mercoledì 20 agosto 2008

Appunti di viaggio / My journey diary – 06 Aug 08

Oggi non parlerò di spazzatura, ma di una bella novità che riguarda questo assolato paese dell’entroterra pugliese, Canosa, ricca di storia e sue testimonianze.
Una delle più belle testimonianze storiche, per tanto tempo trascurata, è la zona di S. Leucio, sito archeologico che spesso è stato il simbolo della città. Si trova non lontano dal centro abitato, dislocato su una collina a sud, in una zona ancora coltivata a vigneti e oliveti, ora preservata dal vincolo archeologico.
Quasi ogni anno, e sin da piccola, andavo con i miei là, per fare un sopraluogo ad un piccolo appezzamento di proprietà, che è quasi tangente agli scavi. Col passare del tempo ho visto crescere le erbacce sulle costruzioni antiche, i mosaici sbiadirsi, il bellissimo volto di Giunone sgretolarsi sotto l’effetto delle intemperie. Accedervi era quasi impossibile, se non intrufolandosi in una recinzione malandata e l’ingresso ufficiale era quasi perennemente chiuso ai visitatori.
Finalmente dopo tanti anni di agonia il sito ha ritrovato dignità con il riaprirsi di nuove campagne di scavo, sistemazione dell’esistente e apertura dell’annesso antiquarium, costruito tanti anni or sono e mai finora adibito alla sua funzione. Oggi questo è aperto, come anche l’accesso ai visitatori, speriamo non solo per i mesi estivi. All’interno ci sono curiosi e meravigliosi reperti ritrovati negli scavi, nonché pannelli esplicativi con raffigurazioni delle ipotesi di ricostruzione.
S. Leucio presenta due impianti architettonici: un tempio di origine pagana del II secolo a.C. e una sovrapposta costruzione paleocristiana, di impianto del tutto originale, nonché numerose altre testimonianze di costruzioni precedenti e posteriori fino ad arrivare all’alto medioevo.
Non sono all’altezza di riportare qui una descrizione dettagliata del sito ma posso affermare che destano meraviglia i capitelli del tempio pagano, tra cui quelli raffiguranti i volti delle divinità (ho citato quello con Giunone, che rimane per me il più bello) e i mosaici bizantini che nulla hanno da invidiare a quelli più noti dell’alta Italia, per le geometrie, la fantasia e le varietà (il più famoso è quello “del pavone”). Questa sera, visita guidata con conferenza connessa, aperta ai cittadini che non potranno più dire davanti a tali bellezze: “neee… so’ quatt chiang!” (traduco: “vedi sono quattro pietre”)
Gli incontri si susseguiranno per tutto agosto.

Dopo una conferenza stranamente gremita di gente e un’affascinante visita notturna al sito, devo dire che è stata una bella esperienza. Ho immortalato poche immagini non molto nitide (vedi slideshow a sinistra) e tra queste non poteva mancare quella che mi sorprende di più: la raccolta differenziata in un sito archeologico… spero che anche i bidoni non diventino presto… oggetti da museo!


Today I shouldn’t talk about garbage, but about a great novelty concerning this sunny inland town, Canosa, (Puglia) with a rich history and historic testimonies. One of the most beautiful historical proofs, for so long neglected, is the area St. Leucio, archaeological site that often has been the symbol of the city. It is located not far from the town, on a South hill, in an area still cultivated with vineyards and olive groves, now preserved by archaeological restrictions.
Almost every year, and since I was a child, I went with my parents and grandparents there, to make a visit to a small piece of property, which is almost tangential to the excavations. Over time I saw the weeds grow on ancient buildings, mosaics losing colours, the beautiful face of Juno crumble under the influence of bad weather. Access was almost impossible, sometimes only entering secretly by a hole in the bad fence, while the official entrance was almost permanently closed to
visitors.
Finally after so many years of agony the site has found dignity with the reopening of new excavation campaigns, the existing was put in order and an annexed ‘antiquarium’ was opened, built many years ago and never used until now to its function. Today this is open, as well as access to visitors, we hope not only for the summer months. Inside there are curious and wonderful artefacts found in excavations and explanatory panels with depictions on assumptions of reconstruction.
S. Leucio presents two architectural installations: a temple of pagan origin of second century BC and a Christian overlapped construction, all original planting, and many other testimonies of previous and more recent buildings until reaching the high Middle Ages.
I am not here to bring a detailed description of the site but I can say that everything arouse wonder like the capitals of the pagan temple, including those depicting the faces of gods – I mentioned that with Juno, which remains the most beautiful for me – and Byzantine mosaics that have nothing to envy to those best-known in North Italy, for geometries, fantasy and varieties – the most famous is the ‘peacock’–. This evening there will be a guided tour with connected conference, open to citizens who can no longer say in front of these beauties: “Look! There are only four stones!”, wich is a typical phrase of those citizens!
Other meetings will be set all throughout August.

After a conference strangely packed with people and a fascinating night visit at the site, I must say that was a beautiful experience. I immortalized few very sharp images (see slideshow beside) and among these I couldn’t miss what is more surprising to me: recycling bins in an archaeological site… I hope that the bins too wouldn’t become… objects museum soon!

Nessun commento: