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venerdì 14 marzo 2014

Imballaggi alimentari: indietro come i gamberi / Food packaging: backwards like crabs

È da un bel po’ che non parlo di imballaggi.
Ma mi sembra doveroso tornarci su, dal momento che da un po' di tempo a questa parte in tv si continua a parlare di emergenze rifiuti in Calabria, Campania, Lazio...
E quando si parla di rifiuti da un lato ci sono tante storie assurde e dall'altro tante belle promesse e pochi fatti. Di fatto le discariche sono sempre più colme, gli inceneritori bruciano a gogo, per buona pace degli imprenditori che li gestiscono, e la gente si ammala sempre di più e in silenzio.
La situazione è a dir poco stagnante.
It’s a little time I do not speak of packaging.
But these days it seems only right to go back on, because TV continue to talk about the waste emergency in Calabria, Campania, Lazio...
When we talk about waste, on one hand we listen to many absurd stories and on the other hand lots of beautiful promises and few actions.
In fact, landfills are getting filled, incinerators burn galore, good for peace of businessmen who run them, and people are sicker in silence.
The situation is nothing short of stagnant.


E io che, ormai, ovunque vada, chi mi conosce prima di gettare qualcosa mi chiede consiglio – potrei essere denominata “miss monnezza” come qualcuno simpaticamente in famiglia già fa – quasi non parlo più di rifiuti e di imballaggi.
Può darsi il caso che non ne parli perché ormai abbiamo raggiunto un certo equilibrio. In casa tra rifiuti differenziati e indifferenziati la bilancia pende decisamente dalla parte del riciclo.
La quantità del rifiuto indifferenziato per noi, dall'ormai lontano 2008, quando abbiamo intrapreso la “Settimana a Zero Rifiuti”, si è stabilizzata ad un sacchetto piccolo – nemmeno un chilo – ogni 15 giorni, contando che siamo in due.
Abbiamo ormai preso determinate abitudini in materia di acquisti: prodotti sfusi e alla spina o al massimo con imballaggi riciclabili al 100% e niente (o quasi) sportine usa e getta, ma soprattutto il cervello al massimo della sua attività nel discernere al momento dell'acquisto cosa fa rifiuto e cosa no.
And as regards me: wherever I go, by now, who knows me, before throwing anything, asks me advice – I might be called “miss rubbish” as someone in my family already do nicely –. And I almost do not speak of waste and packaging anymore. It may be the case that it’s because we have reached a certain balance. At home, between recycled and not recycled waste, the balance is decidedly on the side of recycling.
By the now distant 2008, when we embarked on the “Zero Waste Week”, the amount of unsorted waste for us has stabilized to a small bag – not even a pound – every 15 days, counting that at home we are two.
We have now taken certain habits regarding buying: bulk and on tap or at the most with 100% recyclable packaging and nothing (or almost) disposable bags, but especially with the brain to the maximum of its business to discern what does and what does not makes waste at the time of purchase.


Ma... c’è sempre un “ma”! Se io e il mio compagno siamo diventati quasi degli automi quando si tratta di fare acquisti, sapendo dove andare e cosa comprare, certe volte rimaniamo a dir poco spiazzati quando troviamo che i nostri “fidati” prodotti spariscono nel nulla o cambiano veste.
Ci è già successo per il latte alla spina, ricordate?
E per i succhi di frutta...
E a me è capitato svariate volte di scrivere in maniera garbata al servizio consumatori delle marche acquistate, per ricevere in cambio poche risposte o nulla.
Inoltre, spesso e volentieri preferiamo ‘investire’ in prodotti biologici, piuttosto che andarci poi a lamentare dal medico. Il punto è che proprio questi prodotti a volte sono confezionati in modo che tutta la buona volontà di fare un acquisto “ecologico” poi viene meno al momento di gettar via l’imballaggio.
But... there’s always a “but”! If my partner and me have become almost robotic when it comes to make purchases, knowing where to go and what to buy, sometimes we are nothing short of blown away when we find that our “trusted” products disappear, or change “clothes”.
It has already happened for the milk on tap, remember?
And for the juices...
And it happened to me several times to write kindly to the customer care of some brands in order to receive few or no answers.


In addition, we more often prefer to ‘invest’ in organic products, rather than to complain then to the doctor. The point is just that these products are sometimes packaged in such a way that all the good will to make a “green” purchase, then fails at the time to throw away the packaging.

Quindi mettiamo sotto il riflettore questi due casi abbastanza inquietanti!
Si tratta di due marche che ho sempre ritenuto affidabili, sia per la qualità dei loro prodotti che per l'attenzione all'ambiente e, anche, al dichiarato rispetto per i lavoratori nel caso di una delle due.
So, put the spotlight on these two quite disturbing cases!
These are two brands that I have always believed reliable for the quality of their products, for the environment care and, also, for the declared respect for workers in the case of one of the two.






Nel primo caso si tratta di una confezione di piselli surgelati, a cui ricorriamo qualche volta in inverno, non avendo a disposizione quelli freschi. Il brand in questione è quello di un noto supermercato che vanta di avere una sua linea di prodotti eco-biologici, di cui, ammetto, noi ci serviamo frequentemente, anche perché è a costo minore rispetto ai loro equivalenti acquistati nel negozio bio. Bene, mi spiegate come mai la linea biologica di questo prodotto surgelato ha un imballaggio di plastica mista che non è riciclabile, mentre quella normale ha un imballaggio in plastica riciclabile?
Sono anche prodotti nello stesso stabilimento! Non riesco proprio a capacitarmi... osservare le diciture per credere!
The first case is a package of frozen peas, which we use sometimes in winter, by failing to provide fresh ones. The brand in question is that of a well-known supermarket that boasts of having his own line of eco-organic products, which, I admit, we frequently buy, because it costs lower than their equivalents in the organic shop.
Well, can you explain why the organic line of this frozen product has a mixed plastic packaging that is not recyclable, while the normal one has a plastic packaging recyclable?
They are also produced in the same factory! I just can’t comprehend ... watch the indications to believe it!




Nel secondo caso, si tratta di una marca di pasta a me nota sin dall’infanzia, perché proviene dalla mia terra, la Puglia, ed è sempre stata la preferita dai miei nonni. Sono un po’ di anni che, accanto alla linea di pasta normale viene prodotta una linea biologica certificata, si dice, sulle confezioni “nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità”. Insomma ne eravamo diventati degli acquirenti fissi, anche perché la confezione in PP era riciclabile nella raccolta della plastica.
Ma... da qualche mese le confezioni sono cambiate: più eleganti e invitanti, certamente ma non riciclabili!!! Accidenti, questo è un duro colpo assestato all’ambiente!
In the second case, it is a brand of pasta known to me since childhood, because it comes from my homeland, Puglia, and has always been my grandparents’ favourite. Some years ago, next to the line of regular pasta they started to produce a certified organic line, it is said, on the packaging “respecting the environment and biodiversity”. In short, we preferred it, because the packaging was recyclable PP plastics.
But a few months ago, the packages have changed: the most elegant and inviting, but certainly not recyclable! Damn, this is a blow dealt to the environment!


Insomma a che gioco giochiamo?
Invece di andare avanti verso una maggiore eco-compatibilità dell’imballaggio, si torna indietro come i gamberi... Chiaramente c’è qualche ragione sotto e io voglio andarci a fondo. Che facciamo, indaghiamo?
So what game are we playing?
Instead of going towards more eco-friendly packaging, they go back like crabs...
Clearly there is some reason below and I want to go to the bottom. What to do, investigate? 



Rettifica a posteriori (2015): il packaging dei piselli biologici surgelati, sopra citato, è stato cambiato in riciclabile! Spero di aver contribuito con questo post a migliorarlo! ;) 
Ex post corrigendum (2015): the packaging of frozen organic peas mentioned above, has been changed and recyclable by now! I hope I have helped with this post to improve it! ;)

mercoledì 25 aprile 2012

Diventa anche tu RAEEporter! / RAEEporter you too!

Buon 25 Aprile!
Festa della liberazione, è vero ma non della liberazione dai nostri rifiuti! :)
Happy April 25th!
Today it's Liberation Day, true, but not the liberation from our waste! :)

Rifiuti artistici???
(foto con cui partecipo a RAEEporter 2012)

Infatti è ancora diffuso il pessimo comportamento di liberarsi dei rifiuti abbandonandoli per strada, anche vicino ai cassonetti dell'immondizia. Soprattutto rifiuti ingombranti e spesso anche pericolosi, come i RAEE che se vi sembrano normali e innocui frigoriferi, televisori e monitor di computer e ogni altra diavoleria elettrica/elettronica, sono invece pericolosi per noi stessi e per l'ambiente.
Per non parlare delle batterie, che spesso si vedono abbandonate ai bordi dei marciapiedi!
Pensate al liquido contenuto nelle serpentine dei frigoriferi, pensate al tubo catodico delle vecchie tv e ai gas o liquidi contenuti negli schermi, pensate ai metalli presenti in ogni genere di questi apparecchi!
In fact it is still widespread bad behavior to get rid of waste by abandoning them on the streets, also near the garbage bins. Especially bulky and often dangerous, as the WEEE are, if they seem normal and harmless refrigerators, televisions and computer monitors and other electrical / electronic devilry, they are dangerous to ourselves and the environment.
Not to mention the batteries, which we often see abandoned on the edge of thesidewalk!
Think of the liquid contained in the coils of the refrigerators, think of the old CRT TV and gases or liquids contained in screens, think of all kinds of metals in these devices!


Insomma, quante di queste cose avete visto in giro per le strade di città o di campagna, a volte sotto la luce del giorno ma più spesso ben celate agli occhi della maggior parte della gente distratta?
Bene, è arrivato il momento di denunciare questi abbandoni!
I mean, how many of these things did you see around the streets of the city and country, sometimes in the light of day but more often well-concealed to the eyes of most distracted people?
Well, it's time to terminate such abandon!

Ecco come (vi riporto il comunicato stampa):
(Sorry, press release and website are only available for Italy, please for translation choose your language on the side Google widget)


RAEEPORTER CRESCE E CONQUISTA I SOCIAL NETWORK
Ecodom e Legambiente ancora insieme per la terza edizione della campagna di sensibilizzazione ambientale che premia la partecipazione dei cittadini

È da poco online RAEEporter social, la terza edizione di RAEEporter, la campagna nazionale che vede insieme Ecodom (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici) e Legambiente con l’obiettivo di sensibilizzare la collettività sull’importanza del corretto trattamento dei RAEE.

I cittadini possono fotografare e segnalare i RAEE abbandonati sul sito www.raeeporter.it, realizzare e caricare contributi video e partecipare al dibattito intorno al tema RAEE, alimentando la discussione attraverso la bacheca virtuale.
Ma la novità di quest’anno è che si può partecipare attivamente anche attraverso i social network: Facebook, Twitter e YouTube. Su ciascuna di queste piattaforme sarà possibile interagire in maniera diretta e rapida con lo staff e prendere parte alle attività online.

E se ciò non bastasse, sono disponibili gratuitamente, sui relativi negozi virtuali, le applicazioni iPhone e Android per poter inviare immagini e video direttamente dal proprio smartphone Le segnalazioni potranno quindi essere fatte in più modalità, ovunque, in ogni momento e in tempo reale!


Inoltre, per dare un riconoscimento concreto a tutti coloro che si impegnano nell’iniziativa, sulla nuova versione del sito è stato lanciato il concorsoRAEEporter 2012”, che premierà il RAEEporter più attivo:  ogni azione - foto, video, tweet, commento, ecc. - consentirà infatti di accumulare punti. Ogni mese sarà possibile aggiudicarsi un libro fotografico sul tema del riciclo, e chi si troverà al primo posto della classifica alla fine del 2012 trionferà come il RAEEporter più social del web. Il premio? Un’esperienza indimenticabile: un viaggio-reportage di 5 giorni ad Accra in Ghana, per conoscere e documentare il fenomeno dello smaltimento incontrollato dei RAEE.

Anche in questa edizione, Ecodom provvederà a inoltrare le segnalazioni di RAEE abbandonati agli Enti competenti (il Comune o la Società di Igiene Urbana che effettua la raccolta dei rifiuti), affinché provvedano al recupero dei RAEE e al loro trasporto al Centro di Raccolta più vicino, da dove saranno poi trasferiti a un impianto specializzato per il trattamento.


Segui RAEEporter sui social network:


Per ulteriori informazioni:
SEC Relazioni Pubbliche e Istituzionali
Filippo Marano – marano@secrp.it


Io mi sto mobilitando e tu??? 
I'm joining it and you???

giovedì 29 maggio 2008

“Salviamo il Creato” – rassegna cinematografica sull’ambiente a Rimini

Da pochi giorni ero venuta a conoscenza di questa iniziativa promossa dall’ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) da Eticredito – Banca Etica Adriatica SpA: una rassegna cinematografica di tre giorni dedicata all’ambiente, ahimé già cominciata il 15 di questo mese e in conclusione oggi, presso il Cinema Teatro Tiberio di Rimini, presso la Parrocchia di San Giuliano Martire, Via San Giuliano, 16, Rimini. Ingresso gratuito.

Sono stati già proiettati i due film: “Into The Wild” e “Una Scomoda Verità”.

Questa sera sarà proiettato il film documentario di cui hanno tanto parlato “Biutiful Cauntri” di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero. Qualcosa che ci fa ulteriormente riflettere sulla questione rifiuti, non solo riguardo la Campania. Da vedere con coraggio.

Stasera spero di esserci, anche perché un film così è difficile vederlo proiettato altrove. Anche perché si parlerà del tema rifiuti a Rimini, con Daniela Tonini, consulente ambientale, ed Hera SpA. Giusto per togliersi qualche curiosità o dubbio.

A seguire riporterò un mio commento. Buona visione!

venerdì 9 maggio 2008

Inceneritore VS Differenziata porta a porta

Due giorni fa, MisterCrama che più che autore di questo blog è il “grillo (s)parlante” (vedi commenti), nonché ispiratore di alcuni argomenti di cui ho trattato, mi ha messo a conoscenza di un servizio televisivo trasmesso il 5 maggio su Exit, programma di La7.

Solitamente in tv seguo pochi programmi, ma questo mi è proprio sfuggito: è un servizio di Ilaria D’Amico che “spiega i danni dei fantastici (secondo i politici) termovalorizzatori e di come la differenziata porta a porta effettivamente COSTI DI MENO anche economicamente (oltre che all'ambiente)”. Inoltre è utile per capire a livello tecnico come funzionano i termovalorizzatori e la raccolta differenziata su tutto il territorio nazionale e anche all’estero. Utile per chiarirsi alcuni dubbi e farsi un’idea della situazione attuale e di quello che ci aspetta...

Ecco il link della pagina in cui potrete assistere a parte della trasmissione:

http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&id=2256

A mio parere è un servizio svolto egregiamente, in alcuni punti anche molto toccante, in altri incredibile... consiglio vivamente di mettersi a disposizione poco meno di un’ora del proprio tempo per guardarlo.

Fatemi sapere cosa ne pensate...

giovedì 3 aprile 2008

"The Rubbish Diet" - una sfida che tutti dovrebbero accogliere!

Accettare una sfida con noi stessi, provare a cambiare le nostre abitudini, dal mangiare, al fare la spesa, a ridurre la quantità di rifiuti e all'intraprendere numerosi altri gesti quotidiani è quello che tutti noi dovremmo fare subito!

Non lontano dal nostro paese si stanno già attivando persone semplici, comuni e stanno rendendo ogni gesto della loro vita quotidiana un atto eroico. Questo è quello che sta facendo Karen, ovverosia Almost Mrs. Average, del blog "The Rubbish Diet", insieme alla sua famiglia. Abita nel Regno Unito, esattamente nel Suffolk dove è stata avviata un'iniziativa rivolta a tutti gli abitanti del distretto di St Edmundsbury. Si tratta di provare, per una settimana a ridurre la propria spazzatura a zero.

La nostra amica si è impegnata cominciando da oltre un mese prima della settimana in cui veramente è riuscita a gettare nel suo secchio della spazzatura solamente un cerotto che si era staccato dalla sua mano! ho seguito la sua sfida appassionatamente, e ho capito che si può veramente ridurre la spazzatura, cambiando le proprie abitudini. Certo, la raccolta differenziata ha aiutato, così come il compostaggio in casa, e gesti come rifiutare le buste di plastica per la spesa, ridurre gli sprechi, utilizzare prodotti biodegradabili e indistruttibili, eliminando l'usa e getta completamente. Tutto ciò ha fatto di lei un esempio da imitare, specialmente per noi italiani, che facciamo dello spreco un vanto.

La gentilissima "signora nella media" mi ha chiesto più volte di mandarle un resoconto della situazione italiana sulla spazzatura, il che per me è stato davvero difficile. Ma non mi sono tirata indietro. Dopo giorni di lavoro ho "scattato una fotografia" dell'Italia, dei nostri costumi poco attenti, della gestione dei rifiuti che non va. La situazione è stata riportata da me sotto un punto di vista strettamente personale, con spunti tratti da trasmissioni televisive e giornali che hanno a lungo parlato di questo problema e che adesso come sempre rischia di essere dimenticato. Non l'ho fatto per fare cattiva pubblicità (i giornali di tutto il mondo ne hanno già parlato abbondantemente), ma quello che ho scritto è la voce di una semplice persona che non si arrende ad uno stato di cose e che vuole scuotere un po' le coscienze, quello che sto cercando di fare nel mio blog.
Oggi il resoconto è sul blog di Mrs. A, in inglese potete leggerlo a http://therubbishdiet.blogspot.com/2008/04/more-landfill-issues-waste-problems-in.html.
Mi piacerebbe scambiare opinioni a riguardo!
A presto e thank you so much Mrs. Average!!!

mercoledì 6 febbraio 2008

Permettete una parola...

"Napoli... l'emergenza dei rifiuti continua..." ormai una frase consueta nei telegiornali.
È spiacevole sentire come anche all'estero si siano fatti un'ulteriore cattiva opinione di noi italiani.

Qualche sera fa eravamo tre amici ad un pub. Un Irish pub, per festeggiare non solo la vittoria dell'Irlanda nel suo primo incontro del Sei Nazioni di Rugby, ma soprattutto il ritorno di un nostro caro amico da una terra lontana, la Norvegia.
Sapere dalla sua voce che lì la gente ormai ci prende in giro per questa storia dei rifiuti non è per niente bello!

Le etichette ormai non sono più soltanto "mafia", "pizza", "sole" ma anche... "monnezza".
Peccato perché l'Italia è piena di tante altre belle cose! Ma un po' ce lo meritiamo!

E allora prendo spunto da quel personaggio tanto simpatico che faceva capolino nel mitico film "Il Mistero di Bellavista":

"Professò permettete, un pensiero poetico per l'occasione:
'Dall'Alpi alle Piramidi / Dall'Asia ai Pirenei / Dammi la tua monnezza / E ti dirò chi sei!'"

Se permettete anch'io volevo aggiungere un pensiero poetico... l'avevo scritto un anno fa mentre percorrevo la Collatina a Roma, nel mio solito tragitto per andare al lavoro, notando la solita sporcizia ai margini della strada:

"Pensavo fosse un fiore
Invece è un tappo rosso
Nascosto in mezzo all'erba
Felci, rovi e ciclamini.
Pensavo fosse un fiore
Ma era un tappo rosso.
Cosa c'è di più bello
Da mostrare ai tuoi bambini?"

E chest'è!

giovedì 10 gennaio 2008

Il rifiuto dove lo metto, non si sa... mi dispiace ma non c'è posto, per carità!

Come volevasi prevedere il problema dei rifiuti è scoppiato... è accaduto di nuovo in Campania, i fatti di questi giorni sono costantemente all'attenzione dei nostri occhi nei telegiornali e nei media.
Difficile farsi un'opinione a riguardo... di chi sono le colpe? Delle istituzioni? Dell'ecomafia? O degli stessi cittadini? Di noi che non siamo in grado di gestire quello che buttiamo?
Poi ci sono gli scontri e i manifestanti pacifici e la polizia... ma qual è l'obiettivo di tutti?
Nessuno li vuole questi rifiuti... invece loro tornano eccome, tornano nelle nostre terre, in quello che mangiamo, nel nostro sangue.
Allora forse è il caso di iniziare a pensare diversamente. Cosa possiamo fare? Intanto, per non cadere nell'ignoranza informiamoci. E non solo dei fatti che stanno accadendo. Anche e soprattutto di come si può risolvere questo problema.
Le soluzioni ci sono. I rifiuti non possono sparire, ma possono essere ridotti, possono essere riciclati, riusati e senza nessun pericolo per la nostra salute.
Se non ci facciamo un'opinione ora, se non ci istruiamo adesso, come faremo ad avere armi vere per combattere l'ignoranza di chi vuole le discariche, gli inceneritori vicino alle nostre case?
Intanto, per cominciare efficacemente consiglio questo video, estrapolato dal blog Verdenero.
Spero che dentro di voi ci sia la stessa mia rabbia. Una rabbia che si trasforma non in violenza ma in voglia di comunicare e soprattutto FARE nei nostri gesti quotidiani.

Danda