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sabato 19 aprile 2008

Spesa Bio-Eco n°2

La scorsa volta, dopo la mia riuscita ricerca di detersivi ecologici in quel di Rimini, avevo annunciato che avrei riproposto il mio conto bio-eco qui nel blog ogni qual volta fossi andata fare la spesa.
Ovviamente non è che tutte le settimane vado a fare la spesa nel supermercato bio, che sarebbe il massimo per me, ma come collocazione il negozio trovato non è proprio alla portata di mano...
Quindi ho deciso di andarci ogni qual volta debbo comprare qualcosa di importante, qualcosa il cui consumo è a lungo termine e ogni volta che nel normale supermercato non trovo prodotti che mi soddisfino abbastanza dal punto di vista dell'impatto ambientale.

Oggi avevamo bisogno di un po' di prodotti per l'igiene personale, poi alla fine io e Irish P. ci siamo soffermati a comprare qualcosa in più... ed ecco il conto... un po' salato per due sportine piene, ma ora vi spiego il perché:



• Carta igienica ecologica 8 maxi rotoli (con confezione biodegradabile) € 5,40

• Carta casa ecologica 2 maxi rotoli (con confezione biodegradabile) € 2,65

• Deodorante per il corpo, 100 ml, "con sostanze vegetali", aderente al programma LAV contro i test animali, certificato ICEA e certificazione gestione sistema ambientale ed energie pulite, confezione in cartone e PE € 9,00

• Lozione dopo barba, 100 ml, componenti naturali 90%, aderente al programma LAV contro i test animali, certificato ICEA e certificazione gestione sistema ambientale ed energie pulite, confezione in cartone, vetro e tappo in plastica € 12,00

• Dentifricio alle 13 erbe, ingredienti naturali, no derivati animali, no coloranti, 100 ml, confezione in cartone e tubetto in alluminio € 6,30

• Detergente intimo al profumo di marsiglia, con aloe biologico e tensioattivi vegetali, 250 ml, certificato ICEA, conforme all'AIAB, flaconcino in PET € 6,50

• 425 g di carote, 2 limoni, 2 cipolle tutto sfuso e biologico € 2,42

• Cornflakes biologici 375 g cotti a vapore, senza zucchero, confezione in plastica per alimenti non definita € 2,50

• Pasta gramigna semintegrale grano duro biologica 500g, confezione in plastica per alimenti non definita € 1,10

• Pane bauletto biologico di farro 400g, confezione in plastica per alimenti non definita € 2,30

• Crema di carciofi biologica con olio extravergine d'oliva 170 g in vasetto di vetro € 4,20

• 4 succhi di frutta biologici pera e pesca, 200 ml a bottiglia, confezione in cartone e due bottiglie vetro, € 1,85 la confezione.

Totale spesa € 58,07

Alla fine dei conti si può notare che le cose più costose sono i cosmetici fatti di ingredienti vegetali, (a volte il prezzo di questi supera il doppio), ma noi crediamo che ne valga assolutamente la spesa, data la certificazione dettagliata che essi recano con sé e il tipo di confezione riciclabile.
Un punto in meno va invece agli alimentari la cui confezione non reca simbologia di nessuna sorta di recupero, ma il loro prezzo è quasi equivalente a quello dei prodotti non biologici.
In realtà conviene sempre comprare gli alimenti freschi e sfusi, quando si può, proprio per evitare il continuo consumo di imballaggi, portandosi le proprie sportine ecologiche e riponendovi i sacchetti di carta.
Per questa volta ci siamo limitati a soli tre tipi di ortaggi perché prima avevamo già fatto spesa al mercatino di Viserbella dove abbiamo scoperto che qui si fa consumo delle mandorle nuove in acqua e sale (mah... come saranno???)
Confermo che è bello fare la spesa in maniera eco-sostenibile, perché fa bene alla salute, alla propria terra e anche alle tradizioni locali! Un saluto e al prossimo eco-conto!

martedì 18 marzo 2008

"Le uova non sono tutte uguali"

Si avvicina la Pasqua e come tante festività anche questa è dedita al consumismo più sfrenato.
Però alle tradizioni non si può rinunciare. Difficile rinunciare all'uovo di cioccolata, alla colomba. Nella mia tradizione di famiglia, poi, io sono stata quella che ha sempre decorato le uova sode (in Puglia si mangiano prima del pranzo pasquale ma per esempio qui in Romagna vengo ad apprendere che si fanno benedire e si mangiano a colazione).
Quindi dovendo fare degli acquisti, facciamoli un po' più consapevolmente: uova di cioccolata provenienti dal commercio equo e solidale, colombe di fattura artigianale magari fatte di ingredienti biologici, uova da allevamento biologico o all'aria aperta!

Avvicinandoci la scorsa domenica al banco della LAV (Lega Anti Vivisezione), abbiamo avuto modo di acquistare un uovo di cioccolata equo e solidale e di fare la piacevole conoscenza con una delle portavoce lì presenti con cui ci siamo intrattenuti nel parlare animatamente della difficoltà a reperire le uova biologiche nei supermercati e dell'ignoranza in cui acquistiamo gli alimenti senza sapere la loro origine.
Siamo perfettamente d'accordo con loro sul fatto che le galline non possono essere allevate in gabbia e nemmeno a terra, per le condizioni inappropriate e crudeli in cui sono costipate, costrette a produrre uova e riteniamo che le diciture sulle confezioni sono illegibili o insufficienti per un acquisto consapevole!
Perciò riporto in citazione alcune righe che sul sito della LAV si possono leggere per intero:

"L’etichettatura delle confezioni di uova da galline allevate in gabbia non reca la prevista dicitura chiaramente leggibile e in evidenza, e le rappresentazioni grafiche di galline “felici nell’aia” rappresentano una frode al consumatore, ingenerando la convinzione che tali uova derivino da galline allevate libere e all’aperto.

La LAV chiede quindi che sia imposto ai produttori di uova di galline allevate in gabbia il rispetto di un’indicazione del metodo di allevamento delle galline riportato chiaramente e a caratteri evidenti sulle confezioni, come già avviene per le uova prodotte da sistemi alternativi alle gabbie, per un’informazione completa e trasparente.

Ricordiamo che le uova devono essere etichettate secondo il metodo di allevamento delle galline, identificato con un codice impresso su ciascun uovo e con diciture sulle confezioni. Sono immesse in commercio quattro tipologie di uova:

- ALLEVAMENTO BIOLOGICO - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE “0”: le galline possono godere di spazi all’aperto e densità minime d’allevamento maggiori e, cosa importante, mai in gabbia. Le galline in questo caso sono anche alimentate con mangimi di provenienza biologica.

- ALLEVAMENTO ALL’APERTO - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE “1”: le galline possono razzolare all’aperto per alcune ore al giorno in un ambiente esterno protetto dal contatto con altri animali. Le uova in questo tipo di allevamento possono essere deposte sul terreno o nei nidi. La densità all’esterno di questo allevamento sono di 1 gallina ogni 4 m2.

- ALLEVAMENTO A TERRA - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE “2”: le galline vengono allevate in capannoni all’interno dei quali possono muoversi liberamente ma non hanno l’accesso all’esterno. Le uova sono deposte sul terreno o sui nidi. La densità di questo allevamento sono di 4 galline su ogni 1 m2.

- ALLEVAMENTO IN GABBIA - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE “3”: le galline sono rinchiuse in gabbie disposte in file da 4 a 6, all’interno di capannoni chiusi, con ventilazione forzata e luce artificiale. La densità di questi animali è di circa 16-18 galline per metro quadrato. Le uova sono deposte su un nastro trasportatore che automaticamente le raccoglie."


Spero che la gente inizi a comprare un po' più con la testa sulle spalle.
Io ho già una provvista di uova biologiche nel mio frigo, pronte per essere bollite e decorate ma quest'anno, però, vorrei trovare un modo diverso, più naturale, per decorarle. Qualcuno mi può aiutare? ;-)