martedì 24 agosto 2010

Vacanze a Km (quasi) 0… / About zero distance-holidays… # 2

(Continua da qui / First part here)

Secondo giorno: per fortuna il nostro piccolo precedente inconveniente notturno è stato presto risolto e la mattina seguente eravamo pronti per una giornata di… escursioniiii!!!
Ma prima una bella colazione a base di ciambella locale e marmellata di more fatta in casa… mmhh che bontà! Per il pranzo abbiamo chiesto di farci fare dei panini. E che panini! Fettone di pane casereccio e formaggio locale.
Scarponi indossati, borraccia e cartina, zaino in spalla e via!!! Pronti a partire su per il sentiero che parte proprio dal Passo dell’Incisa. Direzione: monte Comero!
Second day: we were lucky because the incident of the night was soon solved and the morning before we were ready to have a day of… hikiiiing!!!
But before starting we had a good breakfast with a local cake and blackberries homemade jam… mmhh good! For lunch we asked to have two sandwiches to take away. What a sandwich! Two big slices of homemade bread with a tasty local cheese.
Boots, backpack, map and water bottle worn, let’s go!!! Ready to leave from the track that starts exactly from the Incisa Passage. Direction: Mount Comero!




La prima parte in salita è stata un po’ faticosa – circa 200 m di dislivello – soprattutto per la mancanza di allenamento recente, però subito ci si è addentrati nel bosco, costituito in prevalenza da caducifoglie. Inutile dire quanto i nostri polmoni abbiano ripreso a respirare!
Un verde meraviglioso, quello che ti circonda da capo a piedi nel bosco, muschi, felci, arbusti e chiome altissime… l’unica traccia marrone, il sentiero da seguire. Poi, ancora, silenzio, interrotto solo dal fruscio delle foglie, dal cinguettio degli uccelli, e dal nostro fiato. Altri timidi colori: il rosa dei garofanini selvatici e dei ciclamini, il rosso delle piccole bacche, l’iridescenza di alcuni coleotteri…
The first part is a bit tiring because uphill – about 200 mt of drop – especially for the lack of training before. But we soon go into the woods with deciduous trees. We started really to breathe!
A marvellous green that surrounds you at all, with musk, ferns, shrubs and highest green tops… the only brown track was the path to follow. Then again silence, only interrupted from the rustle of leaves, the twitter of birds and our breath. Other shy colours: the pink of the little wild carnations and cyclamen, the red of little berries, the iridescent of some beetles…




Con la cartina sempre in mano, abbiamo camminato con una strana sensazione di timore. Come se avessimo l’assurda paura di perderci in quel paradiso. Tutto questo tenendo d’occhio costantemente i segnali bianchi e rossi, ad ogni bivio.
D’un tratto ci siamo addentrati prima in un boschetto di abeti dove due cavalli sostavano, confondendo i loro manti col terreno. Poi la voce di un ruscelletto, superato il quale, seguendo il tracciato ci si è aperta una magnifica radura: qui il cielo, di un azzurro terso contrastava contro il verde del prato, punteggiato ancora di margherite e funghi dall’aspetto quasi fiabesco!
With the map always in hands, we walked with a strange apprehension feeling. As if we had the absurd fear to lose ourselves in that paradise. All that keeping constantly at view the red and white signals, at every fork.
Suddenly we entered in a wood of pines where two horses stayed and firstly we confused them with the ground surface. Then the voice of a stream, after which, following the path, we arrived in a wide glade. Here the blue clean sky contrasted with the green of the grass, where still were daisies and fabulous mushrooms.





“Saremo in questo punto?” Forse… camminando e seguendo una mulattiera, abbiamo perso traccia dei segnali. Dopo una discesa ci siamo trovati ad un bivio, c’erano dei cancelli. Se finora non c’era nessuna traccia di essere umano nei dintorni, varcato il cancello abbiamo intravisto due figure avvicinarsi dalla strada carreggiabile a sinistra: due gentili signore che ci hanno indicato la direzione giusta e ci hanno preannunciato l’incontro con una fonte, la fonte di San Francesco.
“Are we in this point?” Maybe… walking and following a mule track, we lost the signals. After a downhill we found ourselves at a fork, where some gates stayed. Until now we hadn’t the chance to see a human around, but now, crossing the gate two figures came closer. They were two gentle women that told us the right direction and say that we would meet a source very soon, the Saint Francis source.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’Acqua”… San Francesco conosceva bene il valore del Creato!
Una bella rinfrescata ora era quello che ci voleva! La sorgente era accanto ad un verde laghetto circondato da vegetazione costantemente frequentata da libellule.
Con gli zaini finalmente a terra abbiamo dato qualche morso al nostro personale “pan di via”, deliziosi morbidi biscotti speziati che Irish aveva fatto con le sue manone e portato con sé.
Be praised, my Lord, through Sister Water”…  St. Francis well knew the value of Creation!
A good refreshed was what we needed now! The source was near a green little pond, surrounded from a vegetation frequented by dragonflies.
With backpacks finally at the ground we gave some bit to our own “waybread”, a sort of delicious gingerbread that Irish made with his hand and took with himself.




Rimettendoci in cammino la strada bianca risaliva, sempre in mezzo al bosco che però in questo punto mostrava ferite: il taglio della legna è un’attività evidentemente redditizia da queste parti. Si spera che sia regolamentato!
E dopo un po’ di fatica e ansia di arrivare al monte, aumentata dall’avvicinarsi dell’ora di pranzo… sorpresa! Ci troviamo ad un incrocio di sentieri che ci ha fatto capire di essere in un punto dove dovevamo essere molto tempo prima! Eheheh la montagna ne gioca di scherzetti, eh?
“Va bene”, ci siamo detti, “la strada per il Comero è ancora troppo lunga”, forse non ce l’avremmo fatta e così abbiamo deciso di fare una sosta più lunga e riprendere al contrario il percorso sul sentiero che avevamo perduto (il 149) e che qui invece era ben indicato.
Going on to walk, the white track went uphill, even in the middle of the woods, that, unfortunately, in this point had its wounds: the wood cut is clearly a commercial activity. We hope that it is ruled here!
After many steps uphill, anxious to get to the mount, lunch time arrived, and… surprise! We were at a crossroad of four tracks and we understood that we were in the point where we had to be many hours before! Eh eh, sometimes mountains play a trick!
Ok, we said, “the way to the Comero is still too far”, perhaps we wouldn’t arrive in time and so we rested a bit more there, leaving then again for the track we lost before. It was the n. 149 and now it was well marked here.


Per il sentiero abbiamo incrociato diversi cercatori di funghi. La zona qui è molto nota per i porcini e i tartufi. Ci hanno persino fermato e chiesto informazioni… “A noi? Be’ veramente siamo qui solo per fare una passeggiata!”.
E c’è chi invece la passeggiata se l’è fatta addirittura in… macchina!!! Sì, sulla vetta dove si trova il “Cippo dell’Alpino” (1187 m) abbiamo incontrato una coppia, arrivata su per la mulattiera con una vecchia utilitaria… mah!!! E scendendo giù per il sentiero infangato le tracce delle ruote ci hanno fatto quasi da guida, pensando “sicuramente da qui si arriva a valle!”. Insomma, dopo essere rientrati su un sentiero più stretto nel bosco ora più fitto, seguendo i segnali, abbiamo ritrovato nel primo pomeriggio la radura dove ci eravamo persi e tutto da lì è filato poi liscio, ovviamente in discesa!
Along the way we met a lot of mushroom hunters. The place here is well known as good to find mushrooms and truffles. Some people even stopped us and ask for information… “To us? But we are here only just for a walk!”
And there was who on the contrary came here… by car!!! Yes, even on the top of the mountain where the “Memorial of the Alpine” was, a couple was arrived on muletrack with an old runabout… I didn’t wanted to believe! And going downhill, along the muddy trail, we were driven almost by the wheels tracks, thinking “Surely we will arrive somewhere in the valley, following them!”. Then we took a narrower path, now, in the more dense woods. Following the signals we found again the glade where we passed before. From that point all went right, of course downhill!


Peccato però, meta mancata, siamo rientrati alla base troppo presto!
Allora abbiamo inserito subito in programmazione una tappa ai due laghi, Lago Pontini e Lago Lungo, questa volta però arrivandoci in auto, vista la stanchezza dei 10 chilometri circa, percorsi sui nostri scarponi.
I laghi sono due località molto turistiche (come anche il Lago di Acquapartita che abbiamo visitato velocemente il giorno precedente), ma sono in ogni caso due piccole gemme racchiuse nel verde degli alti abeti. Le aree sono molto curate, con servizi, attrezzature per picnic, bar e prato intorno alle rive, dove ci si può sdraiare e trascorrere delle ore in pieno relax.
Sfortunatamente come in tutti i laghi turistici, non potevano mancare i “pescatori della domenica” – come ironicamente li chiama Irish –. Qui si può solo praticare la pesca “No kill”. Ma qualche vittima ogni tanto si vede… poveri pesciolini d’acqua dolce! Ci sono dei punti in cui la pesca è assolutamente vietata. Qui si possono ammirare le trote sguazzare nell’acqua limpida.
A volte penso che sarà sempre troppo tardi quando capiremo che certi ecosistemi vanno rispettati e lasciati intatti… la nostra mano devastante si vede sempre e comunque, anche quando ci sono i divieti e controlli!
It was a real pity that we came back too early!
So we planned soon to see two near lakes, Pontini Lake and Lungo Lake. This time we were so tired – after walked about 10 kilometres – to avoid to take the car.
The two lakes are very touristy – as the lake at Acquapartita too, we visited the day before –, but they are two little gems enclosed in the green of high pines. The areas are very cured, with services, picnic facilities, cafes, restaurants and lawn around the lakes, where you can lie and rest for hours in relax.
Unfortunately, as in many of the tourist lakes, the “weekender fishermen” – as Irish ironically calls them – didn’t miss. Here the only fishing practise allowed is the “No kill” one. But you can see victims the same… poor little freshwater fishes! There are some points where fishing is totally prohibited. Here you can see some trouts, swimming in the clear water.
Sometimes I think that it will be always too late when we will understand that some ecosystems are to be respected and protected… our devastating hand is evident in any case, even if there are prohibitions and controls. 





Insomma, a vedere tutta questa acqua ci era venuta una gran sete! E abbiamo pensato quindi ti scendere ancora un po’ a valle e tornare a Bagno di Romagna. Una bella birra, mixata con una tonificante bibita, avrebbe ripristinato la nostra energia. Abbiamo aspettato così che aprisse il pub irlandese del paese. Molto bello, uno dei pochi rimasti col suo arredo originale. Abbiamo qui sgranocchiato qualcosa, e infine chiacchierato con le simpatiche gestrici del pub, mamma e figlia, parlando della nostra passione per il verde dei boschi, così come per il verde della nostra isola preferita, l’Irlanda, a cui, comunque, Bagno di Romagna non ha nulla da invidiare! ;)
In conclusion, seeing all that water we came very thirsty! So we thought to go back down in town.
We needed a good beer, mixed with a tonic drink, then we would find energy again. We waited until the opening of the Irish pub of the town. Very nice, one of the few remaining with the original furnishings. Here we munched something, and at the end we chatted with the funny pub managers, a girl with her mother, talking about our passion for the green of woods as the green of the “emerald isle”, our favourite one, Ireland, a place to which Bagno di Romagna has nothing to envy! ;)


Continua... / To be continued...

4 commenti:

luby ha detto...

mi hai ricordato delle escursioni che ho fatto da bambina...che ricordi meravigliosi che ho!

Danda ha detto...

Ciao Luby!
Scusa per il ritardo con cui pubblico il tuo commento e rispondo...
Sono felice di aver risvegliato in te dei bei ricordi! Adesso manca la terza e ultima parte del racconto, poi si riprende con la normale argomentazione del blog. ;)

sabrine d'aubergine ha detto...

Cara Danda,
se tu ti mangi queste robe... poi per forza non ti resta spazio per i biscotti col cioccolato!
Attendiamo il resto del reportage.
A presto

Sabrine

Danda ha detto...

Eheheh, cara Sabrine, mi hai fatto tanto ridere!!! :D
Già, hai ragione tu davvero e quello che è scritto in questo post è niente in confronto a quello che ho mangiato la scorsa settimana in Puglia!!!
Il resto del reportage arriverà presto... ho tante cose da dire e da raccontare, infine per il cioccolato, non preoccuparti, farò spazio! ;)