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domenica 5 settembre 2010

Vacanze a Km (quasi) 0… / About zero distance-holidays… # 3

(continua da qui / second part here)

Terzo giorno di vacanza nella valle di Bagno di Romagna: dunque, dove eravamo rimasti? Ah sì, al verde e alla birra irlandese… eh eh, bisogna dire che questo posto è magico quanto l’Isola di Smeraldo… sì, lo conferma la presenza di leggende sugli… gnomi!!!
Third day of holiday in the valley of Bagno di Romagna: well, where did I leave you? Oh, yes, we were talking about the green and the Irish beer… eh eh, I must admit that this place is as magic as the Emerald Isle… yes, the presence of legends about… gnomes, confirms it!!!

Consultando il materiale preso all’ufficio del turismo (fra l’altro adiacente alla Casa del Parco delle Foreste Casentinesi, M.te Falterona e Campigna), ci siamo imbattuti in un depliant illustrato molto bello, che racconta la storia di Bagno, accostandola alla leggenda che ha fatto di questo posto un luogo rinomato.
Si dice che qui a Bagno di Romagna, in tempi non molto lontani ci sono persone (giovani e anziani) che hanno avvistato degli gnomi, presso l’antica fonte dell’Armina, conosciuta fin dall’epoca romana. Pare che presso questa fonte un tempo vi fosse una polla d’acqua calda e che gli stessi Romani ne utilizzassero i benefici per farne una stazione termale, sulla via che collegava Roma a Ravenna.
Evidentemente questo posto è molto gradito anche agli gnomi! ;)
Consulting the materials taken to the tourist information office – that is near to the Centre of the Park of Casentino Forests, Mount Falterona and Campigna – we focused on a beautiful illustrated booklet, that tells on the history of Bagno and on a legend making this place famous.
They say that here in Bagno di Romagna, in recent times, there are some people – young and old – that saw gnomes near the ancient source of Armina, known since the Romans. It seems that in this place there was a hot water source and Romans used to take benefits from it, making a sort of spa, on the way that linked Rome to Ravenna.



Qui infatti, attorno a ciò che resta della fonte, si districa un percorso che attraversa il Parco dell’Armina, dove di recente, gli abitanti di Bagno, grazie alla loro abilità e fantasia, hanno voluto ricostruire un viaggio/racconto nel mondo degli gnomi. Si percorre un sentiero in mezzo al bosco, accompagnato da cartelli illustrati, costruzioni e animali in legno, simpatiche sculture in pietra e cartapesta. Due agevoli chilometri di divertimento e immaginazione, ideali da percorrere con i propri bambini e che vi lasciamo scoprire da voi stessi.
Be’, lo sapete, io e Irish non abbiamo figli, ma conserviamo intatto il nostro spirito giocherellone e fantasioso! Per questo il “Sentiero degli Gnomi” è stata una tappa obbligata per noi!
Devo dire che nonostante l’età ci siamo divertiti ugualmente… volete una prova? Guardate qua…
In facts, around the hotspring a path starts, crossing the Armina Park. Here, recently the inhabitants of Bagno, thanks to their skills and creativity, wanted to re-built a journey-report about the world of gnomes. You can walk in the woods where there are illustrated posters, wooden little buildings and animals, funny stone and papier-mâché sculptures. Two easy kilometres of fun and fantasy, ideal for walking with your own children. We leave you discover them by yourselves.
Well, you know that Irish and me haven’t sons, but we keep intact our playful and imaginative spirit! So the “Gnome’s Trail” was a must for us!
I must admit that, despite our age, we enjoyed it so much… do you want to see? Look below…





Insomma, se passate da Bagno di Romagna, non dimenticate di andare a salutare gli gnomi! Noi l’abbiamo fatto, con lo sguardo perso nel verde a cercare di captare qualche movimento o berretto rosso… lo gnomo Mentino sarebbe potuto apparire da un momento all’altro! ;)
Però niente… forse siamo troppo grandi. O forse ci è bastato il fuggevole incontro del giorno precedente – mi ero dimenticata di menzionarlo – con chissà quale creatura del bosco: e sì, sulla strada del ritorno, negli ultimi metri di discesa, abbiamo sentito una specie di bramito e poi un’ombra dietro gli alberi è corsa velocemente via… peccato non essere riusciti a distinguere chiaramente cosa fosse!
In short, if you go to Bagno di Romagna, don’t miss to say hello to gnomes! We did it, staring at the green, trying to catch some movements or a red cap… the gnome Mentino could have been appeared in any moment! ;)
But none… maybe we are too old. Or it was enough to have the fleeting meeting the day before – I missed to mention it: yes, on the way back, in the last meters of downhill, we heard a kind of bellowing and a shadow behind the trees ran away… what a pity to not recognize what it really was!


Col pensiero quindi di essere passati per un posto magico siamo tornati nel centro del paese, stavolta affollato di turisti, che forse si erano riversati qui per il tempo poco promettente. Dopo un’occhiata alle curiose botteghe locali, al rinomato “negozio degli gnomi”, ci siamo andati a prendere qualcosa da mettere sotto i denti… l’idea era quella di mangiare nei giardini pubblici del paese, attrezzati per la sosta, per godere ancora un po’ di quel verde intenso.
Ma… le cose non sono andate proprio come volevamo. Addentata la prima piadina abbiamo cominciato a sentire dei boati provenire da dietro le montagne e un leggero ticchettio sulle foglie.
Un simpatico signore anziano toscano, incontrato in un’erboristeria, si era fermato con noi a fare due chiacchiere, ma cominciava a piovere sempre di più e sinceramente stare sotto un albero durante l’imminente temporale non ci faceva sentire molto sicuri. Così, incartato tutto e salutato lo strano villeggiante, ce ne siamo andati via di corsa, riprendendo la strada del ritorno verso casa in macchina, mentre fuori si scatenava il diluvio universale.
With the magic in the head we came back to the centre of the town, this time crowded of tourists, perhaps here for the almost bad weather. After giving a look to the curious local shops, at the famous “gnome shop”, we went to buy something to eat… the idea was to go to the public park – fitted for picnic – to enjoy the intense green again.
But… things didn’t go as we want. Starting to eat the first piadine we heard some thunders behind the mountains and the rain began to fall. A gentle Tuscan old man – we met at a herbalist’s shop – stopped near us to chat, but as the rain continued to fall more dense and we weren’t so safe under a tree, we packed all and went away, after saying goodbye to the tourist.
We came back in our car, while out a flood was unleashed.


In puro stile slow abbiamo preferito la strada locale alla E45 e piano piano, nell’abitacolo, diventato il posto più confortevole in quel putiferio, tra curve immerse ancora nel verde e acqua a catinelle, abbiamo ricordato ogni minuto di questa breve ma intensa e magica vacanza…
Ora che ci penso… leggendo, dicono che lo “gnomesco” abbia un curioso accento caratterizzato dalla “c” aspirata… magari quel signore lì era lo gnomo Mentino travestito da turista… avrei potuto chiedergli il suggerimento di come si fa a “toccare la luna”… sarà per la prossima volta! ;)
In a pure slow style, we preferred to drive on the local road instead of the E45 and slowly, in the carrier – now become more comfortable in that uproar – along curves still immersed in the green and the water, we remembered each moment of this short but intense and magic holiday…
Now that I recall… I read that the language of gnomes has a curious accent characterized by the drawn “c” – as the Tuscan –… perhaps that man was the gnome Mentino, disguised as a tourist… I could ask him how to “touch the moon”… it will be the next time! ;)


***
(post scriptum)

Prossimo sabato 11 settembre...
escursione notturna con fiaccole
proprio al Sentiero degli Gnomi!!!
Ersilia e Villiam, i due abitanti di Bagno di Romagna,
che hanno avuto la fortuna di vedere gli Gnomi,
vi accompagneranno lungo il sentiero
alla ricerca di gnomo Mentino!
Ore 21, consigliata la prenotazione!
Per prenotazioni telefonare ai numeri scaricabili qui.

mercoledì 25 marzo 2009

Sorprese e novità di inizio primavera! / Surprises and news in early spring!

Quante cose succedono nel giro di pochi giorni…
How many things are happening in a few days...

La prima bellissima sorpresa che mi è capitato di scoprire all’inizio di questa settimana è stato il favoloso premio ricevuto dalla cara amica Almost Mrs. Average del blog The Rubbish Diet!!!
Non una delle solite catene di bloggers che si premiano a vicenda (anche quelle sono sempre gradite!), ma un premio esclusivo, che lei stessa ha ideato per ringraziare quanti l’hanno incoraggiata nel giro di un anno, nella sua sfida di riduzione dei rifiuti e per premiare gli sforzi di quanti hanno preso a cuore il problema rifiuti, trasformando il proprio stile di vita.
Bene, io sono stata nominata e selezionata nella categoria Eurovision Award, a pari merito con la nostra amica comune slovena Layla (di cui parlerò a breve) ed Esther dalla Francia.
Sono stata onoratissima di ricevere questo premio, come tanti altri blogger e autori di siti che hanno ricevuto il riconoscimento in ben 23 categorie! Davvero impressionante!
Notevole è stato lo sforzo che Mrs. A. ha fatto per seguire tutti i suoi lettori, nelle loro domande, richieste di aiuto, incoraggiamenti e frustrazioni… lei è ormai a tutti gli effetti una vera diva della scena inglese, ma non della TV o del cinema, bensì una star del mondo vero, di quelle che brillano per la sua straordinaria vitalità, creatività, sincerità e sensibilità. I complimenti vanno a lei!
The first nice surprise that happened to me was on the beginning of this week to discover the fabulous prize received from the dear friend Almost Mrs. Average of The Rubbish Diet blog!!!
Not one of the usual chains of bloggers who reward each other (even those are always welcome!), but an exclusive prize, which she has devised to thank those who have encouraged her within a year, in its challenge of reducing waste and to reward the efforts of those who have taken to heart the waste problem, changing their lifestyle.
Well, I was nominated and selected in the category Eurovision Award, equally to our common Slovenian friend Layla (I will talk soon of her) and Esther from France.
I was very honoured to receive this award, like many other bloggers and authors of sites that have received recognition in 23 categories! Really awesome!
Remarkable was the effort that Mrs. A. has for following all its readers, in their questions, requests for help, encouragement and frustrations... she is now really a true diva of the British scene, but no for TV or movies, but a true star in the real world, who shines for her extraordinary vitality, creativity, sincerity and sensitivity. The compliments are for her!


Andando a ritroso, domenica scorsa, io e Irish abbiamo potuto finalmente godere dell’ottima compagnia del gruppo GAR (Guide Appennino Romagnolo) di Rimini, in una bellissima uscita sulle colline dell’entroterra, intorno alla zona di San Marino. È stata un’esperienza particolare e meravigliosa nel vero senso della parola.
Sotto un timido sole di inizio primavera, con lo sfondo della Carpegna imbiancata dalle ultime nevi, abbiamo conosciuto, grazie all’aiuto di un esperto, quasi una decina di varietà di erbe di campo e radici commestibili: ‘scarpigni’, ‘barbe di becco’, porri selvatici, ‘senape bianca’, ‘orecchie di lepre’, topinambur ed altre specie. Le abbiamo cercate in posti conosciuti come non contaminati, individuandone la forma e la superficie delle foglie, dello stelo, ed eventuali infiorescenze, in modo da non confonderle eventualmente con piante simili ma tossiche. Abbiamo imparato a capire più o meno dove si trovano, e le abbiamo raccolte cercando di lasciarne per non comprometterne la ricrescita.
In seguito abbiamo potuto testarne il sapore e la ricchezza di vitamine e altre proprietà, dopo averle cucinate nella sede dell’associazione. È stato istruttivo ma soprattutto divertente per la presenza dell’allegra compagnia che ci ha regalato risate e addirittura musica verso la fine della serata, grazie alle abilità di un bravissimo cultore della fisarmonica!
Alla fine ci è restata nel cuore tanta gioia di conoscere queste straordinarie persone e allo stesso tempo di far parte di una natura che dà risorse, sostentamento e cure, e noi che spesso la maltrattiamo…
Alla prossima uscita col gruppo GAR! Non vediamo l’ora!
Going back, last Sunday, Irish and me could finally enjoy the excellent company of the GAR group (Guide Appennino Romagnolo) in Rimini, in a walk on the beautiful hills around the area of San Marino. It was a special and wonderful experience in the truest sense of the word.
Under a shy sun of early spring, with the background of white Carpegna for the last snow, we knew, with the aid of an expert, almost a dozens of varieties of edible field herbs and roots: ‘sonchus oleraceus L’, ‘tragopogon pratensis L’, wild leeks, ‘sinapis alba L’, ‘plantago lanceolata’, Jerusalem artichokes and other species. We were looking for them in places known as not contaminated, identifying the shape and surface of the leaves, stems, and any inflorescences so as to not possibly confuse them with similar but toxic plant. We learned to understand more or less where they are, and we picked them trying to leave enough for not affecting the regrowth.
Later we were able to test the taste and richness in vitamins and other properties, after having cooked the herbs in the headquarters of the association. It was instructive but especially funny for the presence of the happy company that gave us laughter and even music, in the end of the evening, thanks to the skills of an expert of the accordion!
In the end, what remained in the heart was so much for knowing these extraordinary people and at the same time to be part of a nature that gives resources, livelihood and care, the same we often mistreated.
We’ll look forward to the next adventure with the GAR group!


Ancora indietro. Volevate sapere com’è andata a finire l’avventura dei ravanelli? Benissimo direi!
Come avevo già accennato nei commenti, e come potete vedere dalle foto la ricetta della zuppa di Mrs. Green ha avuto la meglio. Ho cotto in anticipo le numerose e tenere foglie dei ravanelli (due mazzi) come se fossero spinaci, successivamente ho cotto 200 grammi di ceci biologici (secchi e poi messi ad ammollo per 12 ore) nella pentola a pressione (per risparmiare energia e tempo) con burro, alloro, aglio ed erba cipollina. Ho aggiunto dei tocchetti di patate (due belle grandi), le foglie cotte dei ravanelli, acqua e dado vegetale biologico (da barattolo in vetro). Il tocco finale è stata una bella mantecata di parmigiano. In quasi un’ora di cottura totale un’ottima zuppa per 4 porzioni! Niente male per un qualcosa che doveva finire nella spazzatura! Grazie ancora a tutti per i suggerimenti: mi avete ispirato per i prossimi esperimenti in cucina!
Still behind. Do you wanted to know what was the end of the adventure of radishes? Very well I say!
As I mentioned in the comments, and as you can see from the photos, the recipe of Mrs. Green’s soup had the best. I cooked in advance the amount of radishes leaves (two bunchs) like spinach, then I cooked 200 grams of organic chickpeas (dry and then put to soak for 12 hours) in pressure cooker (to save energy and time) with butter, bay leaves, garlic and chives. I added pieces of potato (two beautiful large), the leaves of cooked radishes, water and a nut of organic spices to flavour. The final touch was a good addition of parmesan. In almost an hour of cooking in total a tasty soup was ready for 4 servings! Not bad for something that had to end in the trash! Thanks again to everyone for the suggestions, I have inspiration for next experiment in the kitchen!


E infine arriviamo ai lavori in giardino cominciati due sabati fa. C’era un bellissimo sole e la terra del giardino, avanti casa stentava a riceverne i benefici. Le troppe piogge invernali avevano reso impermeabile lo strato superiore della terra che così si è spaccato e ha impedito la crescita di qualsiasi filo d’erba. Così Irish si è messo di buona lena a rivangare tutto il terreno, estirpando dei piccoli cespugli che da anni non assolvevano più alla loro funzione di siepe. Al loro posto dovremo piantare dei gelsomini. Io ho fatto a pezzi gran parte dei rami e delle radici delle piante scartate, per andarle a depositare nella compostiera. Due lavoracci, il primo faticoso per la schiena, il secondo per la mia mano che alla fine della giornata era stressata! Però ne è valsa la pena. Fra poco pianteremo la dicondra, un’erba che non ha necessità di essere tagliata e che era stata già piantata e resiste ancora in alcuni angoli del giardino.
Precedentemente mi è stato chiesto come va il compostaggio. Bene! O almeno sembra… lo strato inferiore è maturo e profuma di sottobosco, quello superiore è meno decomposto e ogni tanto ha bisogno di essere ricoperto con un po’ di compost che si trova sotto, perché tende alla formazione di moscerini. Il punto però negativo è che questa primavera non potremo ancora usare il compost, perché il cumulo è ancora poco e il processo è più lento di quello che credevamo. Questa volta ho dovuto innaffiare il cumulo perché gli scarti del giardino hanno formato uno strato troppo secco in superficie. Ecco le foto.
And finally we started to work in the garden, two Saturdays ago. There was a beautiful sun and the earth of the garden below the house was slow to receive the benefits. The winter rains had too many proofed as the top layer of the earth so that it is split and prevented the growth of every blade of grass. So Irish got a good work poking around the ground, uprooting small bushes that in the years no longer served the function of hedge. In their place we will plant the jasmine. I cut to piece most of the branches and roots of the plants chosen, and to go to deposit them in the compost bin. Two not so pleasant jobs, the first tiring for the back, the second for my hand that at the end of the day was stressed! But it was worth it. Soon we plants dicondra, a herb that does not need to be cut and which had been already planted and still endures in some corners of the garden.
Previously I was asked how composting proceeds. Well! Or at least it seems... lower layer is mature and smells of undergrowth, the upper is not decomposed and occasionally needs to be covered with a few of compost that is under, because it tends to the formation of midges. The negative point however is that this spring we cannot even use the compost, because the amount is still little and process is slower than we thought. This time I had to water the cumulation because the garden waste have been formed a too dry layer in surface. Here are the photos.


Cosa manca? Ah dimenticavo! La ‘fogheraccia’ di San Giuseppe. Una tradizione romagnola a cui non abbiamo mancato di partecipare soprattutto per andare incontro alle poche persone che conosciamo qui tra cui la favolosa Cristella. Per le foto vi rimando all’album di Irish, mentre dedico a Cristella queste poche rime ispirate dai falò…
What's missing? Oh I forgot! The 'fogheraccia' of Saint Joseph. A tradition of Romagna to which we have not failed to attend especially for meeting the few people we know here, including the fabulous Cristella. For photos back to Irish’ album, while to Cristella I dedicate these few rhymes inspired by bonfires...

Dormivano zitte in un ciocco spento,
Al buio di una notte di inizio stagione,
Delle fiamme le sorpresero insieme al vento.

Dai ceppi silenziosi, timidamente svegliate,
Cominciarono rosse a far confusione,
Staccandosi e scontrandosi nel cielo librate.

E quando il calore divenne più forte
Le spinse più su con un gran salto
Si preser per mano in volute contorte.

Volteggiando allegre, lievi danzarono,
ammirate da occhi che guardavano in alto,
i sogni di tanti nel ciel disegnarono.

Ma quando iniziarono ad esser stanche
Si accorsero di non esser più tanto belle:
Ce n'erano di più splendenti ed erano bianche,

Non si muovevano ma erano tante,
Stavan più sopra, eran le stelle!
Da quella bellezza, e dal vento sospinte

si accesero ancora e volarono in su,
in quel buio sì nero le mille faville
alle stelle si unirono e non scesero più!

(‘Favole faville’ – Danda, Viserba, Marzo ’09)

lunedì 21 aprile 2008

SalusErbe – Saludecio (Rimini) – 25, 26 e 27 aprile 2008

Per questo fine settimana si preannuncia un piccolo ponte ideale per chi vuole trascorrere un po’ di ore all’aria aperta e scoprire località nuove, alla ricerca di manifestazioni folcloristiche, fiere, itinerari naturali... ho un paio di cose molto interessanti da proporre.
Qui parlerò di un’interessante manifestazione che si terrà nell’entroterra riminese in un piccolo borgo molto affascinante che si sviluppa su una verde collina, Saludecio.

SalusErbe è una festa di primavera pensata per riscoprire i prodotti naturali e sostenibili (erboristeria, cosmesi naturale), l’offerta alimentare e gastronomica locale (agricoltura biologica, prodotti tipici), nonché editoria specializzata, prodotti per il giardinaggio, artigianato locale naturale ed ecologico, associazioni di volontariato sociale ed ambientale.

Lungo i vicoli del borgo oltre agli scorci si possono ammirare dei bellissimi murales artistici. Ci saranno i banchi del mercatino, giochi e spettacoli per grandi e bambini. Negli edifici si terranno convegni sull’ambiente naturale circostante (con annessa organizzazione di trekking turistico), e varie e curiose mostre artistiche.

Ristoranti, osterie e botteghe alimentari saranno aperte al pubblico goloso con menù veramente stuzzicanti e alla portata di tutti.

Da segnalare la presenza dello Sportello Ecoidea®: “è il servizio della Provincia di Rimini che informa i cittadini sui comportamenti eco-compatibili da adottare nella vita di tutti i giorni, in modo itinerante nel territorio provinciale. Si tratta di uno spazio informativo sulle buone pratiche di sostenibilità applicabili nella vita di tutti i giorni”. Inoltre, per chi è maniaco dell’ecologico come me e vuole trasmettere questa passione ai propri figli piccoli, ci saranno dei laboratori creativi organizzati da Titeralando che metteranno a disposizione due giochi ecologici (le “bambole amiche degli alberi”, in legno non proveniente da deforestazione e stoffe recuperate, e l’“Happy mais” un gioco in Mater-Bi®, 100%biodegradabile, atossico e con colori alimentari).

Insomma io ci andrei ma, vi dirò in seguito, ho un altro appuntamento in agenda al quale non posso rinunciare! Se qualcuno sarà lì, pubblicherei volentieri qualche commento!
A dopo...

martedì 18 marzo 2008

"Le uova non sono tutte uguali"

Si avvicina la Pasqua e come tante festività anche questa è dedita al consumismo più sfrenato.
Però alle tradizioni non si può rinunciare. Difficile rinunciare all'uovo di cioccolata, alla colomba. Nella mia tradizione di famiglia, poi, io sono stata quella che ha sempre decorato le uova sode (in Puglia si mangiano prima del pranzo pasquale ma per esempio qui in Romagna vengo ad apprendere che si fanno benedire e si mangiano a colazione).
Quindi dovendo fare degli acquisti, facciamoli un po' più consapevolmente: uova di cioccolata provenienti dal commercio equo e solidale, colombe di fattura artigianale magari fatte di ingredienti biologici, uova da allevamento biologico o all'aria aperta!

Avvicinandoci la scorsa domenica al banco della LAV (Lega Anti Vivisezione), abbiamo avuto modo di acquistare un uovo di cioccolata equo e solidale e di fare la piacevole conoscenza con una delle portavoce lì presenti con cui ci siamo intrattenuti nel parlare animatamente della difficoltà a reperire le uova biologiche nei supermercati e dell'ignoranza in cui acquistiamo gli alimenti senza sapere la loro origine.
Siamo perfettamente d'accordo con loro sul fatto che le galline non possono essere allevate in gabbia e nemmeno a terra, per le condizioni inappropriate e crudeli in cui sono costipate, costrette a produrre uova e riteniamo che le diciture sulle confezioni sono illegibili o insufficienti per un acquisto consapevole!
Perciò riporto in citazione alcune righe che sul sito della LAV si possono leggere per intero:

"L’etichettatura delle confezioni di uova da galline allevate in gabbia non reca la prevista dicitura chiaramente leggibile e in evidenza, e le rappresentazioni grafiche di galline “felici nell’aia” rappresentano una frode al consumatore, ingenerando la convinzione che tali uova derivino da galline allevate libere e all’aperto.

La LAV chiede quindi che sia imposto ai produttori di uova di galline allevate in gabbia il rispetto di un’indicazione del metodo di allevamento delle galline riportato chiaramente e a caratteri evidenti sulle confezioni, come già avviene per le uova prodotte da sistemi alternativi alle gabbie, per un’informazione completa e trasparente.

Ricordiamo che le uova devono essere etichettate secondo il metodo di allevamento delle galline, identificato con un codice impresso su ciascun uovo e con diciture sulle confezioni. Sono immesse in commercio quattro tipologie di uova:

- ALLEVAMENTO BIOLOGICO - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE “0”: le galline possono godere di spazi all’aperto e densità minime d’allevamento maggiori e, cosa importante, mai in gabbia. Le galline in questo caso sono anche alimentate con mangimi di provenienza biologica.

- ALLEVAMENTO ALL’APERTO - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE “1”: le galline possono razzolare all’aperto per alcune ore al giorno in un ambiente esterno protetto dal contatto con altri animali. Le uova in questo tipo di allevamento possono essere deposte sul terreno o nei nidi. La densità all’esterno di questo allevamento sono di 1 gallina ogni 4 m2.

- ALLEVAMENTO A TERRA - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE “2”: le galline vengono allevate in capannoni all’interno dei quali possono muoversi liberamente ma non hanno l’accesso all’esterno. Le uova sono deposte sul terreno o sui nidi. La densità di questo allevamento sono di 4 galline su ogni 1 m2.

- ALLEVAMENTO IN GABBIA - UOVA IDENTIFICATE CON IL CODICE “3”: le galline sono rinchiuse in gabbie disposte in file da 4 a 6, all’interno di capannoni chiusi, con ventilazione forzata e luce artificiale. La densità di questi animali è di circa 16-18 galline per metro quadrato. Le uova sono deposte su un nastro trasportatore che automaticamente le raccoglie."


Spero che la gente inizi a comprare un po' più con la testa sulle spalle.
Io ho già una provvista di uova biologiche nel mio frigo, pronte per essere bollite e decorate ma quest'anno, però, vorrei trovare un modo diverso, più naturale, per decorarle. Qualcuno mi può aiutare? ;-)

giovedì 18 ottobre 2007

Una festa tutta in verde e... arancio



Cambia il tempo, cambia il paesaggio, i profumi sanno più di autunno.
Questo clima mi avvicina sempre di più al sentimento di una festa che spesso è odiata da molti perché accostata al paese più consumista del mondo. Invece no! Questa è una festa europea e ancora di più: italiana, radicata nel profondo delle nostre tradizioni.
Hallow'een significa, se non ricordo male, "vigilia di tutti i Santi" (ma qualcuno lo traduce come "ingresso consentito ai defunti"); è il giorno in cui si festeggia il Samhain dei Celti, l'antico capodanno pagano, quando si dava un addio all'estate portatrice di frutti e abbondanza e si propiziava l'ingresso dell'inverno, il periodo in cui Madre Natura riposa... E in questo periodo, come vogliono le antiche tradizioni europee, ai defunti è concesso, fino ai primi di febbraio, di riprendere i contatti col mondo terreno.
Ecco perché da noi si festeggiano i morti, e tutti i Santi, insieme. Ovviamente come tutte le tradizioni pagane anche questa è stata assorbita dai riti cristiani, ma, quanti di noi nelle loro terre di origine festeggiano queste ricorrenze con annesse leggende nostrane, dolci tipici e falò o lumini accesi per rischiarare queste notti piene di fascino un po' tenebroso?
Nel mio paese d'origine, in Puglia, si festeggiano i morti con dolci fatti col vin cotto, i mostaccioli, e cosa molto nordica, ai bambini i morti "portano" delle calze piene di dolciumi, dono che in altre parti della nostra Italia si fa alla Befana (che è poi il momento in cui, si dice in altre leggende italiane, i morti lasciano nuovamente la terra).
Non mi prendete solo per una fissata di tradizioni celtiche e irlandesi (quale in realtà sono, eh eh!), ma è una festa che mi piace, sarà che il periodo è quello da me preferito, l'autunno, con i suoi colori stupendi, profumi e sapori, sarà per quell'alone di mistero e sarà che poi fra poco è anche il mio compleanno (che periodo allegro per un compleanno)!
Comunque se avete qualche tradizione o leggenda che vi appartiene, sarebbe bello raccontarla.
Per cui vi aspetto qui e buon Halloween!!!
Danda