venerdì 27 giugno 2008

Leggere il packaging/Reading packaging #1b

Continuiamo a parlare di simboli “di smaltimento”
Let’s go on referring to symbols “about disposal”

“Il Punto Verde” (o “Der Grüne Punkt”) (http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Punto_Verde).
È un bollino rotondo costituito da due frecce che si rincorrono, ed è rappresentato spesso a uno o più colori (le due frecce in genere sono di due differenti verdi).
Sembra voler dire che l’imballaggio è riciclabile ma non è così. Quanti di voi lo sapevano?
Ha ingannato anche me e poi ho appreso la verità: è un simbolo ideato per un sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti istituito in Germania, che prevede secondo la legge locale, una tassa a carico delle aziende aderenti, che paga alla società DSD (Duales System Deutshland) il costo di raccolta, selezione e riciclaggio degli imballaggi.
Questo sistema è stato esteso poi agli Stati Membri, attraverso l’organizzazione europea Pro Europe (Packaging Recovery Organisation Europe), con l’autorizzazione ad utilizzare il marchio e quindi lo ritroviamo su moltissimi prodotti anche qui in Italia.
Quindi questo significa che gli imballaggi recanti questo marchio sono prodotti da aziende aderenti all’organizzazione nazionale appartenente al sistema Pro Europe, per cui queste pagano i costi di recupero e riciclo. Aziende, quindi, che si caricano dei costi ambientali, ma che non forniscono al consumatore ulteriori informazioni di smaltimento a meno che il Punto Verde non sia accompagnato da altro simbolo di riciclo e di specifica del materiale. In Italia è il CONAI ad occuparsi del recupero degli imballaggi.
Quegli imballaggi recanti solo questo marchio, quindi, non sono riciclabili! Quindi fate attenzione quando il materiale di cui è fatto l’oggetto non è indicato, rischiate di compromettere la raccolta differenziata!
"The Green Dot" (or "Der Grüne Punkt") (http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Punto_Verde).
It is a dot that consists of two arrows that run, often represented in one or more colors (the two arrows are generally of two different green).
It seems to say that the packaging is recyclable but it is not true. How many of you knew it?
It also deceived me and then I learned the truth: it is a symbol designed for a waste collection and disposal system in Germany. According to the local law, this system provides a tax for the participating companies, which pay the costs of collection, sorting and recycling of packaging to the DSD (Duales System Deutshland).
This system was then extended to Member States, through the European organisation Pro Europe (Packaging Recovery Organisation Europe), with the authorization to use the mark. So we find this on many products, whether here in Italy. This means that packages bearing this mark are produced by companies which are members of the national organisation, belonging to Pro Europe system, for which they pay the costs of recovery and recycling.
These companies, therefore, take the load environmental costs, but not provide more disposal informationfor the consumers unless the Green Point on the packaging is accompanied by other recycling symbol or a specification of the material. In Italy CONAI is the organisation dealing in recovery of packaging.
So, those packages bearing this mark only, aren’t really recyclable! So be careful when the material of objects is not indicated, you risk compromising the recycling process!


“Il Ciclo di Mobius” (triangolo di riciclo con le frecce che si rincorrono).
Questo ha invece sicuramente valenza internazionale per quanto riguarda la raccolta differenziata. Spesso lo troviamo con un numero posto al centro dello stesso o con una sigla in basso, che specificano meglio il tipo di materiale. Quando non è accompagnato da alcun numero significa che il materiale è riciclabile.
Quando invece è accompagnato da una percentuale significa che il materiale è riciclato e la percentuale sta ad indicare la quantità di materiale riciclato presente. I numeri e le sigle saranno elencati in seguito, in maniera più approfondita, nei successivi post sui differenti materiali.
“Cycle of Mobius” (recycling triangle with arrows that are chasing).
This certainly has an international meaning that regards recycling. We often find it with a number placed at the centre or acronyms at the bottom, which specify the type of material. When it is not accompanied by anything means only that the material is recyclable. When it is accompanied by a percentage means that the material is recycled and the percentage is used to signify the amount of recycled material. The numbers and acronyms will be listed in forthcoming blogposts about materials
.

Il “KCA-Logo” (bidone con la croce sopra)
Sta ad indicare che l’imballaggio in questione contiene sostanze pericolose per l’ambiente e non va quindi gettato nei normali cassonetti della raccolta dei rifiuti urbani ma negli appositi bidoni dei rifiuti pericolosi o conferito al centro di raccolta dei rifiuti speciali (isole ecologiche). Può riguardare pile, accumulatori, e packaging di prodotti chimici tipo pesticidi, solventi e vernici.
Nonostante il simbolo riguardi più il contenuto che l’imballaggio è a tutti gli effetti un’indicazione di legge sullo smaltimento dell’imballaggio stesso.
The “KCA-Logo”(bin with the cross above)
It is an indication that the package contains hazardous substances for the environment and therefore it can’t be thrown into the black bins but must be thrown in appropriate waste bins or given to a centre for special waste. It can cover batteries, chargers, and packaging of products as chemical pesticides, solvents and paints.
Despite the symbol relates to several contents it is all effective on the disposal of packaging itself, according to local laws.


Alla fine di questa prima carrellata voglio aggiungere una nota che non mi sembra affatto trascurabile: la normativa vigente attualmente dice che l’etichettatura ambientale degli imballaggi non è obbligatoria ma volontaria!!! Al giorno d’oggi, con tutti questi problemi connessi all’ambiente, non capisco il perché…
Ringrazio il CONAI per aver fornito attraverso il suo sito le informazioni redatte dall’Istituto Italiano Imballaggio. Ci si augura che prima o poi venga redatta una guida rivolta più ai consumatori che alle aziende!
At the end of this first series I want to add a note that I can’t consider hardly negligible: the existing legislation currently says that environmental labelling of packaging is not mandatory but
voluntary! Nowadays, with all these problems related to the environment, I don’t understand why…
I thank the CONAI for providing information drawn up by the Italian Packaging, through its website. I hope that sooner or later they’ll draft a guide for consumers too!

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