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domenica 26 aprile 2015

Ridurre i rifiuti organici alla fonte? Ce lo chiede la Comunità Europea...


Cari amici del Dandaworld, da tempo volevo riprendere il tema dei rifiuti organici, come già avevo anticipato nella scorsa intervista radiofonica.

Come molti di voi sanno, da anni pratico il compostaggio domestico nel mio giardino con ottimi risultati. Ogni anno ho dell’ottimo compost che va ad arricchire il terriccio dei vasi in cui pianto ortaggi e fiori e nel frattempo ho ridotto drasticamente i rifiuti organici in casa.
Ma più volte mi sono chiesta: quando si parla di realtà di dimensioni molto più grandi come è possibile applicare lo stesso sistema? Certamente alcuni dei comuni italiani attuano la raccolta dei rifiuti organici anche per comunità o strutture che ne producono in grandi quantità, ma questo non avviene sempre e ovunque. Eppure ce lo chiede esplicitamente la Comunità Europea!

Qualche tempo fa ho ricevuto una mail dal Team di Ecodyger che ha dato risposta ai miei dubbi, illustrandomi un sistema tutto italiano di loro invenzione, per ridurre la quantità di rifiuti organici a grandi livelli. Ho approfondito con molto interesse la loro conoscenza e apprezzato moltissimo questa novità che voglio condividere con voi.

Con estrema trasparenza, come nel mio solito modus operandi, vi premetto che quanto seguirà non è frutto di alcuna sponsorizzazione ma semplicemente della mia volontà di trasmettervi tutto quanto di più innovativo ed utile a diffondere la sostenibilità ambientale.
La parola, quindi, ad Ecodyger:





La tecnologia che rigenera i rifiuti organici in risorsa già esiste, Ecodyger
Ecodyger è il nome di una nuova tecnologia ed elettrodomestico nato per ridurre drasticamente i rifiuti umidi-organici (dal 70% fino al 90%) direttamente laddove sono giornalmente generati. Parliamo di ristoranti, mense, hotel, ospedali, case di cura, centri cottura, caserme, supermercati. Il disagio che comporta la produzione di scarto/rifiuto organico è molto alto se si osservano i diversi ambiti coinvolti:
 

- Ingombro di sacchi / contenitori dell'umido e la mancanza di spazi per il loro stoccaggio
- Utilizzo e manutenzione di celle refrigerate/climatizzate
- Cattivi odori e proliferazione di germi e batteri che attaccano il luogo di lavoro
- Fonte di attrazione di animali e insetti nelle aree di stoccaggio dello scarto
- Attività di continua pulizia, ricondizionamento e sanificazione
- Costi per l'onerosa gestione logistica dello scarto nelle strutture






Quello che rimane è una risorsa naturale
Ecodyger oltre a ridurre drasticamente peso e volume, restituisce la poca parte restante sottoforma di vera e propria risorsa naturale che può essere usata in molti modi. Il processo di trasformazione di Ecodyger, brevettato a livello internazionale, produce due residui: uno solido e uno liquido. Il prodotto solido di Ecodyger può essere usato come fertilizzante naturale, avente stesse caratteristiche del compost. Privo di cattivi odori, germi e batteri, può essere conservato per settimane e mesi in poco spazio. Il prodotto liquido può essere scaricato in fognatura come avviene normalmente per lavatrici e lavastoviglie.
 

Obiettivo: cancellare milioni di tonnellate di rifiuti
Nella sola Europa, vengono prodotti ogni anno oltre 252 milioni di tonnellate di rifiuti. Di questi il 35% sono rifiuti organici! Da qui si capisce perché la Direttiva Europea sulla gestione dei rifiuti (2008/98/CE) chieda a tutti i paesi membri di legiferare per iniziare a favorire tutte le forme di prevenzione e riduzione alla fonte ed a seguire riciclo e recupero di altro tipo dei rifiuti che non si riesce a ridurre. Se solo tutti i paesi europei utilizzassero Ecodyger, riusciremmo a ridurre 88 milioni di tonnellate di oltre il 70-90% con una parte restante riutilizzabile in agricoltura ed attività di giardinaggio e recupero ambientale.
 

Contributo alla Carbon Footprint - riduzione emissioni di CO2
Ecodyger è nato per interpretare la filosofia Zero Waste, per limitare il più possibile le emissioni di CO2.

L’utilizzo di Ecodyger ha quindi un forte impatto sulla Carbon Footprint. Il motivo è molto chiaro: si evita/limita la raccolta, il trasporto e il conferimento tradizionale dei rifiuti.
 

Per utilizzo commerciale e domestico
Ecodyger permette di risparmiare in tasse, laddove già previsto dagli enti nazionali e locali, ma non solo. Riduce drasticamente l’utilizzo dei sacchetti dell’umido ed i continui spostamenti di sacchi e bidoni nelle strutture.
Ecodyger è già disponibile nella versione Professionale per tutte le attività commerciali citate.
Il team di ricerca e sviluppo sta ultimando i test sulla nuova versione, più piccola e pensata per un utilizzo domestico e piccole attività commerciali come bar e snack-bar. A breve sarà disponibile sul mercato con forme e dimensioni pensate per questa tipologia di utenti.
 

Ricerca, sviluppo e produzione Made in Italy
Ecodyger è nato da un gruppo di startupper italiani, residenti sul lago Maggiore, quindi un’idea tutta made in Italy frutto di una lunga ricerca e sviluppo durata oltre tre anni.
Per comprendere la professionalità e la difficoltà richieste dal progetto, basti pensare che è coordinato da un ingegnere chimico nucleare esperto di comportamento dei materiali organici coadiuvato dal lavoro di un fisico della materia.

Premio all’innovazione

Proprio grazie all’elevata innovatività, la tecnologia Ecodyger è stata già premiata nell’autunno del 2012 con lo UK-Italy Nautical Innovation Award attirando l’attenzione della camera di commercio inglese.

 

Dietro ad Ecodyger c’è la passione per l’innovazione di Davide e Francesco Paolillo. Già operanti nel settore metalmeccanico, con una lunga esperienza nel mondo degli elettrodomestici e automazione.
Per approfondimenti potete consultare il sito www.ecodyger.com.

Dear Dandaworld friends, since a long ago I wanted to take up the topic of organic waste, as I mentioned in the previous radio interview.As many of you know, I do home composting in my garden with excellent results. Every year I have excellent compost that enriches the soil in the pots to plant vegetables and flowers and in the meantime I drastically reduced the organic waste at home.But many times I asked myself: is it possible to do the same in much larger situations? Of course in Italy some municipalities already recycle organic waste deriving from communities or structures that produce it in large quantities. But this does not happen anytime and everywhere while the European Union compels it! Some time ago I received an email from Ecodyger Team that gave answer to my doubts, describing a system designed in Italy, to reduce the amount of organic waste to great levels. I was very interested and absolutely loved this news I want to share with you.With extreme transparency, as in my usual way to do, I state that what will follow is not the result of any sponsorship but simply my desire to share with you all the most innovative and useful tip to spread environmental sustainability.So let's discover Ecodyger:


Appliance that transforms waste into compost, Ecodyger 
Ecodyger is a new household appliance that reduces the wet waste from 70% to 90%. It also converts organic waste into a resource that can be used in many ways. The transformation process of Ecodyger produces two residues: one solid and one liquid. The solid product of Ecodyger can be used as natural fertilizer, said compost. It is also devoid of bad odors and without germs and bacteria. The liquid product can be discharged into the sewer as with washing machines and dishwashers. 

Objective: to delete 88 million tons of waste
Every Year Europe produces 252 million tons of waste. The 35% is organic waste, 88 million tons. If all Europeans were using Ecodyger, we could produce 88 million tons of wet waste less and we would have 8 tons of high quality, 100% natural fertilizer. Using Ecodyger has a strong impact on the carbon footprint, because it avoids the collection, transport and disposal of waste. Ecodyger was born interpreting the Zero Waste philosophy, to limit as much as possible CO2 emissions.
For companies and households
Ecodyger helps saving in taxes and organic waste bags. Ecodyger today is available in the Pro version, designed for those who produce large quantities of organic waste, such as restaurants, hotels, canteens and supermarkets. The team is completing tests on a smaller version dedicated to families in these months, with the aim to launch it on the market soon.
Technology Made in Italy with world patent awarded
Ecodyger was born from a group of startuppers based in Italy’s Lake Maggiore area. It is an idea and a product made
​​in Italy, the result of a research that lasted more than three years. The nuclear engineer who leads the development is an expert in chemical behavior of organic material and is supported by a plasma physicist.
Ecodyger technology has already won in 2012 the UK-Italy Nautical Innovation Award, thanks to innovation and technology. Moreover, the Ecodyger technology is under worldwide patent. Il Sole 24 Ore, Italian Economical Newspaper, has selected Ecodyger as one of the best technologies that allows the recycling of organic waste at home.
Ecodyger is the result of the idea and execution of Davide and Francesco Paolillo. Already operating in the field of fully equipped appliances, the brothers Paolillo have in the past worked with large companies such as Whirlpool, Smeg and Kartell.
You can find all information about Ecodyger on www.ecodyger.com.
 

lunedì 7 aprile 2014

Paola & Kia, vegan per amore, compostatrici per passione! / vegan for love, composter for passion!



Da tempo avevo in mente di scrivere una recensione del libro che avevo ricevuto a Natale in regalo, “La mia vita a impatto zero” (Mondadori 2012). Il tempo che ho impiegato a leggerlo sarebbe stato anche meno, se non fosse per i pochi e concentrati momenti che dedico alla lettura dei libri, essendo quasi sempre davanti ad uno schermo.
Ma quando ho terminato la sua lettura, mi è sembrato naturale prendere in mano, e mettermi a sfogliare, un grazioso libricino, Dalle bucce nascono i fiori (Terre di Mezzo Ed. 2013).
For a long time I was planning to write a review for the book I received as a gift at Christmas, La mia vita a impatto zero (trad. “My Zero Impact Life” - Mondadori 2012). The time it took to be read would have been even less if it were not for the few and concentrated moments I dedicate to read books, being almost always in front of a screen.
But when I finished reading it, it seemed natural to take in hand and browse a lovely little book,
Dalle bucce nascono i fiori(trad. “From veggie scraps to flowers” - Terre di Mezzo Ed. 2013).

Questi due libri non sono scritti dalla stessa persona ma hanno un “filo di seta” che collega le due autrici, Paola Maugeri e Carmela Giambrone (conosciuta in rete col nome di Kia). Comincerò a parlare prima di quest’ultima.
These two books are not written by the same person but they have a “silk thread” that connects the two authors, Paola Maugeri and Carmela Giambrone (known online under the name of Kia). I am beginnig to tell you before about this last one.

Conosco Kia dal 2011, quando iniziava a diffondere tramite il suo blog i suoi esperimenti di autocostruzione di una compostiera da balcone. Da buone colleghe blogger ci scambiavamo commenti ed elogi ed io ero entusiasta di questa sua“sfida”: avendo già da tempo intrapreso il compostaggio domestico nel mio giardino, e illustrando il compostaggio in alcuni workshop con Mani Tese, in giro per la mia città, molte persone mi esponevano i loro dubbi sulla possibilità di praticare il compostaggio anche sul proprio balcone.
Bene, Kia aveva già la risposta a tutti questi dubbi. Ha collaudato una compostiera da balcone fai-da-te facile da realizzare, mettendo a disposizione di tutti il suo know-how in rete e attraverso i suoi laboratori. Col tempo è diventata un’esperta di compostaggio, tanto da spiegarne abilmente e in modo molto semplice e convincente nel suo libro “Dalle bucce nascono i fiori”, il processo naturale, la tecnica e i segreti per ottenere un meraviglioso compost, potendo così da vita ad un orto/giardino sul balcone di casa, senza alcun fastidio per sé e per i vicini.
Poche pagine per pochi concetti fondamentali e per pochi gesti che, se praticati quotidianamente come tutte le abitudini che abbiamo da sempre, sono semplici e addirittura divertenti e fanno bene, molto bene all’ambiente!!!
I know Kia since 2011, when it began to spread through her blog her experiments on DIY compost bin for balconies. As good fellow bloggers we exchanged comments and praises, and I was excited about her “challenge”, doing since long home composting in my garden and explaining it through some composting workshop with Mani Tese, around my city, where many people showed their doubts about the possibility of practicing composting even on their own balcony.
Well, Kia already had the answer to all these questions. She proved to make a do-it-yourself compost bin for balcony easy to build, providing all its know-how in the web and through her own workshops. Over time she has become an expert in composting, so skillfully to explain – in a very simple and convincing way in her book “Dalle bucce nascono i fiori” – the natural process, techniques and secrets to get a wonderful compost, allowing yourself to have an orchard/garden on the balcony of your house, without any discomfort for yourself and your neighbors.
A few pages for a few basic concepts and a few gestures which – if practiced daily as all the habits we have – are always been simple and even fun. Habits that are very good for you and environment!

Ma cosa lega Kia alla più nota Paola Maugeri?
Per me Paola è stata una vera sorpresa... me la ricordo ancora come conduttrice di Videomusic – e MTV poi –, io che dal ’95 mi sono sempre interessata alla musica attraverso una particolare passione, avendo fondato e poi gestito con altre persone, prima il fan club e poi il sito italiano dei Cranberries.
Ho sempre apprezzato il suo modo di porsi al pubblico così genuino e schietto, libero dagli standard – di cui purtroppo l’industria musicale è piena –, ma non avrei mai immaginato, a distanza di tanti anni, di poter sfogliare un suo libro e di apprezzarla nuovamente e maggiormente sotto una nuova veste, quella di vegana e paladina dell’impatto zero!!!
Che poi suona male la parola “paladina”, perché nel suo libro, “La mia vita a impatto zero”, non usa affatto mettersi su un piedistallo! Infatti mi aspettavo uno dei soliti “manuali” su come ridurre il proprio impatto sull’ambiente, facendo questa o quell’altra cosa.
Avevo già visto le puntate della serie, con titolo omonimo al libro, nella trasmissione “E se domani” e mi aspettavo di trovare fra le righe del testo più o meno lo stesso contenuto, invece questo libro per me è stata un’autentica sorpresa!
Paola ci parla della sua vita a impatto zero – o “quasi zero”, come poi specifica dopo –, attraverso le sue esperienze, memorabili ma anche dolorose, attraverso i suoi ricordi che profumano di Sicilia – anche per via delle golose ricette vegane che chiudono ogni capitolo –, attraverso i suoi incontri con personaggi famosi del mondo della musica – e non solo! – , regalandoci delle vere perle e facendoci scoprire l’intensità e la passione con cui condisce ogni suo momento di lavoro e di vita quotidiana.
Leggere questo “viaggio nella sua vita” mi ha fatto capire che non bisogna dare mai nulla per scontato, che bisogna avere un grande coraggio, che talvolta bisogna lanciarsi, chiudendo gli occhi, per raggiungere un obiettivo, che sia l’impatto zero o un provino, o un tango improvvisato...
La sua è un’ode alla vita, urlata al mondo con la grinta di una vera rocker e sussurrata in un orecchio come la voce di una madre al suo bambino.
Davvero un libro che fa bene al cuore, non solo all’ambiente!!!
But what is the bond between Kia and the better known Paola Maugeri?
Paola was a real surprise to me ... I still remember she as host of Videomusic – and MTV then –, as since ’95 I have always been interested in music through a particular passion, having founded and then managed with other people, the fan club and then the Italian website of The Cranberries.
I've always liked the way she shows herself to the public so genuine and sincere, free from the standards – which, unfortunately, the music industry is full – but I never imagined, after all these years, to read a book of hers and love her again and more under a new guise, that of a vegan and a zero impact champion!
But the word “champion” sounds bad, because in her book, “La mia vita a impatto zero”, she doesn’t use to put herself on a pedestal! In fact, I was expecting one of the usual “guide” on how to reduce your impact on environment, doing this or that thing.
I had already seen the episodes of the series, with the same title of the book, the TV show “E se domani” and I expected to find between the lines of the text more or less the same contents. On the contrary this book for me was a real surprise!
Paola tells us about her
zero impact life – or “almost zero”, as she specify after in the book – through her memorable but also painful experiences, through her memories with a scent of Sicily – also because of the delicious vegan recipes that close each chapter – through her meetings with celebrities from the music world – and not only! –, giving us true pearls and letting us discover the intensity and passion with which she seasons every moment of work and everyday life.
Reading this
journey in her life made me realize that you should not take anything for granted, that you must take great courage, that sometimes you have to jump and close your eyes to achieve a goal that could be the zero impact, an audition or at least an improvised tango ...
Hers is an ode to life, screaming to the world with the strength of a true rocker and whispered in a ear as the voice of a mother to her child.
Truly a book that is good for the heart, not just for the environment!

P.s.: Ooops non vi ho più detto perché Kia e Paola sono collegate fra loro... allora andate a scoprirlo voi!!! ;) Siete appena in tempo perché è già uscito il nuovo libro di Paola, Las Vegans... non vedo l’ora di averlo con me!!!
PS: Blimey, I did not tell more how Kia and Paola are connected to each other ... so go and find out yourself! ;) You are just in time for Paola’s new book which is already in bookshops, Las Vegans ... I cannot wait to have it with me!


sabato 22 gennaio 2011

Bentornati su Dandaworld! / Welcome back to Dandaworld!

Siamo nel 2011! E auguro a tutti che sia cominciato nel migliore dei modi!
Per me è cominciato “col botto”… nel senso che prima o poi scoppierò per i miei tantissimi impegni che sono riusciti ad occupare anche il mio tempo libero!
Scusate, infatti, la mia assenza. Ma non mi sono dimenticata di voi.
Anzi vi ho pensato spesso e sono stata assalita da una marea di rimorsi per il pensiero di voler comunicarvi tante cose e non avere il modo e il tempo di farlo.
Però, invece di raccontarvi il perché, vorrei cogliere l’occasione per rianimare un po’ il blog e proporvi diversi spunti da approfondire, un po’ per volta, magari per conto vostro.
We are in 2011! And I wish that everyone has begun in the best way!
For me it started “with a bang” ... in the sense that sooner or later I’ll break out for my many commitments managing to occupy my spare time too!
So sorry for my absence. But I have not forgotten you.
Indeed I often thought of you and was assaulted by a wave of remorses for wanting to tell you many things and not have the time to do so.
But instead of telling you why, I would like to take this opportunity to give a new life to the blog and suggest some avenues to be explored dribs and drabs, maybe your own.


Comincio innanzitutto col salutare e ringraziare vecchi e nuovi amici.
I’ll begin to greet and thank old and new friends.

Innanzitutto Compost John, che direttamente da York, UK, ci incoraggia e ci guida alla pratica del compostaggio domestico. È approdato al mio blog nei commenti a questo mio vecchio post – nella discussione su cosa è compostabile – e ho scoperto che è una persona in gamba, che non si arrende di fronte alle difficoltà che una vita eco-sostenibile può comportare. Ma ho ancora molto da scoprire su di lui. Seguitelo con me sul suo attivissimo blog Low Carbon Lifestyle (in inglese)!
First Compost John, directly from York, UK, who encourages us with the practice of home composting. He came trough my blog in comments to this old post – the discussion on compostable things – and I discovered that he is a smart person, who does not surrender in front of difficulties that a eco-sustainable life can bring. But I still have much to know about John. Follow him with me on his very active blog Low Carbon Lifestyle (in English)!

Poi volevo congratularmi con la cara Mrs. Green di Myzerowaste.com, il cui successo, nel tentativo di ridurre al massimo i rifiuti di tutta la sua famiglia, è sbarcato fin qui in Italia, sulle pagine del giornale La Repubblica. La notizia ha colpito in maniera impressionante gli italiani e di lei e della sua meravigliosa famiglia si continua a parlare sui social network. Pensate che i miei amici di Facebook mi hanno proposto di continuare la sfida intrapresa più di un anno fa e di impormi come nuovo obiettivo il risultato della famiglia Strauss, cioè solo un sacchetto di spazzatura in tutto l’anno.
Bene, devo dire che l’impresa è abbastanza ardua, ma non mi spaventa più di tanto.
Vedremo. Intanto è davvero importante continuare a guardare avanti per scoprire che non è impossibile ridurre i propri rifiuti.
E bravi i nostri amici d’oltremanica, continuate così!
Then I wanted to congratulate with the dear Mrs. Green at Myzerowaste.com, whose success in an effort to minimize waste with of all her family, landed right here in Italy, on the pages of the newspaper La Repubblica. The impressive news hit the Italians and social networks are still talking about her wonderful family. Just think that my Facebook friends proposed me continuing the challenge taken over a year ago, with a new aim: the result of the Strauss’s challenge, that is only a bag of trash throughout the year.
Well, I must say that the aim is difficult enough, but it doesn’t scares me so much.
Let we see. Meanwhile, it is very important to continue to look forward, discovering that it is possible to reduce our waste.
And well done to our friends across the Channel, keep it up!


Un’altra persona che vorrei ringraziare per la sua costante attenzione al problema degli sprechi energetici è Riccardo, di Wutel.net, che mi ha anticipato in un argomento per me abbastanza spinoso. Quello dei consumi dei decoder digitali.
Come tutti gli italiani anche io e Irish abbiamo dovuto switchare al digitale terrestre, nello scorso dicembre.
Siamo andati alla ricerca di un decoder da collegare al nostro televisore LCD di cui eravamo già in possesso, ma non usavamo per la presenza in casa di uno a tubo catodico – quest’ultimo è al momento parcheggiato su un mobile in attesa di essere riutilizzato solo in collegamento al DVD recorder, quando vorremo vederci i nostri DVD, lungi da noi dal buttarlo via! –.
Insomma, abbiamo dovuto cambiare già una volta il decoder. A parte gli svariati motivi tecnici – cattivo funzionamento, impossibilità di registrare i programmi – eravamo caduti in una trappola finto-ecologica. Sulla scatola c’era in bella vista un marchio che vantava la caratteristica di risparmio energetico della scatoletta. E invece… abbiamo scoperto che il decoder non aveva pulsante di spegnimento e doveva restare perennemente in stand-by, pena la de-sintonizzazione dei canali memorizzati.
Che rabbia! Vi immaginate l’aumento di consumo energetico che avremmo visto in bolletta?
Abbiamo, poi, notato che tutti gli apparecchi recanti un simbolo di risparmio energetico, sono privi di pulsante di spegnimento!
Per fortuna, poi ne abbiamo trovato uno, senza marchi truffaldini e con pulsante on/off. Ma per essere certi che l’apparecchio, anche da spento non consumasse – e infatti da spento manda un sibilo strano – abbiamo collegato tv e decoder, insieme ad altri apparecchi ad una bella ciabatta con pulsante, così come consiglia il nostro Riccardo.
Consiglio vivamente di leggere il suo articolo sui consumi dei decoder per rendervi conto che questa diavoleria del digitale costerà alle famiglie italiane una spesa energetica molto maggiore di quanto non si pensasse!
E attenzione, per chi di voi deve ancora acquistare questi marchingegni!
Another person I want to thank for his constant attention to the problem of energy wastage is Riccardo, at Wutel.net, which told in advance a thorny issue for me. The energy waste of digital decoders.
Like all Italians Irish and me had to switch to the DTTV signal, last December.
We went looking for a decoder to be connected to our LCD TV, which we already have, but we did not use due to the presence in the house of a CRT one – the latter is currently parked on a table, waiting to be reused in connection with the DVD recorder… far be it from us by throwing it away! –.
In short, we have already had to change the decoder once. Apart from many technical reasons –malfunction, inability to record programs – we had fallen into a trap-fake label. The box had clearly a label that boasted the characteristic of energy-saving of the decoder. But ... we found that the decoder didn’t have the on/off button and had to remain permanently in stand-by, otherwise the de-tuning of channels.
Blimey! Can you imagine the increase in energy consumption that then we would saw in bill?
Then we noticed that all units bearing a energy saving symbol, had no switch-off button!
Fortunately, then we found one without that label and with the button. But to be sure that the equipment would not even consume energy when turned off – it sends a strange hissing sound – we connected TV, decoder and other equipments to a beautiful extension cable with button, so as recommended by our Riccardo.
I highly recommend reading his article on the energy consumption of decoders, realizing that this digital deviltry will cost to Italian families much more than we thought in terms of money and environment!
And please, pay attention if you have yet to buy these gadgets!


E dopo aver salutato questi amici blogger, vorrei farvi aprire gli occhi su un problema che sento moltissimo.
Sapete tutti ormai che il 2011 è l’anno in cui, qui in Italia, è finalmente scattato il divieto dell’uso delle sportine di plastica!!!
Ma… siamo sicuri che tutti stiano seguendo le direttive?
Io non sono molto convinta. Mi è bastato fare un giro per il mercato di Rimini… ho visto buste di plastica ovunque! Persino i negozi continuano a rifilarle.
And after saying hello to these friends blogger, I want you to open your eyes to a problem that I feel a lot.
You all know by now that 2011 is the year, when, here in Italy, the use of plastic bags is finally banned!
But ... are we sure that everyone is following the guidelines?
I am not very sure. It was enough for me to have a walk trough the market in Rimini... I saw plastic bags everywhere! Even in the shops.


Ma non è tutto: bisogna stare in guardia. Ci sono in giro già da parecchio delle buste che a prima vista non hanno nulla di diverso da quelle che sono state vietate, ma vengono presentate come biodegradabili. Si tratta del vecchio polietilene a cui sono stati aggiunti degli additivi che ne accelerano la degradazione. Viene chiamato ECM biodegradabile.
Ve ne faccio vedere qui due esempi:
But that’s not all. You have to be on guard. There are around some bags that at a first look have nothing other than those banned, but are presented as biodegradable ones! It is the old Polyethylene with additives that accelerate the degradation. It is called ECM biodegradable.
Here I show two examples:



Cosa c'entra la compostabilità
con la plastica contrassegnata con il n. 2?
E il green dot?


Sembra che questo tipo di plastica non sia affatto compatibile con la raccolta dei rifiuti organici come dicono. Il PE – che fra l’altro è un derivato dal petrolio e, quindi, faremmo meglio a utilizzarne il meno possibile – non si degrada nel tempo previsto dagli impianti di compostaggio.
It seems that this type of plastic is not compatible with the organic waste collection as they say. The EP – which, among other things, is derived from oil and, therefore, we shold use as little as possible – does not degrade in time according to composting plants.

A questo autorevole link, poi, potete trovarne la notizia che conferma i miei sospetti.
At this authoritative link you can find the news that confirms my suspects.

Quindi la mia raccomandazione è di portarsi sempre dietro le borse riutilizzabili in tela o in qualsiasi altro materiale durevole! E chi ha la fortuna di avere un esercizio commerciale potrebbe magari aderire all’iniziativa di Porta la Sporta!
Ma questo è un altro argomento di cui tornerò presto a parlarvi!
So my recommendation is to always carry the reusable bags made in canvas or other durable materials! And who have a business might be careful on these eco-fakes and maybe join the initiative of “Porta la Sporta”!
But that is another topic that I will come to tell soon!

mercoledì 20 maggio 2009

Due righe per dirvi che... / Few words to say that...

Ciao a tutti! / Hi everybody!
Lascio qui poche righe solamente per dirvi che ci sono!
In questi giorni sono un po' impegnata, arriva l'estate e qui diventa tutto più complicato... ci sono tante cose da fare, il giardino a cui badare (vi farò vedere presto le novità) e iniziano ad arrivare visite...
I leave here a few words to say that I'm here!
These days I'm quite busy, summer is at the doors and everything is going to be more complicated... there are plenty of things to do, the garden to cure (I'll show soon the news) and some visitors are just arriving...

Spero di trovare il tempo per scrivere, sempre che voi siate ancora lì a leggere... o... andate al mare anche voi? Beh, con questo caldo è sicuramente preferibile passare le giornate all'aperto che davanti al computer.
I hope to find the time to write, even that you are still reading there... or... are you going to the seaside? Well, with this hot weather it's surely better to spend the time outdoor than in front of the pc.

Ma se proprio proprio siete pigri allora vi lascio con un link che vi darà la possibilità di sfogliare l'album con le foto del fine settimana trascorso a Narni, come vi avevo promesso.
But if you're proper lazy then I leave you a link to the chance of unfolding the photo album with pictures from the weekend spent to Narni, as I promised.

E, per finire, sempre da Narni vi lascio due foto: un bidone della raccolta differenziata porta a porta, per testimoniare che, sia pure con difficoltà durante i giorni di festa, qualcuno si impegnava e una mia foto ritratta allo stadio comunale, dove si è tenuta la Corsa all'Anello... non badate alla bandierona di uno dei nostri avversari, ma focalizzate l'attenzione sugli oggetti che ho in mano: un bicchiere tascabile e riutilizzabile e una bella borraccia con acqua fresca dell'acquedotto narnese! Niente bottigliette e bicchieri di plastica, come promesso! Visto? ;)
And, at last, even from Narni I leave you a pair of photos: a brown bin for doorstep recycling, to prove that, even in those days of feast, someone was attempting at it, and then a photo of me, at the municipal stadium, where the Corsa all'Anello tournament was happening...
don't look at the big flag of one of our rivals behind me, just focus on the objects in my hands: a reusable pocket cup and a nice reusable bottle with fresh water of the aqueduct of Narni! No disposable plastic cups and bottles, as I promised! Did you see? ;)



lunedì 30 marzo 2009

“Non c’è trippa per gatti” dicono a Roma! / ‘There’s no tripe for cats’ they said in Rome

Questo non è un post sui modi di dire romaneschi, ma uso questo detto solamente perché rappresenta bene una situazione in cui i ‘gatti’ siamo noi, quei cittadini che vorremmo fare una raccolta differenziata come si deve, e la ‘trippa’ (che, anche se a me non piace, è un cibo succulento per i felini) in questo caso sarebbe un adeguato sistema di raccolta dei rifiuti…
E ora racconterò il perché di questo strano paragone.
This is not a post about how to say in Roman dialect, but I use this saying only because it well represents a situation where the ‘cats’ are us, those citizens who would like to recycle as it should be, and the ‘tripe’ (which food is succulent for cats, even if I do not like it) in this case would be a proper system of waste collection...
And now tell you why this strange comparison.


Giovedì scorso c’è stato un ennesimo incontro – un’apprezzata iniziativa organizzata dal Comune di Rimini – tra i cittadini dei quartieri e delle frazioni della città, (in questo caso il quartiere 5), e i tecnici della raccolta differenziata della municipalizzata locale che gestisce lo smaltimento rifiuti. Non vi dirò tutto quello che è successo perché ultimamente il rapporto tra le due parti è molto in tensione a causa dell’ampliamento dell’inceneritore di cui si occupa lo stesso ente.
Last Thursday there was yet another meeting - a popular initiative organized by the Comune di Rimini - between citizens of the districts and villages of the city (in this case, the district 5), and the technicians of the waste recycling service which operates as for the local waste disposal. I won’t tell you everything happened because recently the relationship between the two parts is in tension due to enlargement of incinerator in which the same body deals.

Ma mi piacerebbe esprimere il mio disappunto per quanto riguarda il progetto illustrato da Hera per la raccolta domiciliare dei rifiuti nella fascia turistica di Rimini.
È questa una fascia che interessa la mia abitazione. Qui, per i tre mesi estivi la vita tranquilla degli abitanti è a dir poco sconvolta dall’afflusso turistico, che, è vero, porta vivacità e ricchezza alla città, ma allo stesso tempo, e mi dispiace ammetterlo, porta spesso disordine e noncuranza dell’ambiente. Così d’estate si vedono più spesso i cassonetti stradali traboccanti di rifiuti di ogni tipo, mischiati anche dove andrebbero invece differenziati. A volte i rifiuti sono lasciati fuori, per strada e spesso nei pressi dei punti di raccolta gli odori non sono proprio gradevoli. E che dire delle sagre e delle feste come la fantomatica “notte rosa”?
But I would like to express my disappointment in the illustrated project by Hera home for the collection of waste in the tourist ‘belt’ of Rimini city.
In this belt there’s my house. Here, for the three summer months the peaceful life of the inhabitants is, to say the least, shocked by tourists who, it is true, bring liveliness and richness to the city, but at the same time, and I regret to admit it, often bring disorder and carelessness. So in summer you can see more often on the road trash bins overflowing waste of all kinds, even mixed where they should be separated. Sometimes waste is left out, often on the street and around the collection points smell aren’t pleasing. And what about the festivals and celebrations such as the elusive ‘Pink Night’?


Inoltre, la fascia turistica, che è individuata a ridosso della ferrovia, verso il mare, è costellata di numerosissime strutture alberghiere che spesso non sanno come gestire i rifiuti (e a volte non ne hanno neanche voglia, come abbiamo avuto modo di ascoltare dai presenti alla riunione). Tuttavia, da un paio d’anni queste sono state obbligate a fare la raccolta differenziata di vetro, organico, carta e imballaggi leggeri (plastica, alluminio e acciaio).
In addition, the tourist belt, which is located close to the railway, towards the sea, is dotted with numerous hotels that often do not know how to manage the waste (and sometimes don’t even want, as we heard from people attending the meeting). However, a couple of years ago hotels were been obliged to make the separate collection of glass, organic, paper and lightweight packaging (plastic, aluminium and steel).

A partire poi dalla scorsa estate, noi residenti, che inizialmente avevamo solamente i bidoni stradali di vetro e carta oltre quelli dell’indifferenziata, abbiamo potuto gioire per l’attivazione della raccolta degli imballaggi leggeri con nuovi bidoni gialli lungo i nostri viali.
Starting then from last summer, we, the residents, –who initially had only on the road recycling bins of glass and paper over those of unrecycled – were able to rejoice in the activation of the collection of light packaging with the new yellow bins along our paths.

Quando è stato annunciato dai media che sarebbe stato attivato un sistema di raccolta domiciliare, abbiamo accolto la notizia come un progresso straordinario! Chi come me ha a cuore questo problema, sa che questo sistema è l’unico in grado di risolvere in maniera drastica problemi come abbandono ed eccessiva produzione di rifiuti ed errori di conferimento nei cassonetti con compromissione del materiale da riciclo!
Oltre a questo, poi, ultimamente, eravamo venuti a sapere, della proposta di chiudere il coperchio dei bidoni con un sistema a serratura con chiave. Questo sistema, ad ogni modo, secondo me, è abbastanza controverso nella nostra situazione, perché va associato ad una meticolosa campagna informativa e seguito da una riduzione della tariffa sui rifiuti (argomento per ora ancora non affrontato).
When it was announced by the media that a doorstep waste collection system would be activated, we welcomed the news as extraordinary progress! Anyone who has this problem to heart, knows that this is the only system capable of tackle problems such as drastic abandonment and excessive production of waste and errors in throwing in bins with the compromising of recycled material!
Besides this, then, ultimately, we came to know of the proposal to close the lid of the bins with a lock with a key. This system, however, in my opinion, is quite controversial in our situation, because it should be associated with a meticulous recycling campaign and followed by a reduction of the tariff on waste (subject not yet addressed for now).


Nonostante l’entusiasmo iniziale con cui ci siamo recati a questa riunione pubblica, contenti di conoscere il nuovo progetto, siamo invece definitivamente rimasti molto delusi, man mano che ci sono state illustrate le modalità.
Despite the initial enthusiasm with which we went to this public meeting, happy to hear of the new project, we were instead permanently very disappointed, as we were shown how.

La zona turistica, infatti, è stata suddivisa in due zone parallele alla costa, dove la raccolta domiciliare avverrà in modi diversi. Nella fascia più a ridosso del mare (in pratica tutti gli edifici delle utenze domestiche che si affacciano sul lungomare) saranno consegnati, casa per casa, nelle unità abitative sotto i quattro appartamenti per stabile, due bidoni da 30 litri per la raccolta di vetro e indifferenziato e due tipi di sacchi per la raccolta di carta e degli imballaggi leggeri. Mentre, per quanto riguarda la fascia interna fino alla ferrovia (che è quella che ci riguarda personalmente), sarà consegnato il solo bidone grigio, sempre da 30 litri (!) dei rifiuti indifferenziati.
The tourist area, in fact, has been divided into two zones parallel to the coast, where the doorstep collection will take place in different ways. In the range closer to the sea (practically all the buildings of households that face on the seafront) will be delivered home to home, in residential units under stable for four apartments, two cans of 30 litres for the collection of glass and undifferentiated waste and two sacks for the collection of paper and light packaging. While, as regards the range until the inner rail (which is the one that affects us personally), will be delivered only the grey bin, always from 30 litres (!) for unsorted waste.

Vi lascio a questo punto riflettere sul mio stato d’animo conseguente…
La mia prima reazione voleva essere quella di alzarmi e andare via dalla sala, ma mi sono trattenuta perché volevo sentire i pareri degli altri presenti. E le reazioni non del tutto positive non sono tardate ad arrivare. Sono emersi tanti dubbi e perplessità sulle modalità, sugli orari, sulle multe, sulla fine che fanno i rifiuti. Gli argomenti non sono stati completamente sviscerati dai tecnici, che hanno risposto affermando comunque la bontà del servizio.
I leave you now reflect on my state of mind resulting ...
My first reaction would be to get up and go away from the hall, but I was detained because I wanted to hear the view points of others. And early reactions, not entirely positive, came. Many doubts and misgivings were revealed about the way how, schedules, fines, and the end of wastes. The arguments weren’t completely eviscerated by the technicians who responded by confirm, however, the quality of service.


Io, personalmente ho fatto il mio intervento chiedendo il perché ancora una volta, la cosa più trascurata in tutto questo sia la raccolta del rifiuto organico!
Ho raccontato ai tecnici che a casa facciamo da tempo ugualmente la raccolta dei rifiuti umidi portando il sacchetto biodegradabile carico (spesso col rischio che si rompa per strada) al di là della ferrovia, dove sono i bidoni marroni. Ho specificato che la quantità di organico che produciamo è nettamente superiore a quella delle altre frazioni di raccolta, come loro stessi hanno confermato nelle slide di presentazione (il 30% di tutto l’ammontare dei rifiuti), e che invece l’indifferenziato che in due produciamo ogni quindici giorni è di soli 8 litri di volume!
I, personally, did my speech by asking why again, the most overlooked in all this is the collection of organic waste!
I told the technicians that at home since a year we collect wet waste indeed, bringing load biodegradable bags (often at the risk that they break in the street) over and above the rail, where there are the brown bins. I specified that the amount of organic waste we produce is much higher that the other parts of the recycling, as they themselves have confirmed in presentation slides (30% of the amount of waste), and I said also that instead the undifferentiated waste we produce in two are only 8 litres of volume every two weeks!


Ci crederete che mi hanno un po’ guardato con stupore? Si capisce! E non ho avuto modo di raccontare loro quanto stia facendo per la riduzione dei rifiuti senza fare grandi sacrifici! Pensate che un signore mi ha obbiettato, erroneamente, che l’organico puzza, per esempio se si buttano gli scarti del pesce. E da esperienza so che non è affatto vero, perché tutti gli avanzi di cibo puzzano se si decompongono in assenza di ossigeno e quindi solo se si raccolgono in modo sbagliato! Ma era chiaro che non c’era modo di farglielo capire. Mi meraviglia che al giorno d’oggi ci siano ancora persone scettiche ad adottare stili di vita più consapevoli per non voler rinunciare alle loro cattive abitudini di sempre!
Do you believe that I was looked with amazement? It is easy to understand! And I did not have the time to tell them how much we’re doing to reduce waste without great sacrifices! Think that a gentleman reproached me, erroneously, that the organic waste smells, for example if you throw scraps of fish. And from experience I know that is not true, because all the leftovers of food smell if they decompose in the absence of oxygen, and then only if you collect in a wrong way! But it was clear that there was no way to make him understand. I wonder today there are still sceptical people who don’t adopt conscious lifestyles because they don’t want to give up their bad habits forever!

Insomma, ho espresso ai presenti tutta la mia preoccupazione: consegnando alle famiglie il solo bidone da 30 litri per la raccolta domiciliare dell’indifferenziato, e venendolo a prelevare tutti i giorni, non si fa altro che disincentivare la raccolta differenziata e si dà, al contrario, la possibilità di buttare più rifiuti che andranno in discarica o inceneritore, invece di avviare la gente a fare meno rifiuti! Ditemi se ho torto!
In short, I expressed to presents all my concern to delivering the families only the 30-litres bin for the collection of unrecycled waste which they’ll draw every day. It discourages the recycling and gives, on the contrary, the possibility of throwing more waste that will go to landfill or incinerator, rather than involving people to make less waste! Tell me if I’m wrong!

Il dibattito acceso si è concluso con l’idea generale che quanto sarà fatto non debba essere un qualcosa di definitivo e io me lo auguro vivamente! Questi incontri con la cittadinanza volevano essere un motivo di confronto, di reciproci suggerimenti. Anche se ho apprezzato enormemente lo sforzo di ascoltare i cittadini da parte delle istituzioni, ho paura che d’ora in poi si farà un passo indietro. E se a questo punto non ci saranno dati gli strumenti per permettere a tutti di riciclare bene i rifiuti, allora ci resta solo la riduzione, se vogliamo raggiungere gli obiettivi prefissati dalla legge.
The debate ended with the general idea that what will be done doesn’t have to be something final and I hope it very much! These meetings with citizens wanted to be a ground for comparison, of mutual suggestions. Although I greatly appreciated the effort to listen to the people by the institutions, but I fear that from now onwards we will do a step backwards. And if the tools to enable everyone to well recycle the waste wouldn’t still be given, then waste reduction only remains, if we want to achieve the aims set by law.

65% di raccolta differenziata entro il 2012
65% recycling by 2012

Quindi rimbocchiamoci tutti le maniche e lavoriamo per mettere a dieta i nostri bidoni, ridurre i rifiuti e riciclare quanto più possiamo e nei modi, ahinoi, disponibili!
So to all of us, get our sleeves and work to make our bin diet, reduce waste and recycle as much as we can and in these available ways, blimey!

martedì 28 ottobre 2008

New entries: Composter & "The Book of Rubbish Ideas"

Sono un po' di giorni che trascuro il blog!  Perdono! Ma la scorsa settimana sono successe così tante belle cose che dovrò recuperare un po' di tempo ed energie per sintetizzarle tutte! 
A few days has passed from the time I started neglecting my blog! Sorry! But last week a lot of exciting things were happened and I have to rescue time and energy to resume everything! 

Bisognerebbe postare per ogni argomento trattato all'interno del convegno dello scorso weekend, che è stato veramente incoraggiante oltre che interessante. Lo farò presto, abbiate solo un po' di pazienza. 
It needs to post for every argument discussed at the meeting of the previous weekend, which was very interesting and very encouraging too. I'll write about it soon, take just a little patience.

Così sono arrivate due novità importanti qui a casa: 
So, two important novelties arrived here at home: 

La prima è, come ho accennato nei commenti scorsi, la compostiera!!! Peccato che sia arrivata in un imballaggio che è già di per sé rifiuto! 
Quella che avevamo preso precedentemente non era molto pratica, perché costituita da un grande sacco forato in PP, difficile da tenere in piedi con poco materiale e poco comodo per girare e prelevare il compost. 
Questo che abbiamo adesso è un vero e proprio bidone in PP, che può contenere fino a 280 litri di compost. Abbiamo deciso dove collocarlo, un posto in giardino che si trova al sole durante le ore del mattino. Ci stiamo documentando su come iniziare correttamente a fare il compost. 
Le istruzioni sono in tedesco, ma su internet si trovano dei siti grandiosi e dei documenti scaricabili che possono aiutarci in questo. Prossimamente, man mano che faremo i primi passi nel mondo del compostaggio, riporterò qui la nostra esperienza. Qualcuno vuole iniziare a compostare con noi? 
The first, as I said in the last comments, is the composter!!! What a sin that it arrived packed with a lot of plastic that is only waste! 
The one we previously bought, wasn't so easy to use, because it consisted in a big PP holed sack, not easy to hold up, when almost empty, and not easy for moving and taking the compost inside. 
This we have now, is a real PP bin, that could contain up to 280 litres of compost. At the moment we decided where to put it, in a place in the garden which is sunny in the morning. We are documenting about how to correctly start composting. 
Instructions are in German language, but on the internet we can find grand sites and downloadable documents which can help us. So, soonest I'll report here my steps of this new experience in the world of composting. Would someone start composting with us?

La seconda novità è che finalmente mi è stato recapitato il libro ordinato su internet "The Book of Rubbish Ideas" di Tracey Smith. Questo libro è un vero aiuto per chi come me vuol iniziare a ridurre sprechi e spazzatura prodotta in casa. Non appena avrò completato la sua lettura vi racconterò cosa ne penso. Intanto un'anteprima del libro la trovate sul blog di Tracey Smith, tra l'altro una meravigliosa persona che Almost Mrs. Average conosce bene! 
The second news is that finally "The Book of Rubbish Ideas", by Tracey Smith, arrives at home by airmail. I ordered it on the web and it is a real help for every people who want to reduce household waste. I must read it before saying my opinion, but, in the meanwhile you can find a preview on Tracey Smith's blog. She is another wonderful person who Almost Mrs. Average well knows!   

Infine sono stata al cinema e mi sono innamorata di un piccolo robottino di nome Wall-e, che in fondo in fondo mi assomiglia molto! :-D Ma questo lo racconterò prossimamente...
At last I went to the cinema and I fell in love with a little robot called Wall-e, who is deeply similar to me! :-D But this I 'll tell you the next time...   

giovedì 6 marzo 2008

Giornata nera

Giornata nera, e non parlo di meteo!
Pronta per andare a gettare nel contenitore marrone dei rifiuti organici il mio primo sacchetto da 5 litri pieno di scarti di cucina, accumulati in cinque giorni, mi allontano da casa. Con la paura che da un momento all'altro si rompa, per il materiale bio di cui è fatto. E mi allontano parecchio, circa 3-400 metri al di là della ferrovia che taglia l'abitato, perché nella zona costiera non ci sono cassonetti per l'organico.
Quindi arrivo alla mia meta, apro il cassonetto e come già qualcuno mi ha fatto notare, dentro, con mio sommo sconforto, c'è di tutto, specialmente plastica che con l'organico non ha nulla a che vedere.
Perciò impreco e provo rabbia non solo per l'impegno a fare la differenziata, a portare i sacchetti lontano da casa... ora la mia preoccupazione maggiore è quella di vedere gli sforzi resi vani da chi non è capace di differenziare e soprattutto da chi la differenziata non la vuole. Buttare la plastica nel cassonetto dell'organico quando quello della plastica è lì accanto è da disonesti!
Manca ancora il senso civico ed anche una migliore organizzazione.
Spero che l'azienda di raccolta dei rifiuti riesca a riparare a questi danni! Qui sì può immaginare la difficoltà della raccolta durante i mesi estivi resi caotici dal turismo, ma per il resto dei nove restanti mesi, dal momento che c'è comunque vita negli stabili della riviera, occorre una raccolta più frequente e più capillare, ma soprattutto un'opera di informazione migliore tra i cittadini.
Io non posso starmene con le mani in mano e cercherò di contattare l'azienda e sensibilizzare chi può far qualcosa, specialmente cercando di diffondere il più possibile l'idea, che ancora non entra nella zucca di tanta gente, che la raccolta differenziata è la soluzione adesso più efficace al problema rifiuti, un problema che riguarda tutti, da nord a sud, ogni giorno.

martedì 4 marzo 2008

Piccole conquiste per grandi soddisfazioni!

Sabato scorso io e il mio ragazzo (per chi non l’avesse capito ancora, colui che si fa chiamare “IrishPeople”) ci siamo armati di buona volontà per recarci, anche noi come tanti, in una “mecca” del consumismo, un grande centro commerciale della zona.
Il sacrificio era mirato, oltre a fornirci delle normali provviste settimanali, anche ad acquistare delle cose che avrebbero reso alcuni nostri obiettivi un po’ più raggiungibili.

Innanzitutto per condurre una vita più sana mi sono cimentata (eh sì perché mentalmente, l’idea di abbandonare la pigrizia, mi è costata parecchia fatica!) nella scelta di una tuta per l’attività ginnica all’aria aperta. Nella mia indecisione di comprare un capo più economico o investire in qualità, ho fatto una bella scoperta: ho trovato degli indumenti di cotone biologico!
Con il prezzo leggermente superiore al normale (meno di 65 euro in tutto per giacca, pantalone e maglia), spero di aver fatto un acquisto utile per me e per l’ambiente. Mi ha fatto un effetto positivo veder entrare anche in una nelle grandi catene di distribuzione dell’attrezzatura sportiva il concetto di ecologicità dei prodotti e rispetto dell’ambiente, notando che, oltre a trovare in cassa delle buste in plastica biodegradabile al 100%, nel mese di Marzo si organizza una sorta di mercatino dell’usato sportivo. Grande idea!

Altri acquisti sono stati rivolti al nostro piccolo giardino che vorremmo rinnovare e vedere un po’ rinvigorito. Piccole piantine di primule, bulbi (speriamo non sia tardi) e fragole, con la voglia di poter cominciare a coltivare un micro-orticello.

Poi nel carrello abbiamo finalmente inserito una bella pattumiera nuova di zecca con due comparti differenziati, uno per i rifiuti organici, l’altro per l’indifferenziato (per gli altri tipi di differenziata siamo già organizzati). Abbiamo pensato che vivere in un comune che raccoglie l’organico per il compostaggio e a casa non farne la raccolta fosse da idioti, e quindi eccoci pronti. Abbiamo quindi fatto scorta di sacchetti in “mater-bi”, completamente degradabili. Adesso, dopo tre giorni di raccolta, umido batte indifferenziato almeno del 50%! Il prossimo passo che vorremmo fare è acquistare una compostiera tutta nostra per il giardino. Per ora ne abbiamo trovate solo di enormi. E non è che nei negozi ci sia gran scelta. Qualcuno ha da suggerire dove posso trovarne nei pressi di Rimini?

Insomma, ora spesso io e lui guardiamo la spazzatura con aria soddisfatta… sembriamo due ebeti, ma che volete fare… queste cose ci fanno stare meglio… in tutti i sensi!