lunedì 18 agosto 2008

Appunti di viaggio / My journey diary – 04 Aug 08


Ho lasciato la riviera romagnola per toccare l’acqua di un mare più caldo e salato. E non so se più pulito… trasparente sì, ma pieno di alghette e meduse piccole, quelle trasparenti con quattro filamentini rosa che tanto si addicono a loro, ma che noi tanto detestiamo.
È strano pensare che tali belle creature possano darci tanto fastidio, però, pensandoci bene, siamo noi che diamo fastidio a loro e coi nostri corpi ingombranti e caldi andiamo ad invadere un habitat che noi stessi trasformiamo, pur non essendone i padroni!
Quindi entro in acqua con fare circospetto e cerco di non urtarle, bagnandomi quel poco che basta per rinfrescare quest’arsura terribile di inizio Agosto.
Già, il caldo è l’elemento dominante di questo mese, quando le pietre bianche delle strade e degli edifici del mio paese riflettono il sole battente. L’ombra è l’unica salvezza, la ricerca si fa dura, in un posto dove il verde non è palesemente amato.
Quindi l’unica speranza di godere un po’ del fresco è fare la ‘siesta’ fino quasi alle sette di sera, quando il paese torna ad animarsi un po’… un po’ troppo! Il solito traffico, i soliti accenti dialettali misti a cadenze del nord Italia, i soliti suoni di stereo a massimo volume, la musica che viene dai locali e dalle piazze.
Siamo un popolo strano, appassionato, sentimentale. Viviamo con intensità i momenti allegri e quelli difficili, ma ci piace un sacco fare tanto chiasso, festeggiare, mangiare! A queste ultime cose dedichiamo, così, molto tempo, a volte così tanto che ci dimentichiamo cose importanti come il vivere civile.
E così che camminando per le strade si trovano rifiuti di ogni tipo per terra, sui marciapiedi, nelle piccole, troppo striminzite aree verdi. E poi mi avvicino ai cassonetti della raccolta differenziata, tanto per vedere se è cambiato qualcosa: ma i cassonetti, enormi, troppo grandi, sono vuoti e fuori, tutt’intorno, montagne di buste piene di bottiglie di plastica, nemmeno schiacciate… Altri sacchi, prodotti da consumatori disinformati o disinteressati, contengono un mix di tutto. E c’è ancora qualche bidone dell’organico ma, che lo dico a fare? Forse nel frattempo qualcuno ha capito di che si tratta? Purtroppo no. E io prendo le mie bottiglie e in un gesto in assoluta solitudine, le schiaccio e le butto nel cassonetto giallo vuoto.

I left the coast of Romagna in order for reaching the water of a sea hotter and salty. And I don’t know if it is cleaner, sure it is transparent, yes, but full of small algae and transparent jellyfish with those four short pink filaments that are well suited to them, but detested by humans.
It is strange to think that these beautiful creatures can give us so much discomfort, however, well thinking about it, we are nuisance to them and with our bulky and hot bodies we go to invade a habitat that we transform, even if we aren’t the masters of it!
So I go in the water with circumspection and try not to strike them, swimming a little enough to cool his terrible hot weather in the first August.
Already, the heat is the dominant element of this month, when the white stones of roads and buildings of my town reflect the sun that hits above us. Shadow is the only salvation, to search it is hard, in a place where green is not obviously loved.
So the only hope to enjoy cool is to do the ‘siesta’ until almost seven p.m., in the evening, when the city returns to animate a little … indeed too much! Usual traffic, usual northern and southern Italian mixed dialects, usual sounds of stereo at maximum volume, and music that comes from pubs and squares.
We are a strange people, passionate, sentimental. We live with the intensity cheerful and difficult moments, but we like to do much noise, celebrate, eat! This last thing is that one we devote much time, sometimes so much that we forget important things like the civil life.
And so that walking the streets there are waste of any kind on the ground, on sidewalks, in small, too little green areas. And then I approached recycling bins, just to see if it is changed something: but the bins, huge, too big, are empty and out, all around, mountains of plastic bags full of plastic bottles, not even pressed… Other bags, collected by uninformed or uninterested consumers, contain a mix of every kind of waste. And there are still some organic waste bins, but what can I say? Maybe now someone has understood what they are for? Unfortunately none. And I take my bottles and in a gesture in absolute solitude, squeeze and throw them in the yellow empty bin.

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