domenica 25 febbraio 2018

Vita da fan dei Cranberries: spiegata a chi pensa sia matta.

"And the daffodils look lovely today..."

Le passioni fanno una persona e non esiste una persona senza passioni. Perché la vita è un complicato intreccio di razionalità ed irrazionalità, di mente e cuore, in cui è molto difficile orientarsi. Questa sono io. Un caleidoscopio di passioni, di sentimenti, di idee in cui io stessa fatico ad inquadrarmi.

Tante persone – compresi voi che mi leggete – mi conoscono per la mia passione per la natura e per la dedizione ad uno stile di vita ecosostenibile. Tante altre – che raramente giungono qui sul blog ma che mi conoscono sui social – sanno della mia altra grande passione, quella verso un gruppo musicale che ha segnato la mia vita da quando avevo 22 anni, i Cranberries.

Un gruppo amato e tormentato per tanti motivi, ma che ha, in ogni caso, scritto la colonna sonora di milioni di persone nel mondo e di cui si è tornato a parlare un mese fa, per la scomparsa di Dolores O’Riordan. Il 15 gennaio 2018 la sua incredibile voce si è spenta insieme al suo gracile corpo. E per me, sì, il mondo si è fermato!

Quella sera, quando una persona di famiglia mi ha dato la notizia, mi si è gelato il sangue, come se metà del mio cuore avesse smesso di battere. Non sto scherzando e non sono pazza (o forse solo un po’). Non è facile trovare le parole per spiegare cosa è successo in quell’attimo e subito dopo. Ma sono più volte stata tentata di dare semplicemente una spiegazione razionale ad una cosa fuori da ogni schema e ho deciso di farlo qui sul mio blog. Per rivelarvi qualcosa in più di me, per dare una giustificazione a tutto questo silenzio, per ricomporre i miei pezzi.

Dolores O’ Riordan per me non era solo la cantante del mio gruppo preferito.
Iniziai a seguire i Cranberries verso la fine del 1994, quando in tv mandavano in onda il video di una bellissima canzone “Dreams”: lei, vestita di bianco, rincorreva un cavallo pazzo nel bel mezzo della natura irlandese. Quell’Irlanda e quella sua voce, che cantava di un cambiamento di vita, di un sogno che si realizza e di un amore ritrovato, mi rapirono. All’università trovai un free-press magazine con una loro foto e le date dei loro primi concerti in Italia (che non riuscii a vedere) e da allora li inseguii, come lei rincorreva nel video quel cavallo bianco. E scoprii le loro melodie cupe ma struggenti, atmosfere oniriche, una musica semplice che, però, arrivava dritta al cuore. Difficile non restarne persi.

Difficile era per me quel periodo, segnato dal dolore e dalla difficoltà di studiare lontano da casa e non poter fare niente per fermare l’inarrestabile progredire di vicende infelici in famiglia. Sognavo, sognavo anch’io un cambiamento e un amore che mi facesse cambiare idea sull’amore, sognavo una vita diversa, felice. E la felicità, con i Cranberries, non tardò ad arrivare: insieme alla mia sorellina comprai tutti i loro dischi, comprai una chitarra per imparare a strimpellare questa musica che mi piaceva tanto, risposi ad un annuncio di un fan dei Cranberries come me, mettemmo su un fan club e lo chiamammo proprio “Dreams”. Di lì in poi la mia vita cambiò improvvisamente. Conobbi centinaia di persone che amavano la stessa musica, scambiavo con loro chiacchiere al telefono e pile di corrispondenza, conobbi giornalisti e persone dell’industria musicale. E conobbi il mio amore.

Il mio fu un vero e proprio cambiamento e non solo nei gusti musicali, ma anche nello stile di vita, nella leggerezza del pensiero, nei rapporti con le persone, nel vestire, nel fisico e persino nel portare i capelli. Non era imitare, era voglia di provare sentimenti nuovi, era voglia di essere diversa, di sentirmi più viva, di sentirmi più libera dai soliti schemi, da ciò che dice la gente, di sentirmi amata e circondata da affetto.

Con il tempo il fan club divenne un team riconosciuto dalla casa discografica e dalla stessa band, Cranberries Italia, che io ed il mio (allora) compagno gestivamo insieme al sito internet. Fu un riconoscimento importante che ci portò ad incontrare i Cranberries in più di un occasione e a capire quali meravigliose persone ci fossero dietro Dolores, Noel, Mike e Fergal. Persone semplici, consapevoli di quanto la loro musica stesse facendo intorno a loro, senza che questa consapevolezza li portasse a perdere il contatto con la realtà e con gli affetti di tutti i giorni. Un aspetto che me li ha fatti amare ancora di più.

Insieme a Paolo e ai tanti fan, nel frattempo ormai amici, abbiamo fatto tante follie per i nostri musicisti del cuore: dormito fuori nelle stazioni, nei pullman o nei treni per andare ai concerti, realizzato a mano striscioni e coreografie per i concerti, organizzato raduni, fatto lunghi viaggi nella neve, file fuori dai palazzetti per non parlare dell’impegno costante nel tenere aggiornato e vivo un sito e una community social... cosa si fa, quando si è fan!

Infine io e Paolo due anni fa, dopo vent’anni di follie insieme, abbiamo finalmente coronato il nostro sogno: abbiamo “dato una forma” a quella che è stata praticamente una vita trascorsa insieme, segnata a tutti gli effetti dalla musica dei Cranberries.

In tutti questi anni sono cambiate tante cose. Ho continuato ad amare, in modo differente, la mia famiglia, mai rinnegando i miei sentimenti per chi mi ha fatto nascere e crescere, anzi, forse rafforzandoli ancora di più. Ho conosciuto da vicino veramente centinaia di persone con la stessa passione, ho imparato a conoscere le varie sfaccettature dell’animo di un fan, ho stretto tante amicizie diventate fondamentali, ho conosciuto persone fantastiche del mondo della musica, quelle che di nascosto fanno diventare un artista grande. Insomma, in tutti questi anni io sono diventata quella che sono: una persona sensibile, che prova a cercare sempre il lato positivo delle cose, che ama il mondo, la natura, gli esseri umani, la musica e che vive per amore.

E Dolores è sempre stata lì, una voce familiare nelle mie orecchie, un sorriso disarmante che quando ti era davanti ti lasciava sempre senza parole, quella sorella maggiore che ti diceva di inseguire i sogni, il proprio istinto, di sentirti libera, di non andare troppo a fondo, che poteva essere troppo tardi, che bisogna vivere per l’amore che abbiamo, non per la realtà...

Dolores O'Riordan - Napoli 2000 - ph. Loredana Cramarossa

Ecco perché quel 15 sera di gennaio si è fermato il mondo, ecco perché finora sono stata in silenzio, ecco perché adesso, più che mai i Cranberries sono una parte di me, perché continuerò a farli conoscere e a gioire della loro musica insieme a migliaia di persone, perché continuerò ad essere “fan” fino alla fine dei miei giorni e, perché no, anche un pizzico folle... ;-)

sabato 25 novembre 2017

L'eco-blogging è vivo e io mi sento benissimo! (forse)


10 anni sono passati dal mio primo post, mentre poco più di un anno è passato dal mio ultimo post, eppure con la mia testa sono stata sempre qui, pensando che, prima o poi, avrei ricominciato a scrivere. Danda non ha mai smesso di pensare in chiave “green”, di guardare il mondo “attraverso un filtro verde” e di agire cercando di avere il minimo impatto possibile sull’ambiente.

Qual è il problema? Il tempo e la stanchezza dopo il lavoro. Lavoro sempre, costantemente, dietro lo schermo del computer, o con lo sguardo fisso allo smartphone, che, per ragioni di calo della vista, ho dovuto riacquistare con un enorme display. Ma non posso fare proprio nulla contro l’avanzata imperterrita di questa era digitale, che mi chiede di diventare un tutt’uno con la tastiera!

Voi che dite? Ma soprattutto ci siete? Io spero proprio di sì e vi aspetto nei commenti.

Le statistiche dicono che qualcuno legge ancora questo blog nel mondo. Un semino l’ho buttato... e, nel tempo, com’è cresciuto! Ci sono molte cose che mi dicono che devo tornare a scrivere.

Ogni tanto il mio capo mi chiede: “Ma scrivi ancora sul blog?”. Se sono arrivata al mio lavoro attuale grazie anche al blog, come posso metterlo in un angolo?

Una stagione fa ho conosciuto Linda Maggiori, la persona che, due anni fa, mi aveva coinvolto in un monitoraggio annuale dei miei rifiuti, che ha creato il gruppo Facebook Famiglie Rifiuti Zero e che ha scritto il libro Impatto Zero: vademecum per famiglie a Rifiuti Zero, riportando la sua esperienza di “super-mamma” impegnata con tutta la sua famiglia a vivere una vita totalmente ecocompatibile. Un incontro totalmente illuminante! 



Un mesetto fa, alla proiezione di questo film sull’Appennino Emiliano Romagnolo, ho incontrato casualmente, Domenico Chiericozzi, il giornalista che mi intervistò nel 2010 per la trasmissione “Impatto Ambientale” in onda su una tv locale. Era ancora assolutamente convinto che fossi ancora una blogger attiva... il suo commento è stato: “Ma come, tu eri la numero uno!” a proposito di ecoblogger. L’ho salutato con la promessa che sarei ritornata.

Una settimana fa, seguendo su Instagram diverse blogger con la passione per la riduzione dei rifiuti, ho letto la fantastica notizia del nuovo blog retezerowaste.it, dove molte di loro stanno ora riportando la loro esperienza quotidiana orientata allo “zero waste”. Sono brave, entusiaste e creative! Ma soprattutto, dieci anni fa non avrei mai detto che ci sarebbero state così tante zero waste blogger italiane, che avrebbero creato una community online e che la parola zero waste sarebbe diventata di uso così comune!

Un paio di giorni fa ho letto (e commentato) un bellissimo e accorato articolo di una eco-beauty blogger, Vanessa del blog So Fashion che si interrogava sull’utilità di appassionarsi al blog per vedersi, però, sempre meno interazioni, affogate, invece, nel mare magnum dei social. Se siete blogger anche voi, vi invito a leggerlo, vi farà riflettere.

In quanto blogger e lettrice di blog, anche per lavoro, posso dire che il “blogging”, l’arte di scrivere un blog, non è affatto sulla via del tramonto, anzi, è vivo e vegeto!

Sì, è vero, ci sono blog e blog, non tutti sono curati, non tutti sono mossi dalla pura passione. Ma se non c’è passione... si vede. La moda di aprirsi un blog solo per la mania di visibilità, prima o poi, calerà e rimarrà chi ci ha messo da sempre il cuore. Io spero ancora di cavarmela.

Se ci siete e avete voglia di leggere di me, state sicuri che avrete ancora tanto da leggere, non vi mollo! 😉

sabato 5 novembre 2016

Il compleanno ai tempi dei social network




Oggi è il mio compleanno, ne compio 44... eh sì il regalo lo faccio io alla rete, un po’ della mia privacy. :-)
Sono di rientro da una due giorni di convegno sui social media, e, proprio oggi mi rendo conto di quanto i tempi siano cambiati.

Questa mattina mi alzo dal letto un po’ pigramente, perché, sì, evviva, è sabato! E poi è il mio compleanno, no? Posso poltrire ancora un po’...
I primi auguri li ricevo dal mio maritino che è già sveglio dalle 7 (fa sempre così nei weekend) e insieme facciamo una normale colazione, cappuccino e biscotti homemade con uvetta, nocciole e pinoli. Adesso sì che va meglio!
Guardo il cellulare spento, ma mi rifiuto di accenderlo. Ho bisogno di riprendermi, non sono ancora pronta alla valanga dei messaggi che riceverò.

Lavo le stoviglie, rinfresco la pasta madre che mi servirà domani per fare il pane, e preparo una lavatrice: fuori il tempo è brutto ma c’è un vento che asciugherà il bucato più velocemente del solito. Poi, ecco, mi decido ad accendere il cellulare.

E subito comincia inesorabilmente una serie di “drinn” e il display si riempie di notifiche... messaggi su Messenger, Whatsapp, sulla mia bacheca di Facebook che è proprio il primo (o meglio il secondo) a farmi gli auguri. Qualche cara amica che sera, o meglio, stanotte ha preferito farmi gli auguri che abbandonarsi alla stanchezza del venerdì sera. I messaggi sono pieni di baci, cuoricini, torte, regali, animaletti e pupazzetti festosi in forma di emoticon o immagini. Un video di Raffaella Carrà, e una foto della mia sorellina, con me vestita da sposa e io mi commuovo...

Tre telefonate e due sms. Si vede che i tempi sono cambiati! 
Ma vediamola così: non è mica scontato che ti scrivano persone con cui non ci si vede da anni, eppure succede! E persone che nemmeno conosci di persona, o ti conoscono appena, ti fanno gli auguri e spendono qualche minuto per farti arrivare il loro affetto. Non è bellissimo? Più di cento... e continueranno, specialmente dopo che condividerò questo post! :-)

Sì, c’erano compleanni in cui le mie orecchie si scaldavano sul display del cellulare, perché non riuscivo a staccarmici. Però a me oggi sta bene così: ho avuto tempo per me, persino per scrivere questa mia nota! Stasera si festeggia!

Evviva i social network! ;-)

sabato 8 ottobre 2016

Ritorno al blog / Back to my blog




Sono tornata! O meglio, non sono mai andata via!
Da un anno e qualche mese non ho pubblicato più alcun post ma il blog è sempre rimasto nella mia mente, fremendo per poter rimetterci mano, prima o poi. E finalmente eccomi qua e per l’occasione ho rinnovato un po’ l’aspetto delle mie pagine.

Ma perché tutto questo tempo?
Principalmente il lavoro, che mi occupa, oggi, molto più tempo di prima, e sono sempre più davanti ad uno schermo, che sia quello del computer o del tablet o dello smartphone. Blog e social, sono, ormai pane quotidiano per me, specialmente per lavoro. Per questo ho ceduto finora alla volontà di spegnere lo schermo e allontanare la tastiera, dopo aver svolto gli obblighi quotidiani.

In secondo luogo, è proprio dall’estate scorsa che sono stata impegnata nel preparare l’evento più bello della mia vita: dallo scorso giugno sono finalmente (e felicemente) sposata!!!
E come poteva essere il matrimonio di Danda (e Paolo), se non un eco-matrimonio? Voglio assolutamente raccontarvi tutto ciò che abbiamo fatto per rendere questo giorno sostenibile e speciale!

Poi c’è stato “il viaggio”, in un luogo spettacolare, il Canada Orientale... visitando luoghi dove ho constatato davvero cosa significhi essere in mezzo alla Natura, fra ecosistemi incredibili e selvaggi! Anche il viaggio merita un racconto qui sul blog, e non mancherò di farvelo vivere come in prima persona!

Infine sono diventata di nuovo zia, di una bellissima bambina chiamata Giulia. E forse questo mi ha spinto ancora di più a riprendere in mano il blog. Vorrei che il mio contributo per un mondo più vivibile possa essere sempre più d’aiuto a chiunque si affacci qui su questa “finestra” e decida di vivere la sua vita in modo più sostenibile!

Per il momento vi saluto ma per poco, intesi? ;-)


I’m back! Or rather, I never went away!
For more than a year I did not publish any post but the blog was always on my mind, and I couldn’t wait to write posts again, sooner or later. And finally here I am and, for the occasion, I have renewed just a bit the look of my pages.

But why to wait all this time?
Mainly job, which makes me busy, now, much longer than yesterday. I’m always in front of a screen, computer, tablet, or smartphone’s one. Blogs and social networks, are now my bread and butter for me, especially for business. This is why I have so far succumbed to the desire to turn off the screen and keep me away from the keyboard after having played daily commitments.

Secondly, it is precisely since last summer that I have been engaged in preparing the most beautiful event of my life: since last June I’m finally (and happily) married!!!
And how could the Danda (and Paolo)s wedding be, if not an eco-wedding? I definitely want to tell you how we were able to make that one a sustainable and so special day!

Then there was “the journey”, in a spectacular place, the Eastern Canada... going to places where I realised what really is to be in the midst of Nature, of incredible and wild ecosystems! Even the journey is worth a story here on the blog, and I will let you live it like being in person!

Then, finally, I became aunt again, aunt of a beautiful girl named Giulia. And perhaps this event inspired me even more to begin posting again. I would like to continue giving my contribution for a better world, helpful to anyone who faces here on this “window” and decides to live his life in a more sustainable way!

See you later, for now, but not for long, okay? ;-)

venerdì 24 luglio 2015

Sfiziosa cover tablet fai da te riciclando / Funny DIY upcycled tablet cover.

Finalmente, il tempo giusto da dedicare alle mie passioni! Fra tante, come sapete, quella che tiene la mia mente sempre attiva è l’“upcycling”, una sorta di riciclo avanzato, dove tutto quello che è scarto viene recuperato e rielaborato creativamente.
Finally, it’s the right time to dedicate to my hobbies! As you know, among many, the one that keeps my mind on is always “upcycling”, a kind of advanced recycling, where all the scraps are recovered and creatively reworked. Se mi capita di avere sotto mano qualcosa che è da buttar via, perché non riciclabile, ed ha colori, forme, spessori, materiali particolari, allora penso subito ad un nuovo utilizzo sotto una nuova forma. Se l’idea non salta subito fuori dal cilindro, o non ho abbastanza tempo per realizzarla, a questi materiali riservo un piccolo cantuccio nel mio armadio, in attesa di riciclo creativo.
It could happen to have at hand something to throw away, because not recyclable. If it has special colours, shapes, thicknesses or materials, then I immediately think to a new use for it, in a new form. If the idea does not immediately jump out of the hat, or I have not enough time to realize it, I reserve to these materials a small corner in my closet, waiting for creative recycling.

Per tanti anni ho conservato le mie agende di lavoro, fino a che ho deciso di eliminarle: ormai era un archivio non più utile. Ho cercato di riciclare tutta la carta possibile, compreso il cartone delle copertine. Ma, per la complessità del materiale, non ho potuto riciclare un paio copertine, che ho, così, conservato. Fra queste una bella copertina rossa morbida da un’agenda del 2009, composta da cartone, un rivestimento in carta plastificata e un’imbottitura in poliuretano che normalmente è termosaldata alle altre parti, che così non sono separabili. Cosa farne?
For many years I kept my working agendas, until I decided to eliminate them: it was now a no longer useful archive. I tried to recycle all the paper as possible, including the cardboard covers. But, because of the complexity of the materials, I couldn’t recycle a few covers, so I store them away. Among them a nice soft red cover dated 2009, consisting of cardboard, a plastic-coated paper, padded with polyurethane that is normally welded to the other parts, so that they are not separable. What to do? 

Da tempo volevo una cover per tablet più estiva di quella che avevo acquistato tempo fa a Matrioska... e mi ero messa in testa di realizzarla con materiale di recupero. La copertina rossa si è rivelata adatta allo scopo perché delle stesse dimensioni del mio tablet da 7”. Inoltre, mi è ritornata utile una vecchia t-shirt in cotone elasticizzato bianco a fiori rossi che avevo conservato, essendo un regalo della mia mamma e ormai inutilizzata perché rovinata in alcuni punti. Oltre al tessuto gli elastici rossi che bordavano la t-shirt sono risultati perfetti per il lavoro che vi vado qui a spiegare con un tutorial fotografico.
I have long wanted a new cover for my tablet, one more in tune with summer than the one I bought a long ago at Matrioska... and I wanted to realize it with recycled materials. The red cover was proved suitable for the purpose because of the same size of my 7” tablet. Moreover, an old white and red flowered stretch cotton t-shirt came soon back useful. I kept it stored because it was as a gift from my mom and now unused because damaged in some parts. In addition, the red elastic tissues that adorned the edges of the t-shirts were perfect for the job that I’m going here to explain with a photo tutorial.

Ecco l’occorrente / Here’s what you need:
  • copertina cartonata imbottita di un’agenda da riciclare / padded cardboard cover agenda to recycle;
  • T-shirt da riciclare in tessuto elasticizzato / stretch fabric T-shirts to recycle;
  • elastici da riciclo / elastic tissues to recycle;
  • cartoncino un po’ spesso sempre recuperato / recovered thick board;
  • colla vinilica e un pennello per stenderla / glue and a brush to spread it;
  • nastro adesivo, cucitrice, ago e filo / adhesive tape, stapler, needle and thread;
  • eventuale nastro biadesivo forte (tipo quello per moquette) / any strong double-sided tape (like the one for carpets);
  • 2 nastri e 2 bottoni di dimensioni diverse / 2 ribbons and 2 buttons of different sizes.


1) Ho cominciato col rivestire esternamente la copertina col tessuto della t-shirt, tagliato di misura più grande di un centimetro lungo tutto il bordo della copertina e l’ho incollato bene, stendendolo per evitare grinze.
I started by coating the outside of the front cover with the fabric of the shirt, cut to size larger than one centimeter along all the edges of the cover and bonded well, spreading it to avoid wrinkles. 


2) Ho ripiegato e incollato internamente il tessuto avanzato sui bordi. Ho lasciato asciugare.
I folded and glued inside the advanced fabric edges. I let it dry. 


3) Ho tagliato un cartoncino di dimensioni leggermente più piccole della copertina chiusa, quanto basta a coprire i lembi della stoffa ripiegati precedentemente. Ho tagliato gli elastici rossi della t-shirt, sistemandoli ai quattro angoli del cartoncino e fissandoli con nastro adesivo removibile. Poi li ho ripiegati sull’altra facciata del cartoncino e li ho pinzati bene alle estremità con la cucitrice (non devono risultare lenti). Ho raddoppiato, poi gli elastici sui quattro angoli, allo stesso modo.
I cut the cardboard slightly smaller size of the cover closed, enough to cover the edges of the fabric folded previously. I cut the t-shirt’s red elastics, placing them in the four corners of the board and secure with removable tape. Then I folded on the other side of the board and I stapled them well to end (they do not have to be slow). I doubled, then the elastic bands on the four corners, in the same way. 



5) Ho rivestito il cartoncino incollandovi sempre della stoffa, sia per creare un po’ di spessore che per rifinire meglio l’interno della cover. Anche per questa ho ripiegato i lembi sotto al cartoncino. Stesso lavoro, rivestito di stoffa ma senza elastici, va fatto sul lato opposto, con un altro cartoncino un po’ più largo che vada a coprire l’altro lato interno della copertina e l’interno del dorso.
Per quest’ultimo lato, sul pezzo di stoffa avevo precedentemente cucito a mano una tasca che mi è utile per contenere un pannetto per la pulizia dello schermo (è un’opzione!).
I coated the board always by glueing on the fabric, both to create a bit of thickness and to finish better the inside of the cover. Also for this I folded the flaps under the board. Same work, covered by fabric but without elastics, should be done on the opposite side, with another board a bit wider, able to cover the other inner side of the cover and the inside of the back.
For this side, on the cloth piece I had previously hand-sewed pocket that is useful to me to contain an antistatic cleaning screen cloth (as option!). 



6) Dopo che i due cartoncini rivestiti si sono asciugati, li ho incollati nell’interno della copertina, facendo in modo che quello più lungo avesse un lembo di stoffa sporgente coperto dall’altro cartoncino.
Questa è un’operazione a cui va prestata attenzione. Infatti, il cartoncino interno con gli elastici, che andranno a reggere il tablet, deve essere incollato perfettamente. Come rinforzo si può usare, combinato con la colla, anche del nastro biadesivo largo per moquette.
After the two coated boards had dried, I glued them inside the inner, making sure that the longer one had a strip of fabric that had to be covered with the other board.
You should pay attention to this action. In fact, the board inside with the rubber bands, which will hold the tablet, must be pasted perfectly. As reinforcement a double-sided tape for carpet can be used, combined with glue.






7) Dopo aver aspettato che si asciugasse il tutto, ho cucito al centro del dorso della copertina un nastro grande. Ad un’estremità ho creato con gli stessi tipi di elastici, un’asola, mentre all’altra ho attaccato il bottone grande. Poi, a questo nastro ho cucito sul retro della copertina un nastro più stretto ma più lungo, dotando le estremità di asola e bottone, come nel primo.
La lunghezza di questi due nastri deve assicurare una chiusura perfetta della cover in senso orizzontale e verticale, in modo che se accidentalmente il tablet uscisse dagli elastici, non uscirà comunque dalla sua cover protettiva.
After waiting for everything dried, I sewed in the middle of the back cover a big ribbon. At one end of it I created with the same type of elastics a buttonhole, while on the other I attacked the big button. Then, on the back cover, on this ribbon I sewed another one which was narrower but longer, equipping the ends of it a buttonhole and button, as in the first.
The length of these two tapes, should ensure a perfect closing of the cover horizontally and vertically, so that if the tablet accidentally come out from the elastic bands, however it will not come out from its protective cover.





Ho già testato la cover durante questa prima settimana e sono molto soddisfatta, perché con il caldo che sta facendo in questi giorni la tenuta della colla è perfetta. Forse in futuro dovrò sostituire i due nastri con due fettucce elastiche, perché il nastro che ho scelto è un tipo che a lungo andare si allenta un po’.
Però, volete mettere? Ho ottenuto una bella cover a costo zero e con materiale quasi interamente riciclato!!! ;)
I tested the cover during this first week and are very satisfied, because, despite the heat of these days, the tightness of the glue is perfect. Maybe in the future I will have to replace the two ribbons with two elastic straps, because the ribbons I have chosen can loose tightness in long terms.
However, isn’t a good idea? I got a nice cover at no cost and with almost entirely recycled materials!!! ;)


sabato 9 maggio 2015

Famiglie a Rifiuti Zero d’Italia, unitevi!!! / Italian Zero Waste families, let's join together!!!

Lo scorso weekend è stato un po’ speciale perché sono stata di nuovo nella mia amata Puglia!
Ho avuto modo di rivedere la mia mamma, la mia sorellina e qualche cara amica. E ho approfittato per fare qualche giro nella mia città natale, Canosa, e nei dintorni, spingendomi fino a Bisceglie, dove ho potuto vedere per la prima volta in così tanti anni, la cattedrale romanica e il magnifico Dolmen "della Chianca"!
Last weekend was a bit special because I was back in my beloved Puglia!
I got to see my mom, my sister and a few close friends. And I took the opportunity to do a few laps in my hometown, Canosa, and around, bringing myself to Bisceglie, where
for the first time in so many years I could see the Romanesque cathedral and the magnificent Dolmen called "della Chianca"!

Le meraviglie di Bisceglie: Cattedrale di S. Pietro e Dolmen "della Chianca"


Ogni volta tornare nella mia terra è un’emozione. Qualche volta, però, rovinata dalla vista di rifiuti abbandonati per le strade di città e di campagna…
Un vero peccato, perché la Puglia è una terra bellissima e in questo periodo si colora inverosimilmente del giallo oro delle margherite e del viola delle malve selvatiche e del rosso dei papaveri! La bellezza dei monumenti, le distese di ulivi, l’azzurro del mare… ma… conterranei miei, perché continuate a riversare i rifiuti in ogni angolo di questo lembo di terra così bello???
Whenever I return to my homeland I feel a strong emotion. Sometimes, however, it is spoiled by the sight of waste abandoned by the roads of town and country...
A pity, because Puglia is a beautiful land, and at this time is coloured by the golden yellow daisies and the purple hollyhocks and the wild red poppies! The beauty of the monuments, the olive trees, the blue of the sea... but... my fellows, why do you continue to dump waste in every corner of this strip of so beautiful
land???

I cittadini sono avvertiti! Non gettare i rifiuti per strada!!!


Allora non posso che proseguire questo mio accorato appello con raccontarvi di un’iniziativa che è anche, volendo, una proposta.
So I can continue this heartfelt plea to tell you about an initiative that is also, if desired, a proposal.

Proprio dal 1° maggio 2015 – non stavo nella pelle dal dirvelo – grazie, alla carissima amica blogger Chiara del blog “Il bilancio del bidone”, sono stata coinvolta nel progetto “Famiglie a Rifiuti Zero” organizzato da un gruppo di persone fra il GAS e la sede di Legambiente Lamone di Faenza.
Si tratta di una sorta di “gioco” che ha l’obiettivo di diventare una vera e propria routine quotidiana e in questi giorni gli iscritti al suo gruppo su Facebook si stanno allargando a macchia d’olio, arrivando in tutte le zone d’Italia!
Nella locandina qui sotto i dettagli.
Just from the 1st of May 2015 – I couldn't wait to tell you – thanks, to the dear friend blogger Chiara's of the "Il bilancio del bidone" blog, I was involved in the project "Zero Waste Families" organized by a group of people between the Ethical Purchasing Group and the headquarters of Legambiente Lamone at Faenza.
It is a sort of challenge which has the goal of becoming a real daily routine and these days the members of its group on Facebook are spreading like wildfire, reaching all the areas of Italy!
The
details in the image below.

Locandina "di reclutamento" Famiglie Rifiuti Zero


Avere uno stile di vita sostenibile, avere coscienza dei propri rifiuti e consumi è una cosa ormai da cui non si può più prescindere, per i danni che abbiamo causato al nostro pianeta, ma è anche qualcosa di entusiasmante e costruttivo, che ti fa scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo, persone nuove, proprie virtù nascoste, come il saper riparare, autoprodurre, risparmiare, ecc.!
Have a sustainable way of life, be aware of our own waste and consumption is now a thing from which we cannot be longer apart, for the damage we have caused to our planet, but it's also something exciting and constructive, which makes you discover each day something new, new people, your hidden virtues, such as knowing how to repair, self-produce, save, etc.!

Allora perché no? Prima di partire per la Puglia avevamo svuotato tutti i bidoni della raccolta differenziata e indifferenziata, pesati (per avere la tara) e pronti per la sfida. Ora è già una settimana che il progetto è partito e noi siamo felicemente “in gara”, non si vince null’altro che la soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono per se stessi, per gli altri e per l’intero pianeta!
Famiglie a Rifiuti Zero d’Italia, unitevi!!! :)
So why not? Before leaving for Puglia we emptied all the bins of recycling and unrecycled waste, weighed them (for tare) and be ready for the challenge. Now it is already a week since the project started and we are happily "in the race", knowing that we would not win nothing but the satisfaction of having done something good for ourselves, for other people and the whole planet!Zero Waste Families of Italy, let's join together!!! :)

venerdì 1 maggio 2015

Il giardino... senza far niente! / The garden... without working!


Buon Primo Maggio!
Non mi stancherò mai di dire che la Natura è qualcosa di miracoloso e può far cose spettacolari senza che l'uomo ci metta del suo.
Così, dopo alcuni lavori intensi di potatura, pulizia dalle erbe infestanti e semine in semenzaio, il giardino dovrebbe essere ancora privo di colori e profumi e invece... in ogni angolo, anche il più remoto, lei, la Natura (o meglio dire la Primavera) ha fatto questo spontaneamente ed è fantastico!

Have a great May 1!
I will be never tired of saying that Nature is something miraculous and can make spectacular things without the human effort.
So, after some intense work of pruning, pulling weeds and sowing in the nursery, the garden should be still lacking in color and fragrance but... in every corner, even the most remote, Nature (or rather, Spring) do this spontaneously and it's fantastic!

domenica 26 aprile 2015

Ridurre i rifiuti organici alla fonte? Ce lo chiede la Comunità Europea...


Cari amici del Dandaworld, da tempo volevo riprendere il tema dei rifiuti organici, come già avevo anticipato nella scorsa intervista radiofonica.

Come molti di voi sanno, da anni pratico il compostaggio domestico nel mio giardino con ottimi risultati. Ogni anno ho dell’ottimo compost che va ad arricchire il terriccio dei vasi in cui pianto ortaggi e fiori e nel frattempo ho ridotto drasticamente i rifiuti organici in casa.
Ma più volte mi sono chiesta: quando si parla di realtà di dimensioni molto più grandi come è possibile applicare lo stesso sistema? Certamente alcuni dei comuni italiani attuano la raccolta dei rifiuti organici anche per comunità o strutture che ne producono in grandi quantità, ma questo non avviene sempre e ovunque. Eppure ce lo chiede esplicitamente la Comunità Europea!

Qualche tempo fa ho ricevuto una mail dal Team di Ecodyger che ha dato risposta ai miei dubbi, illustrandomi un sistema tutto italiano di loro invenzione, per ridurre la quantità di rifiuti organici a grandi livelli. Ho approfondito con molto interesse la loro conoscenza e apprezzato moltissimo questa novità che voglio condividere con voi.

Con estrema trasparenza, come nel mio solito modus operandi, vi premetto che quanto seguirà non è frutto di alcuna sponsorizzazione ma semplicemente della mia volontà di trasmettervi tutto quanto di più innovativo ed utile a diffondere la sostenibilità ambientale.
La parola, quindi, ad Ecodyger:





La tecnologia che rigenera i rifiuti organici in risorsa già esiste, Ecodyger
Ecodyger è il nome di una nuova tecnologia ed elettrodomestico nato per ridurre drasticamente i rifiuti umidi-organici (dal 70% fino al 90%) direttamente laddove sono giornalmente generati. Parliamo di ristoranti, mense, hotel, ospedali, case di cura, centri cottura, caserme, supermercati. Il disagio che comporta la produzione di scarto/rifiuto organico è molto alto se si osservano i diversi ambiti coinvolti:
 

- Ingombro di sacchi / contenitori dell'umido e la mancanza di spazi per il loro stoccaggio
- Utilizzo e manutenzione di celle refrigerate/climatizzate
- Cattivi odori e proliferazione di germi e batteri che attaccano il luogo di lavoro
- Fonte di attrazione di animali e insetti nelle aree di stoccaggio dello scarto
- Attività di continua pulizia, ricondizionamento e sanificazione
- Costi per l'onerosa gestione logistica dello scarto nelle strutture






Quello che rimane è una risorsa naturale
Ecodyger oltre a ridurre drasticamente peso e volume, restituisce la poca parte restante sottoforma di vera e propria risorsa naturale che può essere usata in molti modi. Il processo di trasformazione di Ecodyger, brevettato a livello internazionale, produce due residui: uno solido e uno liquido. Il prodotto solido di Ecodyger può essere usato come fertilizzante naturale, avente stesse caratteristiche del compost. Privo di cattivi odori, germi e batteri, può essere conservato per settimane e mesi in poco spazio. Il prodotto liquido può essere scaricato in fognatura come avviene normalmente per lavatrici e lavastoviglie.
 

Obiettivo: cancellare milioni di tonnellate di rifiuti
Nella sola Europa, vengono prodotti ogni anno oltre 252 milioni di tonnellate di rifiuti. Di questi il 35% sono rifiuti organici! Da qui si capisce perché la Direttiva Europea sulla gestione dei rifiuti (2008/98/CE) chieda a tutti i paesi membri di legiferare per iniziare a favorire tutte le forme di prevenzione e riduzione alla fonte ed a seguire riciclo e recupero di altro tipo dei rifiuti che non si riesce a ridurre. Se solo tutti i paesi europei utilizzassero Ecodyger, riusciremmo a ridurre 88 milioni di tonnellate di oltre il 70-90% con una parte restante riutilizzabile in agricoltura ed attività di giardinaggio e recupero ambientale.
 

Contributo alla Carbon Footprint - riduzione emissioni di CO2
Ecodyger è nato per interpretare la filosofia Zero Waste, per limitare il più possibile le emissioni di CO2.

L’utilizzo di Ecodyger ha quindi un forte impatto sulla Carbon Footprint. Il motivo è molto chiaro: si evita/limita la raccolta, il trasporto e il conferimento tradizionale dei rifiuti.
 

Per utilizzo commerciale e domestico
Ecodyger permette di risparmiare in tasse, laddove già previsto dagli enti nazionali e locali, ma non solo. Riduce drasticamente l’utilizzo dei sacchetti dell’umido ed i continui spostamenti di sacchi e bidoni nelle strutture.
Ecodyger è già disponibile nella versione Professionale per tutte le attività commerciali citate.
Il team di ricerca e sviluppo sta ultimando i test sulla nuova versione, più piccola e pensata per un utilizzo domestico e piccole attività commerciali come bar e snack-bar. A breve sarà disponibile sul mercato con forme e dimensioni pensate per questa tipologia di utenti.
 

Ricerca, sviluppo e produzione Made in Italy
Ecodyger è nato da un gruppo di startupper italiani, residenti sul lago Maggiore, quindi un’idea tutta made in Italy frutto di una lunga ricerca e sviluppo durata oltre tre anni.
Per comprendere la professionalità e la difficoltà richieste dal progetto, basti pensare che è coordinato da un ingegnere chimico nucleare esperto di comportamento dei materiali organici coadiuvato dal lavoro di un fisico della materia.

Premio all’innovazione

Proprio grazie all’elevata innovatività, la tecnologia Ecodyger è stata già premiata nell’autunno del 2012 con lo UK-Italy Nautical Innovation Award attirando l’attenzione della camera di commercio inglese.

 

Dietro ad Ecodyger c’è la passione per l’innovazione di Davide e Francesco Paolillo. Già operanti nel settore metalmeccanico, con una lunga esperienza nel mondo degli elettrodomestici e automazione.
Per approfondimenti potete consultare il sito www.ecodyger.com.

Dear Dandaworld friends, since a long ago I wanted to take up the topic of organic waste, as I mentioned in the previous radio interview.As many of you know, I do home composting in my garden with excellent results. Every year I have excellent compost that enriches the soil in the pots to plant vegetables and flowers and in the meantime I drastically reduced the organic waste at home.But many times I asked myself: is it possible to do the same in much larger situations? Of course in Italy some municipalities already recycle organic waste deriving from communities or structures that produce it in large quantities. But this does not happen anytime and everywhere while the European Union compels it! Some time ago I received an email from Ecodyger Team that gave answer to my doubts, describing a system designed in Italy, to reduce the amount of organic waste to great levels. I was very interested and absolutely loved this news I want to share with you.With extreme transparency, as in my usual way to do, I state that what will follow is not the result of any sponsorship but simply my desire to share with you all the most innovative and useful tip to spread environmental sustainability.So let's discover Ecodyger:


Appliance that transforms waste into compost, Ecodyger 
Ecodyger is a new household appliance that reduces the wet waste from 70% to 90%. It also converts organic waste into a resource that can be used in many ways. The transformation process of Ecodyger produces two residues: one solid and one liquid. The solid product of Ecodyger can be used as natural fertilizer, said compost. It is also devoid of bad odors and without germs and bacteria. The liquid product can be discharged into the sewer as with washing machines and dishwashers. 

Objective: to delete 88 million tons of waste
Every Year Europe produces 252 million tons of waste. The 35% is organic waste, 88 million tons. If all Europeans were using Ecodyger, we could produce 88 million tons of wet waste less and we would have 8 tons of high quality, 100% natural fertilizer. Using Ecodyger has a strong impact on the carbon footprint, because it avoids the collection, transport and disposal of waste. Ecodyger was born interpreting the Zero Waste philosophy, to limit as much as possible CO2 emissions.
For companies and households
Ecodyger helps saving in taxes and organic waste bags. Ecodyger today is available in the Pro version, designed for those who produce large quantities of organic waste, such as restaurants, hotels, canteens and supermarkets. The team is completing tests on a smaller version dedicated to families in these months, with the aim to launch it on the market soon.
Technology Made in Italy with world patent awarded
Ecodyger was born from a group of startuppers based in Italy’s Lake Maggiore area. It is an idea and a product made
​​in Italy, the result of a research that lasted more than three years. The nuclear engineer who leads the development is an expert in chemical behavior of organic material and is supported by a plasma physicist.
Ecodyger technology has already won in 2012 the UK-Italy Nautical Innovation Award, thanks to innovation and technology. Moreover, the Ecodyger technology is under worldwide patent. Il Sole 24 Ore, Italian Economical Newspaper, has selected Ecodyger as one of the best technologies that allows the recycling of organic waste at home.
Ecodyger is the result of the idea and execution of Davide and Francesco Paolillo. Already operating in the field of fully equipped appliances, the brothers Paolillo have in the past worked with large companies such as Whirlpool, Smeg and Kartell.
You can find all information about Ecodyger on www.ecodyger.com.
 

domenica 19 aprile 2015

È tempo di... / It's time for...

Semine!
Sì, finalmente, con un po' di ritardo, ci sono riuscita anch'io!
Procurata una bella cassetta dal nostro ortofrutta di fiducia, quest'anno, avendo solo un contenitore di cartone delle uova – ormai compriamo solo uova sfuse dai produttori della nostra zona – ho riciclato un po' di vecchi vasetti tenuti da parte.
Sowing!
Yes, finally, with a little delay, I did it too!
I asked for a beautiful wooden box to our trusted greengrocer, this year, having only a egg carton – now we buy only loose egg from the producers in our area – then I recycled a bit of old little plastic pots kept aside.


Ecco il mio primo semenzaio!
Questo è solo il primo round. Seguirà una seconda semina, sempre in semenzaio, soprattutto se questa, con gli sbalzi climatici che ci sono, non andrà a buon fine.
Inoltre, sono in attesa di semi provenienti dalla persona con cui ho scambiato i miei grazie all'immancabile Baratto di Semi di Kia, quest'anno giunto alla quarta edizione.
This is only the first round. It will be followed by a second sowing, always in seedbeds, especially if this sowing will fail, due to climatic changes.
Moreover, I'm waiting for seeds from the person with whom I exchanged mine, thanks to the great Seed Barter by Kia, now in its fourth edition.



I semi in viaggio per il Baratto di Semi di Kia

Una volta germogliati i semi sarà ora di preparare i vasi, utilizzato il compost autoprodotto che quest'anno è più abbondante del solito. Ve lo mostrerò di sicuro.
Once sprouted seeds, I will prepare the pots, using the self-produced compost that this year is more abundant than usual. I'll surely show you.

Volete sapere cosa ho piantato?
Pomodori ciliegino e varietà Roma, rucola coltivata e rughetta selvatica, zucchine, basilico, prezzemolo e tre mini girasoli. Poi ho seminato direttamente in vaso lo stridolo (silene vulgaris) e semini di viola del pensiero, che, fra l'altro, sta già fiorendo in giardino.
Want to know what I planted?
Cherry and Rome variety tomatoes, cultivated and wild rocket, zucchini, basil, parsley and three mini sunflowers. Then I sowed directly in the pot the 'stridolo' (Silene vulgaris) and seeds of pansy, which, among other things, is already blooming in the garden.


Insomma c'è un bel da fare. E voi, cosa avete piantato quest'anno?
So there's a lot to do. And you, what have you sewn this year?

domenica 12 aprile 2015

Di eco-weekend in eco-weekend! / From an eco-weekend to another one!

Carissimi abitanti di Dandaworld, come avete trascorso le ultime feste?
Vi ho pensato tanto durante il weekend pasquale, ma non ero in grado di aggiornarvi sui miei spostamenti… sono stata in Abruzzo, girando per le bellissime Pacentro, Sulmona e Popoli.
Il tempo, come un po’ ovunque, non è stato molto clemente e fra le mura molto spesse della casa in cui eravamo ospiti, c’era poca (o nessuna) connessione.
Eh sì, quando ti trovi in situazioni così, ti rendi conto quanto ormai dipendiamo dal web!
Dear inhabitants of Dandaworld, how did you spend the last festivities?
I thought a lot about you during the Easter weekend, but I was not able to update you on my travels... I was in Abruzzo, cruising through the beautiful Pacentro, Sulmona and Popoli.
As everywhere, wheather was not very good and among the very thick walls of the house where we were guests, there was a little (or none) web connectivity.
Yes, only when you are in such situations, you realize how we are now web addicted!


Questo weekend appena giunto a conclusione è stato comunque più favorevole, climaticamente parlando e abbiamo approfittato per non mancare ad un evento, qui a Rimini, che mi ha catturato sin dal nome… “A faz da par maker!”, che è una simpatica fusione fra dialetto romagnolo e inglese per indicare il “fai-da-te”.
È stato, infatti, un evento dedicato all’autoproduzione, con tanti produttori e artigiani che hanno esposto i loro prodotti fatti con le proprie mani, il proprio sapere e la propria creatività!
This weekend, just ended, was still more favorable, climatically speaking, and we took the opportunity to not miss an event, here in Rimini, which caught me since the name ... "A faz da par maker!", which is a nice fusion between the dialect in Romagna and English, to indicate the "do-it-yourself".
I
n fact, it was, an event related to self-production, with many manufacturers and craftsmen who exhibited their products made with their own hands, their knowledge and their creativity!


L’esposizione è stata contornata da talk e microconferenze, workshop, tutti legati dal filo della condivisione, del consumo critico e sostenibile!
Quante belle cose: giochi, gioielli, oggetti di design realizzati con materiali di riciclo, fotografia alternativa, stampa 3D (dove hanno partecipato i ragazzi di MakeRN con cui avevamo realizzato questo laboratorio), dolci, sartoria e cosmesi da autoproduzione!
Infine una sana e buona cena vegana, offerta con stoviglie finalmente non usa e getta, proiezioni e tanta musica!
The exhibition was surrounded by talks, little conferences, workshops, all linked by the thread of sharing, critical consumption and sustainable lifestyle!
How many beautiful things: toys, jewelery, design objects made from recycled materials, alternative photography, 3D printing –
attended by the MakeRN lads with which we had made this workshop –, DIY cakes, sewing and cosmetics!
Finally, a healthy and good vegan dinner, offered in non-disposable tableware, projections and lots of music!



Questi i ricordi che mi sono portata a casa…
Un oleolito alla camomilla, per la mia pelle arrossata ed un “blogghino” cartaceo con la copertina che per me è quasi una sfida, più che una promessa! :)
These are the mementos I brought home...
A chamomile macerated oil, for my reddened skin and a "little paper blog" with a cover that for me is almost a challenge, more than a promise! :)


Ma non c’è da stare sugli allori… il prossimo sabato vi vogliamo tutti sempre qui, a Rimini, a La Casa Sull’Albero, perché Mani Tese e Pacha Mama, in collaborazione con Terra Equa, vi invitiano alla sfilata “Non Solo Vintage”, in occasione del Fashion Revolution Day. Naturalmente io sarò dietro le quinte.
Nell’immagine i dettagli. Allora, ci sarete? ;)
But do not rest on our laurels... next Saturday we will all still here, in Rimini, at the Casa sull'Albero, because Mani Tese and Pacha Mama, in collaboration with the Terra Equa, invite you to the fashion show "Not Only Vintage", for the Fashion Revolution Day. Of course I will be behind the backstage.
You can read
details in the image below. Then, will I find you there? ;)

domenica 22 marzo 2015

Ecoblogger... il ritorno! / Ecobologgers... are coming back!

Più volte mi sono sentita dire che i blog sono stati eclissati – per rimanere in tema con la recente eclissi – dai social network. Eppure, secondo me, non è così vero!
Nonostante i commenti scarseggino, c'è sempre qualcuno che legge i blog! Anzi, gli stessi social network si sono trasformati in veicolo di condivisione e i blog sono diventati sempre più strumento di approfondimento.

Per esempio, ultimamente non si può negare che soprattutto i "foodblogger" si siano moltiplicati in modo incontrollabile.  
Ma gli ecoblogger che fine hanno fatto??? Noi ci siamo ancora e stiamo continuando a cambiare il mondo – un pizzico di autostima ogni tanto ci vuole –!!!

Prova ne ho avuta, durante questa settimana con l'intervista che vi ho annunciato nel post precedente.
Sono stata contattata dalla giornalista Viviana Tanzariello – che colgo l'opportunità di ringraziare ancora – per Radio Elle/Canale 7 Puglia, proprio per raccontare la mia esperienza da ecoblogger!
Davvero non me lo sarei aspettato, visto che non scrivo più al ritmo di un tempo. Eppure il mio messaggio continua ad arrivare ovunque e di questo ne sono felicissima!

L'esperienza radiofonica mi ha messo inizialmente in agitazione – ricordavo ancora l'emozione dell'intervista per la trasmissione "Impatto Ambientale" sulla tv romagnola Icaro –, ma con Viviana, speaker del programma, si è instaurato subito un bel dialogo e mi ha fatto sentire a casa – quale posto migliore di una radio pugliese? –.  Abbiamo parlato delle origini del blog, della mia settimana a zero rifiuti, delle difficoltà nel fare la raccolta differenziata e dei consigli da proporre agli ascoltatori.
Alla fine i minuti non mi bastavano più, avrei voluto raccontare molte più cose ma i tempi erano ben precisi.
Spero che qualcuno mi abbia ascoltato e abbia fatto tesoro di ciò che ho raccontato. 
L'intervista si inseriva in una rubrica L'"Eco-Quiz Differenziamoci", svolta in collaborazione con la Regione Puglia, mirata a promuovere la consapevolezza dell'importanza della raccolta differenziata. Se avete modo, potete sempre seguire la trasmissione – anche in streaming – tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 11.05 su Radio Elle e Canale 7. Presto ci saranno altre interviste di "colleghi/e" ecoblogger che racconteranno la loro esperienza!

Non ho finito ancora di parlare a proposito di ecoblogger...


Lo scorso weekend sono stata a Fa' la cosa giusta 2015 a Milano. Ormai quasi tutti conoscete, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Io mancavo lì dal 2011. È stato lì che ho incontrato per la prima volta gli ecoblogger Riccardo di Wutel.net e Lisa Casali di Ecocucina!

Così anche in quest'ultima edizione ho avuto nuovamente il piacere di incontrarli. Riccardo è ormai un amico, dopo che si è prestato a raggiungermi in Romagna per trasformare abilmente la mia bici in e-bike; ora lavora a tempo pieno nel campo del risparmio energetico e si districa fra kit per il fotovoltaico, domotica ecologica e nuovissimi sistemi di illuminazione a LED!

Essiccazione di frutta e verdura
Ecco Lisa Casali che si prepara al suo showcooking

Sono, poi, riuscita a salutare la sempre super-attivissima Lisa, che nel frattempo ha scritto diversi libri ed è divenuta super-richiesta da canali televisivi e testate giornalistiche per la sua capacità ineguagliabile di saper trasformare gli scarti di cibo in piatti da gourmet. Anche stavolta ha tenuto uno showcooking sull'essiccazione degli scarti di cucina che è stato seguito non da me, in quel momento impegnata per lavoro, ma dal mio compagno, lo chef di casa. Alla fine della dimostrazione si è fermata ad autografarci con dedica il suo libro Ecocucina che ritengo il più completo e utile fra i suoi scritti. È stata molto gentile e si è ricordata anche di me che la seguo e la cito da anni sul Dandaworld blog.

A questi due incontri fantastici devo aggiungere l'incontro con nuove ecoblogger.

Nell'ambito della conferenza sulla cosmesi ecologica che ho seguito a metà giornata, durante il sabato, ho conosciuto innanzitutto la bravissima relatrice Nadia Tadioli, che sul suo blog Diario ecoBeauty è sempre attenta a captare le novità nel campo della bio-ecocosmesi, esplorandole a fondo tramite le sue conoscenze tecniche nel settore, anche attraverso un punto di vista positivamente critico e piacevole da leggere. Trovate gli aggiornamenti su di lei nel mio blogroll.

Nadia Tadioli (seconda da destra) insieme alle altre tre relatrici
della conferenza sull'ecocosmesi


Sempre durante lo stesso sabato – purtroppo l'unico giorno della mia visita a Fa' la cosa giusta – ho avuto modo di assistere ai laboratori di Neli, foodblogger del Neli's Raw Food, che ha presentato due ricette di cucina crudista con semplici ingredienti ma con tecniche di grande effetto. Piatti veloci e facili da realizzare per chi ama ottenere il massimo dalla verdura in termini di energia e proprietà nutrizionali. E garantisco che il gusto c'era tutto!


Francesca Piccoletti (sx) e Marta Albè (dx) all'opera
con le loro ricette fai da te di cosmesi naturale

Dulcis in fundo, ancora due ecoblogger in gamba, che hanno tenuto più di un laboratorio su detergenza e cosmesi fai da te: Marta Albè e Francesca Piccoletti, redattrici di GreenMe autrici rispettivamente dei libri "La mia casa ecopulita" e "Questo lo faccio io!", entrambi editi da Feltrinelli/Gribaudo e con una grafica davvero simpatica e ben fatta. In realtà dei laboratori che volevamo seguire siamo riusciti a seguirne solo uno, quello di Francesca sulla cosmesi fai-da-te per lui e per lei, ma Marta le ha fatto da spalla, così abbiamo avuto modo di conoscerle entrambe. Abbiamo assistito a come fare degli ottimi scrub per il viso e per il corpo e un dopobarba in poco tempo, con ingredienti naturali facilmente reperibili.

Peccato, poi, non aver potuto assistere ai workshop del giorno dopo con Kia di Equo, eco e vegan che sta ampliando il suo ventaglio di proposte per ridurre sempre di più la propria impronta ecologica.

Insomma, che dire, altro che eclissi! Gli ecoblogger sono vivi e vegeti!
Io che dal 2007 scrivo su questo blog e non mi sono stancata ancora di parlare di me e di ecologia, sono davvero felice e soddisfatta, perché qualcosa nel mio piccolo sono riuscita a fare e oggi si parla di ambiente sempre di più.
Restate sintonizzati perché presto, come promesso in radio, ci saranno nuovi argomenti per questo blog! Per il momento è tutto e buona giornata dell'acqua a tutti!!!


Many times I heard people say that blogs have been eclipsed –to stay on with the recent eclipse– from social networks. Yet, in my opinion, is not so true! Despite on one hand there is the lack of comments, on the other there is always also someone who reads the blog! Indeed, the same social networks have become a vehicle for sharing and blogs have become more and more an instrument of deepening. 
For example, lately you can't deny that especially "foodbloggers" are growing on uncontrollably.
But what happened to ecobloggers??? We are still here, continuing to change the world –yes, with a bit of self-esteem sometimes– !!!

I had the proof during this week with the interview I announced in the previous post.
I was contacted by the journalist Viviana Tanzariello – I take the opportunity to thank again– for Radio Elle / Channel 7 Puglia, just to tell my ecoblogger experience!
Really I couldn't believe it, because my posts are even more rare. So I am very happy that my message continues to get anywhere!


The radio experience made me initially anxious –I still remember the thrill of the interview for the program "Environmental Impact" on Icaro tv Romagna– but with Viviana –also speaker of the program– immediately established with me a good dialogue and made me to feel at home –what a better place than being on air in Puglia?–. We talked about the origins of the blog, my Zero Waste Week, the difficulties in recycling and then suggestions for the listeners. At the end, the minutes were not enough for me anymore, I wanted to tell many more things but the schedule was very precise.
I hope someone has listened to me and made the most of what I said.
The interview was part of a section, the "Eco-Quiz Differenziamoci", carried out in collaboration with the Puglia region, aimed at promoting awareness of the importance of recycling. If you can, follow the program –even in streaming– every day from Monday to Friday at 11.05 on  Radio Elle and Channel 7 (Italian language only). Soon there will be other interviews to "ecoblogger colleagues" who will talk about their experience!

I have not finished yet to talk about ecobloggers ...

Last weekend I went to Fa' La Cosa Giusta 2015 in Milan. All of you almost know the Italian fair of critical consumption and sustainable lifestyles. I was missing it since 2011. It was there that I met for the first time the ecobloggers Riccardo of Wutel.net blog and Lisa Casali of Ecocucina blog!

So even in this last edition I had the pleasure to meet them again. Riccardo is now a friend, after he came in Romagna to turn deftly my bike into e-bike; now he works full time in the industry of energy saving and unravels among photovoltaic kits, home automation systems, ecological and brand new LED lighting!

We were then able to greet the always very active Lisa, who has already written several books and has become super-request by television channels and newspapers for its incomparable ability to turn food scraps into gourmet meals. Again she held a showcooking about drying kitchen waste. I couldn't follow it for work, but my home-chef, my partner, did it. At the end of the demonstration she stopped to sign her book "Ecocucina" which I consider the most comprehensive and useful among her writings. She was very kind and also recognised me, following and quoting her from years on the Dandaworld blog.

I have to add the meeting with new ecobloggers after these two fantastic ones.

As part of the conference on ecological cosmetics I followed in mid-day during that Saturday, I met first the talented Nadia Tadioli lecturer, who on her EcoBeauty Diary blog is always careful to capture the news about organic and ecological cosmetics. Through her technical know-how in the field, she explore cosmetics, including her personal positively critical point of view, which is enjoyable to read. Find updates about her in my blogroll.

Also during the same Saturday –unfortunately the only day I was at Fa' la Cosa Giusta– I was able to attend the workshop of Neli, foodblogger of Neli's Raw Food, which presented two recipes of raw food with simple ingredients but with great effect techniques. Quick and easy meals to implement for those who like to get the most out of vegetables in terms of energy and nutritional properties. And I guarantee about the taste!

Last but not least, two more smart ecoblogger, who held more than a workshop of DIY detergents and cosmetics: Marta Albè and Francesca Piccoletti, editors of GreenMe, authors respectively of the books "La mia casa ecopulita" (tr. My Green-Clean House) and "Questo lo faccio io" (tr. I Do This Myself!), both published by Feltrinelli / Gribaudo and with a really nice and well done graphic design. Actually among all the workshops we were able to follow only one, that one of Francesca on do-it-yourself cosmetics for men and women, but Marta made her right-hand woman, so we got to know them both. We saw how to do some good scrubs for face and body and an aftershave in a short time, with easily available natural ingredients.

Then too bad not being able to attend the workshop of the next day with Kia of Equo, eco e vegan blog that is expanding its range of proposals to further reduce our ecological footprints.

Well, what to say, no eclipse! The ecoblogger are still alive and well! 
Writing this blog since 2007 and being not yet tired of talking about me and ecology, I'm really happy and satisfied, because something in my small way I did, and today we hear to talk about the environment more and more. 
Stay tuned because soon –as promised on air– there will be new topics for this blog! For the moment that's all folks, have a nice World Water Day!!!