamo svuotato tutti i bidoni della raccolta differenziata e indifferenziata, pesati (per avere la tara) e pronti per la sfida. Ora è già una settimana che il progetto è partito e noi siamo felicemente “in gara”, non si vince null’altro che la soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono per se stessi, per gli altri e per l’intero pianeta!
Famiglie a Rifiuti Zero d’Italia, unitevi!!! :)
So why not? Before leaving for Puglia we emptied all the bins of recycling and unrecycled waste, weighed them (for tare) and be ready for the challenge. Now it is already a week since the project started and we are happily "in the race", knowing that we would not win nothing but the satisfaction of having done something good for ourselves, for other people and the whole planet!Zero Waste Families of Italy, let's join together!!! :)

venerdì 1 maggio 2015

Il giardino... senza far niente! / The garden... without working!


Buon Primo Maggio!
Non mi stancherò mai di dire che la Natura è qualcosa di miracoloso e può far cose spettacolari senza che l'uomo ci metta del suo.
Così, dopo alcuni lavori intensi di potatura, pulizia dalle erbe infestanti e semine in semenzaio, il giardino dovrebbe essere ancora privo di colori e profumi e invece... in ogni angolo, anche il più remoto, lei, la Natura (o meglio dire la Primavera) ha fatto questo spontaneamente ed è fantastico!

Have a great May 1!
I will be never tired of saying that Nature is something miraculous and can make spectacular things without the human effort.
So, after some intense work of pruning, pulling weeds and sowing in the nursery, the garden should be still lacking in color and fragrance but... in every corner, even the most remote, Nature (or rather, Spring) do this spontaneously and it's fantastic!

domenica 26 aprile 2015

Ridurre i rifiuti organici alla fonte? Ce lo chiede la Comunità Europea...


Cari amici del Dandaworld, da tempo volevo riprendere il tema dei rifiuti organici, come già avevo anticipato nella scorsa intervista radiofonica.

Come molti di voi sanno, da anni pratico il compostaggio domestico nel mio giardino con ottimi risultati. Ogni anno ho dell’ottimo compost che va ad arricchire il terriccio dei vasi in cui pianto ortaggi e fiori e nel frattempo ho ridotto drasticamente i rifiuti organici in casa.
Ma più volte mi sono chiesta: quando si parla di realtà di dimensioni molto più grandi come è possibile applicare lo stesso sistema? Certamente alcuni dei comuni italiani attuano la raccolta dei rifiuti organici anche per comunità o strutture che ne producono in grandi quantità, ma questo non avviene sempre e ovunque. Eppure ce lo chiede esplicitamente la Comunità Europea!

Qualche tempo fa ho ricevuto una mail dal Team di Ecodyger che ha dato risposta ai miei dubbi, illustrandomi un sistema tutto italiano di loro invenzione, per ridurre la quantità di rifiuti organici a grandi livelli. Ho approfondito con molto interesse la loro conoscenza e apprezzato moltissimo questa novità che voglio condividere con voi.

Con estrema trasparenza, come nel mio solito modus operandi, vi premetto che quanto seguirà non è frutto di alcuna sponsorizzazione ma semplicemente della mia volontà di trasmettervi tutto quanto di più innovativo ed utile a diffondere la sostenibilità ambientale.
La parola, quindi, ad Ecodyger:





La tecnologia che rigenera i rifiuti organici in risorsa già esiste, Ecodyger
Ecodyger è il nome di una nuova tecnologia ed elettrodomestico nato per ridurre drasticamente i rifiuti umidi-organici (dal 70% fino al 90%) direttamente laddove sono giornalmente generati. Parliamo di ristoranti, mense, hotel, ospedali, case di cura, centri cottura, caserme, supermercati. Il disagio che comporta la produzione di scarto/rifiuto organico è molto alto se si osservano i diversi ambiti coinvolti:
 

- Ingombro di sacchi / contenitori dell'umido e la mancanza di spazi per il loro stoccaggio
- Utilizzo e manutenzione di celle refrigerate/climatizzate
- Cattivi odori e proliferazione di germi e batteri che attaccano il luogo di lavoro
- Fonte di attrazione di animali e insetti nelle aree di stoccaggio dello scarto
- Attività di continua pulizia, ricondizionamento e sanificazione
- Costi per l'onerosa gestione logistica dello scarto nelle strutture






Quello che rimane è una risorsa naturale
Ecodyger oltre a ridurre drasticamente peso e volume, restituisce la poca parte restante sottoforma di vera e propria risorsa naturale che può essere usata in molti modi. Il processo di trasformazione di Ecodyger, brevettato a livello internazionale, produce due residui: uno solido e uno liquido. Il prodotto solido di Ecodyger può essere usato come fertilizzante naturale, avente stesse caratteristiche del compost. Privo di cattivi odori, germi e batteri, può essere conservato per settimane e mesi in poco spazio. Il prodotto liquido può essere scaricato in fognatura come avviene normalmente per lavatrici e lavastoviglie.
 

Obiettivo: cancellare milioni di tonnellate di rifiuti
Nella sola Europa, vengono prodotti ogni anno oltre 252 milioni di tonnellate di rifiuti. Di questi il 35% sono rifiuti organici! Da qui si capisce perché la Direttiva Europea sulla gestione dei rifiuti (2008/98/CE) chieda a tutti i paesi membri di legiferare per iniziare a favorire tutte le forme di prevenzione e riduzione alla fonte ed a seguire riciclo e recupero di altro tipo dei rifiuti che non si riesce a ridurre. Se solo tutti i paesi europei utilizzassero Ecodyger, riusciremmo a ridurre 88 milioni di tonnellate di oltre il 70-90% con una parte restante riutilizzabile in agricoltura ed attività di giardinaggio e recupero ambientale.
 

Contributo alla Carbon Footprint - riduzione emissioni di CO2
Ecodyger è nato per interpretare la filosofia Zero Waste, per limitare il più possibile le emissioni di CO2.

L’utilizzo di Ecodyger ha quindi un forte impatto sulla Carbon Footprint. Il motivo è molto chiaro: si evita/limita la raccolta, il trasporto e il conferimento tradizionale dei rifiuti.
 

Per utilizzo commerciale e domestico
Ecodyger permette di risparmiare in tasse, laddove già previsto dagli enti nazionali e locali, ma non solo. Riduce drasticamente l’utilizzo dei sacchetti dell’umido ed i continui spostamenti di sacchi e bidoni nelle strutture.
Ecodyger è già disponibile nella versione Professionale per tutte le attività commerciali citate.
Il team di ricerca e sviluppo sta ultimando i test sulla nuova versione, più piccola e pensata per un utilizzo domestico e piccole attività commerciali come bar e snack-bar. A breve sarà disponibile sul mercato con forme e dimensioni pensate per questa tipologia di utenti.
 

Ricerca, sviluppo e produzione Made in Italy
Ecodyger è nato da un gruppo di startupper italiani, residenti sul lago Maggiore, quindi un’idea tutta made in Italy frutto di una lunga ricerca e sviluppo durata oltre tre anni.
Per comprendere la professionalità e la difficoltà richieste dal progetto, basti pensare che è coordinato da un ingegnere chimico nucleare esperto di comportamento dei materiali organici coadiuvato dal lavoro di un fisico della materia.

Premio all’innovazione

Proprio grazie all’elevata innovatività, la tecnologia Ecodyger è stata già premiata nell’autunno del 2012 con lo UK-Italy Nautical Innovation Award attirando l’attenzione della camera di commercio inglese.

 

Dietro ad Ecodyger c’è la passione per l’innovazione di Davide e Francesco Paolillo. Già operanti nel settore metalmeccanico, con una lunga esperienza nel mondo degli elettrodomestici e automazione.
Per approfondimenti potete consultare il sito www.ecodyger.com.

Dear Dandaworld friends, since a long ago I wanted to take up the topic of organic waste, as I mentioned in the previous radio interview.As many of you know, I do home composting in my garden with excellent results. Every year I have excellent compost that enriches the soil in the pots to plant vegetables and flowers and in the meantime I drastically reduced the organic waste at home.But many times I asked myself: is it possible to do the same in much larger situations? Of course in Italy some municipalities already recycle organic waste deriving from communities or structures that produce it in large quantities. But this does not happen anytime and everywhere while the European Union compels it! Some time ago I received an email from Ecodyger Team that gave answer to my doubts, describing a system designed in Italy, to reduce the amount of organic waste to great levels. I was very interested and absolutely loved this news I want to share with you.With extreme transparency, as in my usual way to do, I state that what will follow is not the result of any sponsorship but simply my desire to share with you all the most innovative and useful tip to spread environmental sustainability.So let's discover Ecodyger:


Appliance that transforms waste into compost, Ecodyger 
Ecodyger is a new household appliance that reduces the wet waste from 70% to 90%. It also converts organic waste into a resource that can be used in many ways. The transformation process of Ecodyger produces two residues: one solid and one liquid. The solid product of Ecodyger can be used as natural fertilizer, said compost. It is also devoid of bad odors and without germs and bacteria. The liquid product can be discharged into the sewer as with washing machines and dishwashers. 

Objective: to delete 88 million tons of waste
Every Year Europe produces 252 million tons of waste. The 35% is organic waste, 88 million tons. If all Europeans were using Ecodyger, we could produce 88 million tons of wet waste less and we would have 8 tons of high quality, 100% natural fertilizer. Using Ecodyger has a strong impact on the carbon footprint, because it avoids the collection, transport and disposal of waste. Ecodyger was born interpreting the Zero Waste philosophy, to limit as much as possible CO2 emissions.
For companies and households
Ecodyger helps saving in taxes and organic waste bags. Ecodyger today is available in the Pro version, designed for those who produce large quantities of organic waste, such as restaurants, hotels, canteens and supermarkets. The team is completing tests on a smaller version dedicated to families in these months, with the aim to launch it on the market soon.
Technology Made in Italy with world patent awarded
Ecodyger was born from a group of startuppers based in Italy’s Lake Maggiore area. It is an idea and a product made
​​in Italy, the result of a research that lasted more than three years. The nuclear engineer who leads the development is an expert in chemical behavior of organic material and is supported by a plasma physicist.
Ecodyger technology has already won in 2012 the UK-Italy Nautical Innovation Award, thanks to innovation and technology. Moreover, the Ecodyger technology is under worldwide patent. Il Sole 24 Ore, Italian Economical Newspaper, has selected Ecodyger as one of the best technologies that allows the recycling of organic waste at home.
Ecodyger is the result of the idea and execution of Davide and Francesco Paolillo. Already operating in the field of fully equipped appliances, the brothers Paolillo have in the past worked with large companies such as Whirlpool, Smeg and Kartell.
You can find all information about Ecodyger on www.ecodyger.com.